Gabicce in Romagna: bocciata la richiesta del referendum, il M5S insorge

Gabicce 07/06/2018 - Dopo la bocciatura del Sindaco Pascuzzi e la sua maggioranza, che hanno disconosciuto quasi 500 firme raccolte dai cittadini per indire un referendum consultivo sul distacco di Gabicce Mare verso la Romagna, il M5S ieri sera in un evento pubblico, ha annunciato un possibile ricorso al TAR e chiede aiuto a tutti per questa battaglia di giustizia.

Ci è voluto quasi un anno di lavoro e attesa per circa 500 cittadini del Comune di Gabicce Mare che hanno consegnato le loro firme in comune, per vedersi bocciata la richiesta di indire un referendum consultivo come previsto dallo Statuto comunale. Il Sindaco e la maggioranza hanno usato parole dure in ogni momento e anche in consiglio comunale verso chi pensa che sia giusto che si esprimano i cittadini su un tema così sentito, ovvero il distacco di Gabicce Mare verso la Regione Emilia Romagna.

“Loro non sono d’accordo da sempre – dichiarano le consigliere Melchiorri e Banzato del M5S – hanno fatto dichiarazioni contro l’iniziativa popolare sin dal suo esordio, quasi a far desistere le persone dal firmare, e hanno usato ogni mezzo per arrivare poi ad aprile 2018 a bocciare le firme presentate regolarmente ad agosto 2017, dopo oltre sei mesi di duro lavoro. Hanno utilizzato ogni mezzo per disconoscere uno dei percorsi di democrazia previsti addirittura in costituzione: il referendum popolare, ignorando tutti i cittadini che si sono dati fare con fatica per vedersi riconosciuto il diritto a esprimersi direttamente”.

Il M5S ha sostenuto subito i cittadini che volevano percorrere questa strada perché crede nell’istituto referendario come tanti cittadini che hanno firmato e ora, dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi, vuol portare a termine il percorso avviato da tanti chiedendo giustizia. Le firme sono, infatti, state bocciate per una interpretazione che sembra forzata se non errata addirittura, sulla firma di autentica dei consiglieri comunali che da pubblici ufficiali si sono messi a disposizione per questa raccolta. In consiglio i 4 consiglieri comunali di minoranza dei tre gruppi rappresentati, che hanno coadiuvato la raccolta firme, come si legge a verbale del consiglio comunale di aprile, sono stati accusati dal Sindaco di “superficialità che non ha precedenti” e addirittura “di non aver rispettato la normativa”.

Il Sindaco prima di fare dichiarazioni così, come dicono le consigliere del M5S, avrebbe dovuto fare le giuste verifiche che non sembra siano state fatte visto il risultato finale. Se avesse poi il sospetto che la dichiarazione che è stata fatta come consiglieri comunali sotto le firme dei moduli di raccolta non sia veritiera, allora dovrebbe denunciare gli stessi per falsa dichiarazione, cosa che non è stata fatta, a dimostrazione che ciò è vero e quindi vere sono anche le firme fino a prova contraria. Le firme sono state anche confermate nella sua regolarità dallo stesso comitato dei garanti, sono corrette e sono state tutte raccolte in presenza dei quattro consiglieri, come dichiarato e sottoscritto con firma autenticata davanti al funzionario dell’anagrafe, anch’essa regolare.

Se serve sarà chiesto al TAR se si poteva fare questa lettura forzata ma intanto si è chiesto chiarimenti alla Prefettura e si resta in attesa di risposta che dovrebbe arrivare presto, si da sventare semmai anche il ricorso. C’è da ricordare che, come è stato sostenuto fin dall’inizio visto lo Statuto comunale, il Consiglio al di là di qualsiasi eccezione sulle formalità di firma, può tranquillamente votare per l’indizione del referendum e per questo di nuovo il M5S ha presentato anche una mozione in Consiglio la stessa sera in cui è stato bocciata la richiesta dei cittadini. Ciò sarebbe auspicabile, secondo i consiglieri del M5S, ora più che mai visto comunque le firme dei cittadini.

“Purtroppo in questa città dallo scorso anno il Sindaco e la sua maggioranza non indicono consigli comunali con regolarità. – dichiarano le consigliere del M5S - Mai dall’avvio in verità si son fatti consigli calendarizzati inficiando anche la possibilità per i consiglieri di organizzarsi, e comunque da novembre 2017 si è arrivati ad un consiglio in cui si poteva discutere da consiglieri solo ad aprile 2018 e ad oggi nessun altro consiglio è stato convocato e siamo a giugno. Li, infatti si parlerà di nuovo di referendum, vista la mozione.”

Il ricorso al TAR è molto costoso e l’amministrazione lo sa, ma il M5S intende fare giustizia e quindi resta in attesa della risposta della Prefettura e intanto ha avviato lo studio per questa delicata procedura.

“Speriamo che i cittadini ci vogliano aiutare ad affrontare anche questi costi con offerte libere a sostegno di tutto il lavoro. Per qualsiasi chiarimento si può scrivere a gebiccemare5stelle@gmail.com o sulla pagina facebook https://www.facebook.com/movimento5stellegabiccemare/ . Aiutateci a fare giustizia, aiutateci a far rispettare la volontà dei cittadini.”


da Movimento 5 Stelle
           Gabicce 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-06-2018 alle 00:36 sul giornale del 08 giugno 2018 - 2207 letture

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