Piazza della Creatività, GruppozerO: "Un’occasione storica mancata"

Piazza della Creatività Pesaro 12/01/2018 - La città sta cambiando. Sospinta da un’amministrazione comunale iperattiva, sta mutando progressivamente la sua immagine, diventando più vivace e attrattiva.

Le ingenti risorse economiche concesse dallo sblocco del Patto di stabilità e dai finanziamenti statali/regionali, non disponibili alle precedenti Amministrazioni, hanno creato le condizioni per avviare una sequenza unica di attività e opere pubbliche.

Ciononostante, lo scenario reale, racconta di un’occasione storica persa, nella quale la frenesia del fare ha confuso la qualità con la quantità delle opere compiute. La “Piazza della Creatività” dimostra in maniera emblematica quanto asserito.

Pur apprezzando le vaghe anticipazioni che palesavano uno spazio di socializzazione capace di esaltare le potenzialità della Pescheria e del Liceo Artistico Mengaroni, attraverso la formazione di spazi predisposti per esposizioni all’aperto, nella realtà l’opera compiuta risulta tutt’altro.

Infatti, nell’evidente indecisione circa la percorribilità di quel tratto del Corso XI settembre, l’opera si presenta come una superficie pavimentata nella quale si leggono distintamente cinque fasce longitudinali costituite dall’alternanza di marciapiedi e corsie stradali che, unitamente agli arredi fissi, oltre a negare ogni connotato di piazza e quindi di spazio espositivo all’aperto, ignorano completamente l’intorno.

Ignorano gli edifici che prospettano: condizione rimarcata dalla cadenza dei portali-lampioni e delle sfere-dissuasori palesemente arbitraria rispetto agli assi trasversali più significativi, identificati dagli ingressi alla Pescheria, all’adiacente ex chiesa del Suffragio e al Liceo Mengaroni.

Ignorano la viabilità circostante e la sicurezza dei pedoni: alle opposte estremità del percorso costellato dai portali metallici, il pedone viene pericolosamente immesso al centro dei due crocevia stradali correndo il rischio di essere investito dai mezzi in transito.

Quindi una piazza non-piazza, che non possiede nulla di creativo e dalla quale emerge solamente un atteggiamento auto-celebrativo per il quale potrebbe essere collocata in qualsiasi parte del mondo.

Dispiace constatare che altre 280/290mila euro siano state spese in maniera inopportuna. Per certo, il giorno in cui l’Amministrazione comunale cominciasse a rispettare le sue stesse norme, che contemplano il coinvolgimento preventivo della cittadinanza e l’adozione di progetti selezionati attraverso appositi concorsi, come avviene in tutti i Paesi più evoluti del nostro, potremmo confidare non solo su opere nuove, ma su opere di qualità, capaci di valorizzare concretamente la nostra città.

Ma questa, purtroppo, è un’altra storia.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2018 alle 06:45 sul giornale del 13 gennaio 2018 - 2223 letture

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