Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo

Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo 12/09/2018 - Giovedì 13 settembre 2018 alle ore 21.00 presso l’auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (g.c., piazza Antaldi, 2 - Pesaro) l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani, la Cooperativa Sociale Labirinto e lo SPRAR di Pesaro (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), in collaborazione con l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Pesaro, la Società pesarese di studi storici, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e l’Università dell’Età Libera, propongono un incontro a più voci dal titolo Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo.

L’iniziativa si prospetta come continuazione di quella tenutasi a maggio con Vittorio Robiati Bendaud, Moulay Zidane El Amrani e don Marco Di Giorgio dal titolo Ebrei, cristiani, musulmani. Valori comuni e paure reciproche all’interno del breve ciclo denominato Monoteismi.

All’incontro parteciperanno gli autori del volume Nati da Abramo Myrna Chayo, ex docente di Lingua Araba all’IsMEO e all’Università degli Studi di Milano, Paolo Branca, docente di Lingua Araba e Islamistica all’Università Cattolica di Milano e Moulay Zidane El Amrani, arabista e docente presso le Università di Padova e la Cattolica di Milano: un’ebrea, un cristiano e un musulmano, in rappresentanza dei tre grandi monoteismi, detti anche abramitici perché credono in un Dio unico che ha parlato agli uomini nel corso della storia, a diverse riprese, in lingue diverse, e attraverso inviati e profeti diversi, ma tutti portatori del medesimo messaggio di pace e misericordia, e tutti appartenenti alla stirpe di Abramo.

Il processo che si è ormai convenuto di definire di “globalizzazione” o di “modernizzazione”, avviato un po’ più di mezzo millennio fa, quando la civiltà euro-occidentale ha inaugurato la grande epoca delle scoperte e delle conquiste oceaniche e che oggi appare giunto a una fase che molti hanno ormai considerato conclusiva, ha comportato il nascere e lo svilupparsi di molte tesi relative al rapporto, alla convivenza, al dialogo tra culture e religioni differenti: con esiti talora tragici – come il diffondersi dei sentimenti xenofobi, delle teorie razzistiche, dell’oppressione coloniale, delle pratiche schiavistiche e addirittura genocide – ma talaltra ispirati invece alla ricerca dell’equilibrio e della mutua comprensione. Così Franco Cardini delinea il problema del rapporto fra culture e religioni nell’introduzione al volume Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo.

È appunto per sviluppare il secondo corno del dilemma, quello della mutua comprensione, che viene proposto anche questo incontro. Le religioni non dialogano, perché propongono verità assolute; ma gli uomini che le professano sì. Il dialogo interculturale e il confronto interreligioso non possono comunque prescindere dal ‘principio dell’alterità’, cioè dal riconoscimento dell’altro, che è poi corollario del ‘riconoscimento di noi stessi’; ma nei fenomeni complessi che chiamiamo ‘religioni’ occorre una serenità che nasce anzitutto dalla conoscenza, e non da aprioristica valutazione.

Myrna Chayo, nata ad Aleppo (Siria), all’età di due anni - nel 1948 - ha lasciato la Siria ed è andata a Beirut (Libano) insieme con la sua famiglia., con la quale alla fine del 1958 si è trasferita in Italia, a Milano. Conosce arabo, ebraico, francese, inglese, italiano, oltre ad un certo livello di portoghese brasiliano. E' stata docente di Lingua Araba nella sezione lombarda dell'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente (IsMEO) dal 1968 al 1995 e all'Università degli Studi di Milano dal 1973 al 2011. Dal 2003 al 2009 ha coordinato i corsi facoltativi di lingua araba istituiti per le scuole medie della Lombardia dall'Ufficio Scolastico Regionale ed ha ideato per loro del materiale didattico basato sui nuovi criteri stabiliti in Europa e pubblicato on line nel 2008 con il logo del MIUR. Tra i suoi scritti si ricordano un piccolo saggio-ricerca Tanti paesi, una manina: filastrocche dall'India al Marocco, pubblicato in Bandhu. Scritti in onore di Carlo Della Casa (Edizioni dell'Orso, 1997) e il saggio Fratelli umani in Nati da Abramo. Un’ebrea, un cristiano e un musulmano: dalla conoscenza al dialogo (Marietti, 2017).

Paolo Branca, laureato in Lingua e Letteratura Araba presso la Facoltà di Lingue Orientali dell'Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia nel 1982, diplomato in Lingua Araba presso l'Istituto Italiano per il Medio e l'Estremo Oriente (IsMEO) di Milano e in possesso del certificato di Perfezionamento in Arabo, è stato relatore in numerosi incontri e seminari di studio sull'Islam presso varie istituzioni, tra le quali Pontificia Universitas Urbaniana, Institut du Monde Arabe - Parigi, Accademia della Guardia di Finanza - Bergamo, Centro Alti Studi per la Difesa - Roma, Université de Lausanne, Università di Pisa, Università di Firenze, Università di Venezia, Università di ‘Ayn Shams (Il Cairo), Université St. Joseph (Beirut), inoltre a Agadir (Marocco), Mascate (Oman), Algeri (Algeria), Harvard (Usa). In tali occasioni, accanto ai temi classici dell'Islamologia, ha trattato in particolare le problematiche del rapporto Islam - mondo moderno, con speciale riferimento ai fenomeni del fondamentalismo e del riformismo musulmani. Dall’a.a. 2007/2008 è professore associato di Lingue e Letteratura Araba presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tra le sue numerose pubblicazioni si ricordano Voci dell'Islam moderno: il pensiero arabo-musulmano fra rinnovamento e tradizione (Marietti, 1991), Introduzione all'Islam (S. Paolo, 1995), L'établissement de l'Islam et ses organisations, in Islams d'Europe (Editions de l'Aube, 1995), I musulmani (Il Mulino, 2000), Il Corano (Il Mulino, 2001), Moschee inquiete. Tradizionalisti, innovatori, fondamentalisti nella cultura islamica (Il Mulino, 2003) e le traduzioni di Nagib Mahfuz, Vicolo del Mortaio (Feltrinelli, 1989) e di Tabari / Bal'ami, Biografia del profeta Maometto (Mondadori, 1990).

Moulay Zidane El Amrani, arabista, nato a Casablanca, dal 1984 risiede in Italia. È stato docente di Arabo Letterario Moderno presso l’Università degli Studi di Bologna e docente e formatore in materia di comunicazione interculturale presso diversi enti. Attualmente è docente al Master in “Studi sull'Islam d'Europa" presso l'Università degli Studi di Padova e al Master "Monoteismi" presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È inoltre formatore, scrittore e blogger sulle tematiche di comunicazione interculturale e interreligiosa; opera quale consulente nel Settore Migranti presso Labirinto Cooperativa Sociale di Pesaro.


L’iniziativa è promossa dall’Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro, la Cooperativa Sociale Labirinto e lo SPRAR di Pesaro (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), in collaborazione con l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso dell’Arcidiocesi di Pesaro, la Società pesarese di studi storici, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana” e l’Università dell’Età Libera, con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Pesaro e Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

Info: Biblioteca Oliveriana Pesaro, tel. 0721.33344; biblio.oliveriana@provincia.ps.it ; www.oliveriana.pu.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2018 alle 03:41 sul giornale del 13 settembre 2018 - 843 letture

In questo articolo si parla di cultura, musulmano, ebrea, Biblioteca Oliveriana, Cristiano, Nati da Abramo

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