Birra artigianale: dal primo luglio ridotte le accise del 40%, esultano gli oltre 60 microbirrifici del territorio

birrificio 2' di lettura 25/06/2019 - Una buona notizia per gli oltre 60 birrifici artigianali della provincia di Pesaro e Urbino. Con la riduzione del 40% delle accise prevista dal primo di luglio, tutto il settore avrà una bella boccata di ossigeno. Il Decreto del Ministero dell’Economia del 4 giugno è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nei giorni scorsi e conferma il provvedimento.

“Visto? A volte le battaglie si vincono - dice Alberto Barilari, presidente della CNA di Pesaro e Urbino - la CNA già dal 2015 aveva avanzato questa proposta di riduzione delle accise, che teneva conto delle dimensioni aziendali dei microbirrifici artigianali, che proprio per questa loro caratteristica non potevano e non possono essere confusi con i produttori di birra industriale”.

Questo per la CNA significa dare ossigeno ad un settore come quello dei microbirrifici con notevoli riflessi anche occupazionali. Un settore in forte crescita - come dimostrano le nuove attività nate in provincia di Pesaro e Urbino in questi ultimi anni - e con performance di assoluto valore anche in campo internazionale in termini di qualità della birra prodotta, con riconoscimenti in Belgio e negli USA dove il fenomeno dei birrifici artigianali è talmente esteso da arrivare a quote di mercato pari al 10% del consumo annuo di birra. Il provvedimento, come detto, sarà operativo dal primo luglio 2019 e prevede una riduzione delle accise del 40% per i birrifici artigianali che si somma alla riduzione a 2,99 euro dell’accisa per ettolitro e per grado-Plato inserita con l’ultima Legge di Bilancio.

Il beneficio fiscale riguarderà solo i birrifici artigianali, cioè le imprese che rispettano il limite di 10mila ettolitri di produzione annua, sono indipendenti a livello societario e non effettuano pastorizzazione e microfiltrazione, vale a dire i processi a cui viene sottoposta la birra industriale. Il taglio delle accise, inoltre, avvicina l’Italia ai principali produttori europei che hanno da tempo differenziato le aliquote come indicato nella direttiva europea.

Altro aspetto importante, da sempre sollecitato dalla CNA, è il tema dell’accertamento della produzione dal mosto alla fase di confezionamento, facendo riferimento quindi alla reale quantità di alcol prodotta, così come previsto dalla stessa Legge di Bilancio. Si assiste, dunque, ad una notevole semplificazione procedurale che consente l’accertamento dell’accisa da assolvere sul prodotto finito a conclusione delle operazioni di condizionamento e non più, come avveniva in passato, nella fase a monte del condizionamento. In tal modo si evita di sottoporre a tassazione anche i cali fisiologici di produzione che normalmente avvengono tra la fase iniziale e finale del processo produttivo, come anche si evita di tassare il prodotto in una fase antecedente alla sua reale immissione in commercio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-06-2019 alle 09:12 sul giornale del 26 giugno 2019 - 1081 letture

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