Montecopiolo e Sassofeltrio in Romagna: parole e atti gravi dei vertici della Regione Marche

2' di lettura 11/04/2019 - Nelle ultime settimane e in particolare negli ultimi giorni si è decisamente alzato il tono e aggravato il comportamento dei vertici della regione Marche, in particolare del presidente Ceriscioli. La foga e l’accanimento mostrato è da condannare e rischia seriamente di essere lesivo per la Democrazia in Italia.

Come può un presidente di regione osteggiare con tutti i mezzi l’esito di un referendum democratico, volto a trasferire due comuni da una regione ad un’altra, che ha seguito nel pieno rispetto le leggi vigenti e in particolar modo la Costituzione italiana? Con quale legittimità e con quale metodo sono state raccolte firme fra i cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio, nei bar e nelle case, raccontando chissà quali presunte verità, senza contradditorio, e con quali promesse? E perché ci si sveglia proprio ora che l’iter parlamentare sta procedendo e le elezioni amministrative si stanno avvicinando?

Se i cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio hanno scelto la Romagna, è perché vi sono validissimi motivi, a cominciare dal senso di appartenenza. I vertici della regione Marche dovrebbero ben sapere che Valmarecchia e Valconca sono storicamente, geograficamente e culturalmente romagnolissime, e i cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio altro non vogliono che ricongiungersi ai fratelli romagnoli, passando nel contempo ad una amministrazione più vicina, a servizi (essenziali come la Sanità) decisamente più vicini e più fruibili.

E se i cittadini di Montecopiolo e Sassofeltrio hanno dovuto aspettare tanti anni perché la Democrazia si compisse, la prevalente colpa è proprio dei vertici regionali marchigiani che hanno “calpestato” la legge, omettendo di esprimere il parere sul passaggio di regione, “violentando” in questo modo l’art. 132 della nostra amata Carta costituzionale che chiede alle regioni interessate di esprimere un parere.

E ora, lor signori, fanno di tutto per rallentare il compimento di un processo esemplare per la Democrazia. Ciò è grave e sinceramente preoccupa. E dovrebbe preoccupare tutti i cittadini italiani e tutte le forze politiche che si rifanno ai valori della nostra Costituzione. Tale atteggiamento è da denunciare e invito tutti i rappresentanti delle istituzioni e dei partiti che si ritengono democratici, a prendere una chiara posizione a favore della Democrazia in Italia, a favore dell’esito del limpido e validissimo referendum del giugno 2007. Se questo appello non dovesse essere ascoltato, se l’esito del referendum costituzionale tenutosi a Montecopiolo e Sassofeltrio non dovesse essere portato a compimento, sempre più cittadini italiani non crederebbero nelle istituzioni e nei partiti. L’Italia sarebbe davvero sull’orlo di un baratro.

Dott. Samuele Albonetti Coordinatore regionale M.A.R. - Movimento per l'autonomia della Romagna






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-04-2019 alle 10:37 sul giornale del 12 aprile 2019 - 3997 letture

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