Presentazione del volume "La Chiesa di San Giacomo a Pesaro"

La Chiesa di San Giacomo a Pesaro 2' di lettura 14/12/2017 - Verrà presentato sabato 16 dicembre alle ore 17,30 presso la Chiesa di San Giacomo in piazza Olivieri, il volume La chiesa di San Giacomo a Pesaro a cura di Giovanna Patrignani (Metauro edizioni 2017). Interverrà l'arcovescovo metropolita di Pesaro e presidente della Cei delle Marche, mons.Piero Coccia.

In una incisione all'acquaforte mm.397x503 contenuta nel prezioso libro PISAURUM VULGO PESARO, IN THEATRUM CIVITATUM ET ADMIRANDORUM ITALIAE, I del 1663, conservato nella Biblioteca Civica Gambalinga di Rimini, vi è un particolare della chiesa e della piazza di San Giacomo. Si perchè San Giacomo è una delle più antiche chiese pesaresi, documentata da una bolla papale fin dal 1062.

Giovanna Patrignani storica e icercatrice si era già interessata in passato della chiesa ed aveva pubblicato sempre per Metauro edizioni, un interessante studio. Ora con questa nuova edizione e veste rinnovata, si ripercorre la storia di questa chiesa, forse emarginata dal percorso religioso della città, ma situata in un punto nevralgico da un punto di vista culturale e urbanistico del centro storico pesarese.

La chiesa di San Giacomo, diventata fatiscente, relativa alla sua struttura originaria, oggi in piazza Olivieri e vicina a al Conservatorio musicale Rossini, venne ricostruita dalle fondamenta e spostata nell'attuale posizione fra il 1676 e il 1678. L'affresco e la torre campanaria sono le uniche testimonianze rimaste di epoca quattrocentesca. La facciata di stile neoclassico, con il portale in pietra a timpano triangolare, è stata rifatta nel 1825 su disegno di Giuseppe Olmeda, a completamento della chiesa già ricostruita nel Settecento. L'interno ad una navata, avvolto in una mistica penombra, ha tre altari, ornati da pregevoli dipinti, e due cappelle laterali d'ingresso. Adornano l'altare maggiore,tra gli altri elementi, un colonnato e riquadro del Lazzarini. L'organo è del celebre organaro Gaetano Callido, attivo fra Settecento e Ottocento.

I recenti lavori di restauro hanno riportato alla luce un ciclo di affreschi risalenti al tardo XVI sec.; si tratta di una decorazine con la Vergine in cielo incoronata da Cristo e Dio padre e angeli in corteo, posta nel voltone del presbiterio, e di pitture con i 4 evangelisti sulle pareti laterali. Per l'occasione è stato restaurato il dipinto Madonna con bambino e i santi Giacomo e Anna, opera di G.B. Ferri (metà del XVII sec.). Completa il valore storico-artistico della chiesa, il raffinato monumento funebre dell'erudito pesarese settecentesco Annibale degli Abbati Olivieri, disegnato dal Lazzarini, a sinistra dell'altare maggiore. Nel 1802, nella stessa tomba venne sepolto il conte Vincenzo Machirelli, nipote ed erede dell'Olivieri.






Questo è un articolo pubblicato il 14-12-2017 alle 01:45 sul giornale del 15 dicembre 2017 - 1405 letture

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