Accoglienza richiedenti asilo e rifugiati, Crescentini (Siamo Pesaro): "L'inutilità dei progetti Sprar"

Richiedenti asilo 13/04/2018 - Quando ho espresso le mie perplessità circa la opportunità di far attivare dal Comune di Pesaro altri progetti SPRAR , ho sollevato proprio la questione della provenienza dei soggetti da accogliere.

Ricordo che lo Sprar riguarda progetti di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati che accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo e sono attivati dai Comuni in maniera del tutto volontaria.

Il caso di questi giorni di una persona ospitata in una struttura del progetto Sprar attivato dal Comune, trovata positiva alla Tubercolosi è proprio l'esempio di quello che avevo chiesto non avvenisse, l'arrivo da altre provincie di soggetti da accogliere. Addirittura in questo caso il richiedente, tra l'altro proveniente dal Pakistan, dove sappiamo non esistono conflitti ed é quindi un migrante economico, arriva da un'altra regione, l'Emilia Romagna.

Quindi il Comune accoglie soggetti che, non solo probabilmente non vedranno accettate le loro richieste di asilo, ma si fa carico anche di persone che non sono arrivate in prima istanza nel nostro territorio, ma le "importa" da altre regioni. Questa vicenda evidenzia di nuovo l'inutilità dei progetti Sprar. Già il nostro Comune e la nostra provincia deve accogliere richiedenti obbligatoriamente per i progetti attivati dalla Prefettura ma, non soddisfatto ne vuole fare "gestire" altri dall'unica Cooperativa che partecipa ai bandi Sprar relativi.

In tutta questa vicenda, che porterò in Consiglio Comunale attraverso un'interrogazione sulla provenienza dei soggetti attualmente accolti in strutture Sprar, l'unico soggetto che è da lodare è l'Asur che non ha sottovalutato i sintomi come invece sembra sia successo a Rimini. Dove sono è stato messo in pericolo chi è venuto a contatto con il soggetto. Anche l'aspetto relativo alle condizioni di salute dei soggetti accolti era stato discusso in commissione e in Consiglio Comunale, ma è sempre stato minimizzato come rischio dall'amministrazione dicendo che ogni richiedente/rifugiato ha una cartella clinica stilata dopo attenti controlli. Evidentemente qualche volta i controlli non bastano.

Tutto ciò per ribadire nuovamente l'inutilità di questi progetti per questa amministrazione, relativi all'accoglienza di richiedenti asilo o di rifugiati. Quando alla fine dell'iter burocratico di richiesta di asilo, che riconosce valide solo il 20 % delle richieste, i soggetti si troveranno esclusi dai progetti di accoglienza perché non ne avranno più diritto e non avranno mezzi di sostentamento saremo noi cittadini che ne subiremo la presenza dato che come sappiamo bene i rimpatri non funzionano nel nostro Paese.

Per questo di nuovo mi chiedo e chiedo all'Amministrazione, a chi porta vantaggio far arrivare persone da fuori Comune o da fuori regione per farle inserire in progetti attivati dal Comune stesso ? Io una risposta ce l'ho e penso che ce l'abbiamo anche i cittadini pesaresi.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-04-2018 alle 09:25 sul giornale del 14 aprile 2018 - 2211 letture

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