Il Ricordo di Totò a 50 anni dalla morte

06/12/2017 - Perchè Totò è ancora attuale? Perchè la maschera-burattino siamo noi, in questo vi è una analogia con un altro grande attore, Alberto Sordi. L'aver rappresentato l'italiano medio nei vizi e nelle virtù.

Ma in più Totò è stato maschera naturale e non creata dal mondo dello spettacolo. Una maschera che addirittura sostituiva le sceneggiature e i canovacci teatrali, che non faceva impazzire i registi, Mattioli, Camerini, Bragaglia, perchè già sapevano a priori che la sua comicità sarebbe stata prima dell'opera stessa. E il più grande regista visionario della storia del cinema italiano, Federico Fellini, di fronte alla figura, alla maschera-burattino, all'Arlecchino totale come lo definiva Dario Fo, non solo si inchinava ma non comprendeva nel suo bestario umano attoriale, perchè Totò era già il film.

Un destino semi comico riservò ad Antonio de Curtis, una vita fatta di stenti, di miseria e di difficoltà ad affermarsi, nell'avanspettacolo, nel teatro comico e solo il cinema, con ben 102, lo consacrò agli italiani che avevano bisogno di fare risate, dopo il dramma della guerra. E le spalle di Totò, da Nino Taranto a Campanini, da Peppino de Filippo al grande Aldo Fabrizi, hanno rappresentato nel periodo d'oro del cinema italiano, il vertice di una comicità he ha dovuto aspettare Roberto Benigni per un nuovo filone tutto made in Italy.

La riflessione di Paolo Montanari è stata articolata con sequenze di fim di Totò e le letture dell'attore Roberto Rossini, da A livrella ai grandi aforismi di Antonio de Curtis.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2017 alle 01:37 sul giornale del 07 dicembre 2017 - 420 letture

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