Dopo il trionfo del 70° Festival del Gad definito il cartellone della prossima edizione

Da sinistra: Il presidente Giovanni Paccapelo, l 12/06/2018 - La conferenza stampa, in cui sono state precisate le commedie che faranno parte del 71º Festival nazionale d’Arte Drammatica, è stata preceduta, alla vigilia, dall'annuale Assemblea dei soci dell’Associazione "Amici della Prosa".

In tale occasione, il presidente Giovanni Paccapelo ha esposto i conti economici dell'anno passato, si è provveduto ad approvare all'unanimità il bilancio consuntivo, è stata ricordata l'intensa attività espletata, nell'anno sociale 2017, con particolare riferimento alla 70º Rassegna e sono stati segnalati, a grandi linee, i programmi del 2018. Per fornire qualche dettaglio, oltre all'organizzazione dell’abituale Festival, che rappresenta il punto centrale, va menzionato il lavoro svolto nelle scuole, che continua per tutto il periodo che va da ottobre a giugno, grazie all'impegno di giovani attori, al fine di sensibilizzare i giovani, far sì che comprendano il valore insito nel mondo teatrale e ad esso si accostino con piacere e soddisfazione nell’arco della loro vita. Un altro filone è costituito dal Circolo di lettura, coordinato da Francesco Corlianò, che prende in esame le commedie contemporanee e moderne degli autori italiani, fornendo i relativi giudizi, ciò che dà pure prestigio alla nostra città. Da menzionare il trascorso Convegno su "ll ruolo e le tesi del teatro non professionistico in Italia" che ha avuto notevole successo, il cui esito è stato sintetizzato nel documento "La Carta di Pesaro". Ancora la pubblicazione di un libro prevalentemente fotografico dedicato al 70º della nostra Rassegna, in occasione della quale pure le scuole cittadine hanno partecipato concretamente con propri lavori. È stato, altresì, stampato un interessante giornale studentesco. Sono seguiti i ringraziamenti di rito a tutti i validi collaboratori.

A proposito del nuovo presidente da designare per il periodo 2018 - 2020, il vicesindaco Daniele Vimini, a nome del Comune, quale socio patrocinatore, ha comunicato che nell'attesa, per un limitato pro tempore, il presidente Giovanni Paccapelo, che giustamente aveva espresso, dopo un così protratto impegno - 15 anni -, la sua decisione di dimettersi, continuerà a guidare l’Associazione "Amici della Prosa".

Nel corso dell'Assemblea - come avviene ogni triennio - si è proceduto all'elezione del nuovo Consiglio Direttivo dell'Associazione che rimarrà in carica sino al 2020, concludendosi con l'organizzazione del 73º Festival nazionale d’Arte Drammatica. Il Comune ha confermato come consigliere il vicesindaco Daniele Vimini e gli altri quattro eletti sono stati: Ortensio Rivelli, Gigliola Gori, Francesco Corlianò e Danila Merloni. A conclusione della seduta assembleare, il presidente Giovanni Paccapelo, essendo al termine del proprio mandato, ha desiderato invitare i soci ad una cena sociale che si è consumata, come consuetudine al Ristorante "Da Sante". Nell'occasione - protagonista di tale conferimento il segretario Stefano Magi - è stato donato al presidente Giovanni Paccapelo a coronamento della sua lunga presidenza, encomiabile sotto tutti i profili, un voluminoso pregevolissimo album fotografico - le immagini sono naturalmente dei validissimi esponenti del Foto Club pesarese, il quale collabora assiduamente da molti anni - che riassume tutta la lunga storia del Festival, accompagnato da parole quanto mai significative ed appropriate che recano la firma della cara giornalista Ivana Baldassarri. Un'ovazione dei presenti all'indirizzo di Giovanni.

L'indomani, come riferito, si è svolta la citata conferenza stampa aperta al pubblico.

Dopo gli interventi dell'assessore servizi educativi Giuliana Ceccarelli che, a nome del Comune, ha espresso il proprio riconoscimento all'Associazione "Amici della Prosa, guidata dal presidente Giovanni Paccapelo per la qualificata attività svolta che dà lustro, nel campo teatrale, alla nostra città e dello stesso Paccapelo che ha effettuato una sintesi di quanto realizzato, nel 2017, ha preso la parola il direttore artistico Cristian Della Chiara. Questi ha annunciato e commentato le 8 opere selezionate, prevalentemente contemporanee, per lo più, con ampio spazio dedicato alla musica, in sintonia con i festeggiamenti rossiniani, su 104 proposte, quasi tutte di qualità, le quali saranno rappresentate al Teatro Rossini, nella 71ª edizione del Festival, che inizierà il 9 ottobre per concludersi con la cerimonia di premiazione l'11 novembre. Queste in sintesi.

A Vigevano si spacca! di Mimmo Capuzzi, presentato dalla Compagnia Teatrale Colpo di Maschera di Fasano (Brindisi). Ci si rifà al cantautore Rino Gaetano. La commedia si caratterizza per un riuscito intreccio teatrale e per l'aspetto musicale. All'interno di un garage, si dipana la storia di quattro musicisti che sono impegnati nella realizzazione di un importante concerto. Affiorano i criteri della politica e della giustizia che sono propri delle canzoni di Rino Gaetano. La compagnia è per la prima volta ospite del nostro Festival.

