Commercialisti unione regionale, lettera ai candidati marchigiani sulla riforma fallimentare

12/02/2018 - Lettera aperta a tutti i candidati marchigiani sulle lacune della riforma fallimentare. Non si ferma la battaglia dei commercialisti dell’Unione regionale delle Marche che ora si rivolgono agli esponenti di tutti gli schieramenti politici, in corsa per le prossime votazioni, perché, una volta eletti, mettano mano a quei passaggi critici della riforma su cui da mesi si concentrano le preoccupazioni della categoria.

Come lo smantellamento delle sezioni fallimentari dei piccoli Tribunali (Pesaro, Urbino, Ascoli-Piceno e Fermo) e conseguente accorpamento ad Ancona e Macerata. “Un trasferimento di competenze – scrive l’Unione regionale degli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili delle Marche (di cui fanno parte i presidenti Paolo Balestieri di Pesaro e Urbino, Stefano Coppola di Ancona, Ileana Quintili di Fermo, Rosaria Garbuglia di Macerata, Carlo Cantalamessa di Ascoli Piceno) – che finisce per penalizzare e depauperare il territorio, le imprese e i professionisti”.

Ma i rischi sono anche altri, meno evidenti ai più, ma più subdoli e ugualmente pericolosi. Il riferimento è all’articolo della riforma che prevede che “il debitore deve assumere obbligazioni in modo prudente e proporzionato alle proprie capacità patrimoniali”. “Sembra una norma di buon senso ma non lo è – continua l’Unione – in realtà è un precetto rigido che impedisce lo sviluppo economico e l’accesso al credito da parte di giovani imprenditori con scarse finanze ma con in mano progetti rivoluzionari”. E sempre i giovani, questa volta commercialisti, sono tagliati fuori dall’altra previsione che introduce l’innalzamento dei requisiti per la gestione delle procedure di allerta e concorsuali. “Una misura che chiude le porte ai giovani perché la gestione viene assegnata al professionista che abbia gestito almeno tre procedure in continuità”.

Tra gli altri punti critici messi in evidenza dall’Unione ci sono quello delle procedure d’allerta sulle insolvenze aziendali e gli Occi (organismi di composizione della crisi d’impresa) costituiti nelle Camere di Commercio. “Procedure d’allerta affidate a meccanismi automatici che rischiano di far saltare l’impresa invece di salvarla – spiega l’ente – mentre lascia perplessi la promozione degli Occi della Camera di Commercio a discapito di quelle costituite dagli Ordini professionali”. Infine, c’è anche un elemento punitivo per i professionisti, come quello che lega i compensi all’attivo e non al passivo.

“Il silenzio della politica è imbarazzante – conclude l’Unione - e noi, al contrario di altri, sia nel mondo professionale in cui c’è persino chi sottovaluta il problema, che in quello imprenditoriale, riteniamo che il pericolo della riforma sia incombente e che l’attuale silenzio è solo una quiete di opportunità dato che sembrerebbe che i giochi siano già fatti”. L’Unione ha anche elaborato un documento, caricato sui siti degli Ordini (www.odcec.an.it), con un’analisi dettagliata dei punti critici.


da Unione degli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili
Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-02-2018 alle 14:56 sul giornale del 13 febbraio 2018 - 2254 letture

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