Vampirismi al cimitero, Pro Loco di Candelara: "Il nostro evento artistico trasformato in uno show e sfociato in un attacco politico"

Vampirismi al cimitero, Pro Loco di Candelara 06/08/2018 - Come Pro Loco di Candelara, riteniamo opportuno questo comunicato dopo aver letto tante notizie false e fuorvianti pubblicate nei giorni scorsi, che si sono diffuse senza controllo anche sui social portando solo ad un incitamento all’odio e intransigenza. Nessun giornalista era presente all’evento, e i particolari raccontati non corrispondono al vero. Nessuno ha verificato i fatti con noi organizzatori e nessuno ha raccontato i pareri positivi dei numerosi partecipanti alla serata.

Il 2 agosto u.s., la Pro Loco di Candelara, ha promosso un evento culturale dal titolo “Vampirismi: la figura del Vampiro nei suoi multiformi aspetti. Dal folklore ad Edward Cullen”.

La promozione dell’evento su Facebook era partita già da una settimana, raccogliendo consensi e molte visualizzazioni su un territorio esteso a tutto il centro Italia. Tante nei giorni precedenti le chiamate per informazioni soprattutto da Rimini e Ancona. Le prime polemiche si sono manifestate al mattino del 2 agosto, dopo la pubblicazione dell’evento sulla carta stampata. L’apice, si è raggiunto la sera stessa quando 4-5 persone si sono presentate nel parcheggio antistante il cimitero di Candelara per contestare ed impedire l’evento. A questi residenti si è aggiunta qualche persona che si è fermata all’esterno del “campo santo” per capire come funzionava la serata senza esprimere alcun dissenso. Nella mattinata siamo stati contattati dal diacono Emilio Pietrelli e abbiamo sentito le ragioni e preoccupazioni della curia, concordando insieme di non utilizzare la cappellina e di concedere la parola per un confronto pacato con le persone che non condividevano la scelta del luogo della conferenza.

Tante le persone, più di 150, da Candelara, dal pesarese e da fuori, ma che hanno trovato un pessimo biglietto da visita. Infatti, i contestatori dell’iniziativa che chiedevano rispetto per i loro morti, per assurdo erano gli unici che urlavano e disturbano la pace del luogo.

La serata prevedeva per tutti i presenti un cocktail e un biscotto secco di benvenuto, in un tavolo opportunamente predisposto nell’area del parcheggio fuori dal cimitero, e un volontario della Pro Loco che era all’ingresso dell’area sepolcrale per controllare che nessuno accedesse con il cocktail nell’area sacra. Abbiamo dovuto rimuovere il tavolo della distribuzione del cocktail, in quanto i contestatori hanno preso a male parole la foodblogger Elisa Prioli che lo aveva preparato. La serata, con qualche minuto di ritardo a causa delle contestazioni, è iniziata come previsto all’ingresso del cimitero, in cui è stato presentato il programma e sono stati introdotti i relatori, mentre in sottofondo si sentivano parole di denigrazione e protesta. Successivamente le persone hanno preso posto nelle cento sedute predisposte dalla Pro Loco, e gli altri rimasti in piedi si sono accomodati in dei muretti che delimitavano i vari campi in cui è suddiviso lo spazio, o negli scalini che davano accesso alle cappelle, ma non sulle tombe.

Non c’è stato nessun’apericena, né bivacco tra le tombe e assolutamente non condivisibile l’accostamento della nostra iniziativa con la grigliata fatta nel cimitero giardino di Melilli, dove quattro persone hanno fatto un pic-nic con tanto di barbecue, citata dai consiglieri comunali di centro destra in una loro dichiarazione. La cosa più irritante è che nessun giornalista era presente alla serata che è stata ricostruita senza chiederci se le fonti da loro raccolte corrispondessero a verità. Il nostro è stato un evento culturale, precisamente una conferenza che ha trattato il tema affascinante del Vampirismo secondo la nascita del mito della figura del vampiro, la sua diffusione e credenze secondo la tradizione, il folklore, gli aspetti psicologici, antropologici, patologici e infine artistici e cinematografici. Una conferenza non è uno show! Sono precisazioni obbligatorie, in quanto l’utilizzo di questi termini ha creato giuste irritazioni nelle persone che hanno letto le notizie sui social; senza avervi preso parte.

