Lavaggio contenitori rifiuti, Crescentini: "Pecunia non olet, ma i cassonetti si"

3' di lettura 06/07/2019 - In queste giornate di afoso caldo è comune quando si passa vicino ai cassonetti dei rifiuti di sentire un olezzo nauseabondo. Di certo, soprattutto nella zona mare, non è un bel biglietto di visita per i turisti e nemmeno un buon segno dal punto di vista igienico sanitario.

Questa problematica sembrerebbe derivare dalla non regolare pulizia dei contenitori dei rifiuti. Il lavaggio dei contenitori è un prestazione prevista nel contratto di servizio Igiene Urbana a Tariffa tra Comune e Marche Multiservizi, per la raccolta e gestione dei rifiuti. C'è proprio un punto particolare nel Disciplinare allegato al contratto che descrive esattamente modalità e tempistiche dello stesso. Come indicato il servizio di lavaggio e disinfezione contenitori deve essere fatto al fine di limitare le conseguenze dei processi fermentativi dei rifiuti, di evitare esalazioni moleste e di mantenere l’igiene ed il decoro del contenitore.

Purtroppo non risulta o per lo meno non è evidente che questo servizio previsto e quindi pagato attraverso la Tari da tutti i cittadini sia fatto con la regolarità prevista contrattualmente. Intanto l'automezzo “lavacassonetti” che dovrebbe operare al seguito dell’autocompattatore immediatamente dopo lo svuotamento del contenitore dai rifiuti non si vede mai, o almeno ne io ne tanti altri cittadini hanno visto da tanto tempo. Ma soprattutto sicuramente il lavaggio non avviene con le tempistiche previste dal disciplinare, cioè minimo 1 Volta al mese per tutti i contenitori e ogni 14 giorni in Luglio e Agosto per i contenitori Frazione Organica. Nel disciplinare c'è anche scritto che MMS potrebbe alternare i programmi di lavaggio cassonetti con l’utilizzo di prodotti a base di enzimi e microorganismi attivi che digeriscono la sostanza organica ed evitano la formazione di composti maleodoranti, svolgendo una forte azione antagonista contro i germi patogeni. Ma in ogni caso un lavaggio va fatto.

Il punto fondamentale è che questo è un servizio che viene pagato, ma sembra non realizzato, e chi dovrebbe controllare, il Comune, non sembra farlo. Forse perché non vuole disturbare la "gallina dalle uova d'oro" che è Marche Multiservizi per questa Amministrazione, che grazie alle bollette pagate dai cittadini ha distribuito al Comune di Pesaro € 2.239.474 come dividendo 2018, in crescita rispetto al 2017.

Eppure per il controllo basterebbe poco grazie alle nuove tecnologie. Sarebbe sufficiente dotare ogni cassonetto di microchip e gli operatori di sistemi di misurazione elettronica ed in tempo reale si saprebbe quando è stato raccolto il rifiuto, dato che anche questa è una lamentela dei cittadini, e quando vengono lavati i contenitori. Ma come scritto conviene a questa amministrazione non controllare per non fare aumentare i costi e vedersi così ridurre i dividenti a fine anno. Eppure lo scopo della partecipate è soprattutto quello di vedere tutelati i diritti dei cittadini e offrire servizi e non guadagnare sugli stessi, o almeno farlo ma garantendo i servizi descritti in un contratto. Ma dopotutto Pecunia non olet , ma i cassonetti si.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-07-2019 alle 11:24 sul giornale del 07 luglio 2019 - 2781 letture

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