Elezioni, Gostoli (Pd): "A Pesaro M5S invita a votare per fantasma"

Giovanni Gostoli  Segretario Provinciale Pd Pesaro-Urbino 09/02/2018 - "Il Movimento 5 stelle invita a votare un 'fantasma'". Il segretario provinciale del Pd di Pesaro Urbino Giovanni Gostoli interviene sulla vicenda che vede coinvolto il deputato pesarese Andrea Cecconi (M5S) per le mancate restituzioni al Movimento di parte dello stipendio da parlamentare percepito.

Le liste sono state depositate in Corte d'appello e la candidatura non e' piu' ritirabile. Cecconi ha annunciato che il 4 marzo fara' un passo indietro in caso di elezione che appare certa dato che, oltre a essere candidato al collegio uninominale per la Camera Pesaro, e' capolista al plurinominale Camera Marche Nord.

"Cecconi afferma che ha intenzione di lasciare il posto a chi viene dopo, ma nascondendo che nel collegio uninominale c'e' un solo nome sulla scheda elettorale per ogni lista o coalizione- spiega Gostoli-. Proprio per questa ragione in queste elezioni la persona conta di piu'. Chi prende piu' voti sara' eletto nel collegio uninominale diventando parlamentare di tutto il territorio. Basta di 'prendere in giro' i pesaresi. Vogliono dirci che il M5s invita a votare una persona che poi non ci sara'? Un non-partito che chiede il voto per un non-candidato. Dal voto utile, quindi, al voto per il nulla. Un voto ai Cinque stelle e' un voto perso, che indebolisce il territorio: i pesaresi non possono essere rappresentanti da un fantasma".

Secondo il segretario dem il problema della scarsa trasparenza non riguarda solo Cecconi ma investe tutto il Movimento 5 stelle.

"Alla luce delle notizie di questi giorni, sulla stampa e sui social, pare che il Movimento 5 stelle sia travolto da una vera 'rimborsopoli'- conclude-. Da Strasburgo a Pesaro. Nel M5S prima si urlavano slogan seguiti dai classici 'dimissioni subito' e 'galera'. Ma i soggetti cambiano, diventano loro i protagonisti, e torna di moda il 'consiglio dei probiviri'. In questi anni hanno predicato onesta', ma in fondo quei 'tribunali del popolo' altro non servivano che a condannare i nemici e assolvere gli amici. Nascosti dietro l'immunita' parlamentare, a cui non hanno mai rinunciato, hanno gettato fango su tante persone semplicemente per il fatto di aver avuto un avviso di garanzia. Poi quando sono stati loro ad essere indagati hanno scoperto la 'presunzione di innocenza'".





Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 09-02-2018 alle 18:35 sul giornale del 10 febbraio 2018 - 3891 letture

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