Regione Marche, sisma, sanità, aeroporto, banche

Terremoto 2' di lettura 27/06/2017 - Il punto... di Francesco Taronna. Dopo l'esperienza terremoto, le regioni hanno dimostrato tutta la loro incapacità gestionale, sono ferme, immobili, nemmeno le macerie hanno cominciato a spostare ad un anno dal sisma.

Facciamo il bene degli italiani, aboliamole e ripristiniamo le province, che sono lì pronte, poiché sono state abolite ma senza convinzione. Stesso discorso per la Protezione Civile, riportiamola al precedente modello, nostro vanto davanti al mondo intero!

Ciò vale per la sanità marchigiana in smobilitazione, poiché, a quanto pare, di pari passo si fa largo il ruolo dei privati. Presidi dell'entroterra sempre più privi di funzioni e di personale, così come quelli della costa.

Per ottenere il riconoscimento di regione virtuosa, nel campo, non occorre perseguire obiettivi di eccellenza nella erogazione delle prestazioni, ma virtuosa nel risparmiare risorse anche se a discapito della erogazione delle prestazioni.

Per le Marche, tutto sempre a tutela dei signori delle tessere e poco a favore della utenza.

Tutte le gestioni sono disastrose e a queste va aggiunta quella dell'aeroporto di Falconara. Tempo fa in un articolo abbiamo evidenziato l'urgenza con la quale la regione ha stanziato 21 milioni di euro per la normale gestione dello scalo, quattrini tolti da altri capitoli di spesa e sottratti ad altri interventi a favore dei marchigiani. Adesso scopriamo che lo scalo, invece di acquisire altre linee e compagnie, paga annualmente a Ryanair 3 milioni di euro per avere la garanzia che continui a mantenere i suoi voli da e per Ancona, così come se un paziente che si reca dal dottore per una visita, alla fine invece di pagare lui, si ritrova a riscuotere la parcella elargita dal medico.

Non basta, si apprende anche che la Finanza ha comminato ad Aerdorica una multa di ben 12 milioni di euro, per tasse non pagate, che si vanno ad aggiungere alle passività già accumulate, 40 milioni, e si raggiunge la cifra record di 52 milioni di passività.

Un pozzo senza fondo, al quale vanno aggiunte tutte le risorse rapinate ad oltre 40.000 marchigiani azionisti di Banca delle Marche, risorse sottratte agli investimenti e allo sviluppo e che faranno sentire la loro assenza ancora per parecchi anni.

Questo più questo più quello arrivano a formare ammanchi per miliardi alle politiche di interventi per lo sviluppo e l'aiuto ai più deboli e tutto per le clientele!

A presto!






Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2017 alle 08:43 sul giornale del 28 giugno 2017 - 2067 letture

In questo articolo si parla di attualità, terremoto, redazione, vivere pesaro, notizie pesaro, Francesco Taronna, il punto, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aKG7

Leggi gli altri articoli della rubrica Il punto......