Il povero Piero di R. Puliero da A. Campanile, presentato dalla Compagnia La Barcaccia di Verona. Nello spettacolo che prende le mosse dalle tesi dello scrittore Achille Campanile, intriso d’ironia e di sagacia, scaturiscono momenti di divertimento, si fa burla dei luoghi comuni, delle frasi preconfezionate, degli abituali modi di dire, di cui ci si avvale nelle situazioni che si connotano particolarmente gravi. Emerge, a pieno titolo, il valore intrinseco della parola, la sua preziosità che, talora, dai più non è presa in considerazione, come, invece, si dovrebbe.

Erano tutti miei figli di A. Miller, presentato dalla Compagnia Teatro di Pesaro "La Piccola ribalta" di Pesaro. La commedia, a sfondo drammatico, fa seguito alla seconda guerra mondiale. Ann, figlia dell'ex socio di Joe Keller era fidanzata con il figlio primogenito di questi, ma, purtroppo, il giovane è finito disperso nel conflitto. Chris, l'altro figlio di Keller, cerca l'approccio con Ann. I due non tardano ad innamorarsi e vorrebbero convolare a nozze. Ciò, però, non è consentito dal fragile equilibrio famigliare perché entrano presto in contrasto i due opposti comportamenti: da un lato, chi era andato a combattere per un ideale e dall'altro, chi, invece, aveva preferito pensare esclusivamente a se stesso e ad arricchirsi. Una pièce che fa, dunque, meditare. Ci onora che sia stata prescelta una commedia di una Compagnia cittadina.

Settàneme di Bruno Di Donato, presentato dalla Compagnia Teatro del Bianconiglio di Eboli (Salerno). Testo assai originale di una Compagnia esordiente nel nostro Festival, che fa leva sui settàneme, vale a dire, sugli spiriti vaganti che sono sollecitati a raccontare i fatti della loro storia terrena. Pure in questo caso una parte di rilievo è affidata alla sfera musicale. Si cerca, in tutti i modi di coinvolgere e cogliere l'emozione dello spettatore. Sono molteplici gli esempi presi in considerazione, di cui ne citiamo soltanto alcuni. Il sacerdote carpito dal diavolo che si trova nel suo cocchio nero, la condanna al rogo, nel Cinquecento, inflitta per atti di stregoneria, un avvocato che è accoltellato per aver difeso i contadini accusati dai baroni. L'inizio e la fine dell'opera sono pertinenti della Morte che, quindi, non è per nulla secondaria.

Nient'altro che la verità di Domenico Marchigiani, presentato dalla Compagnia Quanta Brava Gente di Grottaglie (Taranto). Il dubbio permea e domina tutta la commedia. Tre amici, Marco, Paolo e Giovanni hanno caratteri che sono agli antipodi, ma non si sa bene se la loro amicizia sia vera o soltanto presunta. Scaturisce, pertanto una certa amarezza, pur tuttavia la pièce si snoda con sequenze pure divertenti perché si alternano situazioni in cui prevale la comicità. Si moltiplicano le emozioni, ma non si sa se alla fine avrà il sopravvento la verità o la menzogna.

Moro di Venezia di R. Patti da W. Shakespeare, presentato dalla Compagnia Teatro dell’Ovo di Marcianise (Caserta). Con questa pièce si perviene a pieno titolo nell'ambito classico, attingendo alla ben nota opera di William Shakespeare, connessa alla tragedia amorosa vissuta da Iago. Un testo che affascina, in cui, nonostante i secoli trascorsi, rimane ancora qualcosa che merita di essere scoperta.

La strana storia del dottor Jekyll e del signor Hyde di Ronald Harwood e Roberto Zamengo, presentato dalla Compagnia Teatroimmagine di Salzano (Venezia). Da questo conosciuto lavoro si è in grado di trarre nuove situazioni sicuramente più confacenti ed aderenti alla realtà attuale. In particolare, ci si avvale di quei codici che sono propri della commedia dell'arte.

Il servo di scena di Ronald Harwood, presentato dalla Compagnia Stabile del Leonardo di Treviso. Nel clima della seconda guerra mondiale, in una provincia inglese, il primo attore, appellato dal gruppo "Sir", è quanto mai desolato, vorrebbe desistere dall'iniziare lo spettacolo, ma Norman, il suo servo di scena da lunga pezza, pure suo confidente, che ha, quindi, voce in capitolo, non è affatto disposto a gettare la spugna.

È, poi, d’aggiungere un'opera fuori concorso.

Parigi 1815, "Il fango e l'anima", un musical liberamente derivato da "I Miserabili" di Victor Hugo, con la traduzione di Andrea e Romina Zoli, presentato dalla Compagnia OGM (Organismi Geneticamente Musicalizzati) di Forlì.

Per il 7° GadFestival Ragazzi, due commedie rappresentate al teatro Sperimentale.

L'isola che non c'è, un musical liberamente desunto da Peter Pan di J. M. Barry, con adattamento di Maurizio Purifico, Matteo Corvatta, Massimiliano Di Chiara, Diego Zallocco, presentato dall'Associazione culturale "Stella" di Porto Potenza Picena (Macerata).

Un’improbabile storia d'amore di Daniele Segalin e Graziana Parisi, presentata dalla Compagnia Theatre Degart di Giardini Naxos (Messina).

In occasione della ricorrenza dei cento anni dal termine della Grande Guerra.

Oh… che bella guerra di Luigi Lunari, presentato dal Gad Città di Trento.

Le tante novità del prossimo Festival non potranno che attrarre gli appassionati del teatro di prosa.





Questo è un articolo pubblicato il 12-06-2018 alle 17:24 sul giornale del 13 giugno 2018 - 1440 letture

In questo articolo si parla di cultura, pesaro, Giuliano Albini Ricciòli

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