Slot machine, ogni pesarese ci spende 845 euro all’anno

slot 09/02/2018 - Oltre 80 milioni di euro "investiti" nelle macchinette in un solo anno. I numeri si riferiscono al solo comune di Pesaro, e certamente fanno riflettere. Non si tratta di una panoramica globale sul gioco d’azzardo: i dati riguardano soltanto le slot machine.

A lanciare l’allarme è stata la Cisl di Fano, che ha raccolto informazioni sull’intero territorio provinciale per gettare un faro ancora più potente su quella che definisce, senza mezzi termini, una vera “piaga sociale”.

Sono state due studentesse del Liceo Donati di Fossombrone a mettere insieme tutti i numeri – che si riferiscono al 2016 - prelevandoli direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro in collaborazione con lo stesso sindacato, Fatima Diop e Zara Fee Van Bergen – questi i loro nomi – hanno trascorso un’intera settimana tra le cifre inquietanti di un fenomeno che le istituzioni dovrebbero arginare in modo più incisivo. È questa la più che condivisibile opinione di Giovanni Giovannelli, responsabile della Cisl fanese, che ha definito i dati “sconcertanti e assurdi”.

Basti pensare che nell’intera provincia di Pesaro sono stati spesi in un anno più di 248 milioni di euro, a fronte delle 2329 slot machine presenti nell’intero territorio. Di questi, poco più di 80 milioni sono stati giocati soltanto a Pesaro. A Vallefoglia sono oltre 15 i milioni giocati alle slot, mentre a Gabicce Mare la somma scende a 3.750mila euro. Fanno riflettere anche i dati sulla somma di denaro investito pro capite. A Mercatino Conca il triste primato con 1.170 euro spesi da ogni singolo cittadino in un anno, seguita da Vallefoglia dove la spesa pro capite è di poco superiore ai mille euro (1.008).

Giovannelli ha specificato che non si tratta di esprimere un giudizio morale, ma di tenere in alta considerazione quelli che sono dei dati di fatto. Numeri da cui partire, per intervenire e risolvere. Il responsabile della Cisl di Fano ha proposto una maggiore sensibilizzazione da parte delle istituzioni. “Occorrono regolamenti comunali più incisivi, ma anche nuove iniziative che educhino i cittadini, e non soltanto qualcosa di sporadico all'interno delle scuole”, ha detto. E a proposito di scuole, “com’è possibile che vicino ad alcuni istituti vi siano dalle sale slot?”. È questo uno degli interrogativi sollevati da Giovannelli, che però ha anche elencato alcune possibili misure per contrastare “un problema creato dal governo centrale”. Ma che sono gli amministratori locali a dover prendere di petto.

La Cisl fanese ha esortato a non avere paura di adottare delle misure drastiche. “Si potrebbe fare come con le sigarette. Quando è stato imposto il divieto di fumo nei locali – ha rimarcato Giovannelli – si è pensato che i locali stessi avrebbero chiuso. Eppure ci andiamo ancora a mangiare la pizza”. Il sindacato, in sintesi, spera vivamente che si prenderanno dei provvedimenti seri contro il gioco d’azzardo, perché “il gioco sano non esiste”. La Cisl ha chiamato alle armi, “ora vediamo i sindaci che risposta daranno”.





Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2018 alle 12:46 sul giornale del 10 febbraio 2018 - 1321 letture

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