L'Anpi ed i ragazzi delle scuole commemorano il 75° anniversario della strage di Piazzale degli Innocenti

 strage di Piazzale degli Innocenti 3' di lettura 16/11/2018 - Alle 10.00 di sabato 17 novembre, prima nella splendida Piazza del Popolo e poi nella toccante cornice di Piazzale degli Innocenti, un corteo di ragazzi accompagnati dall’ANPI Comunale di Pesaro, ricorderà la Strage dell’omonimo piazzale.

Si tratta degli alunni della 4°A della Scuola Primaria “Odoardo Giansanti” – accompagnati dalla professoressa Grazia Ballotta – e delle classi 2°E, 3°E e 3°D dell’Istituto Comprensivo “Annibale Olivieri” accompagnati rispettivamente dalle professoresse Caterina Bartozzi, Fabrizia Massei ed Eva De Giorgi.

Dalle 10.45, proprio in Piazzale degli Innocenti, i ragazzi commemoreranno la strage con letture e musiche, alla presenza delle autorità della città di Pesaro, del parroco della Chiesa di Sant’Agostino, don Martin e dei suoi collaboratori don Filippo e don Giuseppe. Sarà presente anche Alfredo Anastasia, superstite della strage.

La storia della strage è ormai nota: erano le ore 13.00 del 17 novembre 1943 quando una granata lanciata da una postazione tedesca sul San Bartolo piomba su Pesaro, in piazzale Spalato, uccidendo quattordici persone, quasi tutti bambini.

Si trattava di un’esercitazione annunciata che doveva coinvolgere solo la spiaggia: chi abitava verso il mare – oltre la nazionale – era stato evacuato fino a mezzogiorno, termine ufficiale dell’esercitazione. Un’ora dopo il termine dell’esercitazione – in un piazzale lontano dalla zona a rischio – erano tante le persone che si muovevano tranquillamente, tra i quali molti bambini che giocavano come sempre per strada. In un attimo una deflagrazione distrusse lo spiazzo, lasciando a terra due morti in viale Battisti e ben dodici nel piazzale.

Alfredo Anastasia, all’epoca bambino, ricorda che si salvò solo perché le schegge furono frenate dal pesante cappotto che indossava, restando ferito solo sotto al ginocchio da un frammento «è ancora lì conficcato, a ricordo di quel tragico giorno».

L’ufficiale tedesco di collegamento presso la Prefettura intervenne subito presso il comando tedesco, chiedendo di cessare il fuoco perché erano stati colpiti donne e bambini. In tutta risposta una voce dall’altro capo del filo – forse quella del comandante Sprave – gli rispose che non si prendevano ordini da pari grado, aggiungendo cupo che «la popolazione doveva pagare». Solo più tardi giunse l’ordine definitivo di cessare il fuoco. Giulio Giovanelli ricorda come «i cadaveri delle vittime furono trasportati al camposanto sul far della notte quasi di nascosto, e deposti nella chiesa».

Cosa è successo in piazzale Spalato? È possibile che a determinare la tragedia sia stato un errore umano che abbia poi ricevuto una disdicevole copertura per i responsabili. Altrettanto probabile è che si tratti di una strategia già abbondantemente usata dalla Wehrmacht e dalle SS nei paesi slavi occupati: colpire sistematicamente e con attacchi mirati l’intera popolazione, producendo così un senso di terrore e di impotenza tra i civili ed i resistenti.

La Resistenza in città era lungi dal diventare palese, ma già da settembre le forze nazi-fasciste avevano subito durissime perdite in Abruzzo e nelle Marche contro partigiani e forze armate italiane fedeli alla monarchia. In provincia, proprio all’inizio del mese, i tedeschi avevano trucidato due donne ed un giovane a Ca’Mazzasette, il tutto nel fallito tentativo di catturare uno dei più importanti antifascisti del territorio: Erivo Ferri. Che sia stato un errore o una spietata strategia per stroncare sul nascere i sentimenti di rivolta della popolazione italiana, la strage di Piazzale degli Innocenti è il primo bagno di sangue patito dalla città di Pesaro nella Seconda Guerra Mondiale, dove a pagare furono soprattutto i più piccoli, i più innocenti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2018 alle 10:00 sul giornale del 17 novembre 2018 - 1409 letture

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