Già sabato 4 agosto, siamo stati contattati da alcuni giornalisti che hanno chiesto chiarimenti, in quanto, avevano raccolto parole di dissenso da amici presenti alla serata a Candelara, che erano indignati dalle parole e dalla ricostruzione pubblicata sui giornali. Su Facebook sono tante le parole di chi non avendo partecipato ha disapprovato la serata, ma ci sono anche quelle di apprezzamento della serata. Ad esempio Paola B. scrive: “Manca la cultura della morte, in provincia più che mai...” in un successivo post afferma “Parlare di vampirismo, legando il termine a riti satanici, dimostra quanta ignoranza ci sia sul tema”. Punizione Celeste nota che: “In alcune culture, la morte di un caro viene celebrata come una festa...non è che se uno festeggia, vuol dire che non ha rispetto. Solo perché voi vedete la morte come una cosa triste, non vuol dire che debba essere per tutti così”. Mentre il riccionese Dario Leggendarylordbyron C. “...hanno scritto un sacco di bugie e cattiverie verso di voi e verso i partecipanti, cosa non giusta... comunque avete il mio sostegno; è stato fatto tutto in nome della cultura con gran rispetto...anche i partecipanti molto educati e rispettosi verso il luogo in cui ci trovavamo”. Valentina LS. la pensa similmente: “è stato un evento molto bello e interessante”.

Infine, non poteva mancare qualche messaggio degli abitanti di Candelara, che hanno partecipato all’evento e che prendono le distanze dalle polemiche; afferma Paola L. in un messaggio privato agli organizzatori: “mi è piaciuta molto questa sera al cimitero, molto interessante, a un certo punto non ricordavo di essere in un cimitero…” e ancor di più la sorella R. scrive: “Incontro molto interessante. Non si possono accontentare tutti. Da candelarese non mi sento per niente offesa. Andate avanti” quindi il paese di Candelara non è unanime a condannare la serata, anzi sono molti a pensare che a fomentare questa polemica siano solo un piccolo gruppetto di persone e che sia stato solo un mezzo per fare attacchi politici all’amministrazione comunale, che nell’organizzazione di questo evento non c’entra nulla.

Le foto scelte a corredo degli articoli mostrano solo visioni di particolari del cimitero e nessuna visione del viale centrale dove erano sedute ordinatamente le persone ad ascoltare la conferenza.

Sui social molti hanno anche chiesto il perché della scelta del cimitero per la conferenza, e perché non sia stata fatta in un altro luogo, quale un castello o un rudere...

Il luogo del cimitero è stato scelto dal gruppo di relatori “laici e apolitici” perché rappresenta un luogo di storia che connette l’argomento trattato, in quanto il cimitero fa paura ma al tempo stesso è anche luogo di meditazione e preghiera. È un luogo in cui si esorcizza la paura più atavica dell’essere umano: la morte che nel Vampiro ha la doppia faccia della medaglia. Da un lato la bellezza e giovinezza infinita, dall’altro il suo imprigionarsi in un corpo senz’anima.

Siamo dispiaciuti che la nostra iniziativa abbia potuto turbare alcune persone, ma siamo entrati in punta di piedi nel cimitero e lo abbiamo fatto con le autorizzazioni necessarie. Purtroppo, il grido di dolore di mamma Antonella, è stato in realtà strumentalizzato da alcune persone per far scalpore mediatico. E di questo ne siamo molto dispiaciuti e così la mia frase “non hanno elaborato il lutto personale” sia stata male interpretata, in quanto tolta da un discorso più organico in cui spiegavo che comprendo il suo stato di difficoltà nell’accettare la nostra iniziativa.

Lorenzo Fattori
(Curatore dell’evento “CandelarArte”)





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-08-2018 alle 10:58 sul giornale del 07 agosto 2018 - 5417 letture

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