"Vivere Pesaro-Investire Informati": una nuova strada, gli investimenti etici

inv 22/06/2017 - Normalmente, parlando di finanza e investimenti si fa esclusivamente riferimento a concetti come “rendimento”, “profitto” e “remunerazione del capitale”.

Ritenere che questa sia la sola prospettiva possibile è tuttavia alquanto riduttivo: negli ultimi anni sta prendendo forza un nuovo movimento, composto da investitori che non si preoccupano solo di veder fruttare il proprio denaro ma desiderano anche essere informati sul modo in cui esso viene impiegato per generare redditività e contribuire con i propri risparmi ad una società migliore.

Quando diamo in gestione i risparmi ad una banca non ci chiediamo dove vanno a finire: un risparmiatore però può richiedere di conoscere in quali attività vengono investiti i suoi risparmi, ed un consulente finanziario è tenuto a spiegare al cliente i Paesi (ad esempio Francia, Brasile, ecc) e i settori economici (ad esempio finanziario, tecnologico, ecc) in cui investe il prodotto sottoscritto dal cliente.

Conoscere dove vanno a finire i propri risparmi è un primo passo per capire se si sta seguendo una logica etica e se il consulente finanziario e la banca stanno operando secondo le nostre richieste.

Esistono differenti classificazioni e criteri nel campo della finanza etica. Quello che sta a cuore sottolineare nel presente articolo è che l’investimento etico effettuato con strumenti finanziari (es. fondi comuni di investimento, ETF, ecc) mira alla generazione di un rendimento finanziario attraverso il finanziamento di attività economiche che operano in campi specifici, quali: l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, i servizi sociali, la cultura, l’organizzazione aziendale e la cooperazione internazionale.

Attualmente il mercato europeo degli investimenti socialmente responsabili è all’avanguardia sia nel numero di strumenti finanziari esistenti sia nell’ammontare del patrimonio gestito ma è utilizzato quasi esclusivamente dagli investitori istituzionali e non da risparmiatori comuni. Per varie ragioni, da parte delle banche e degli altri intermediari finanziari, non c’è interesse a collocare e consigliare questi strumenti. A tal fine è necessario che ogni risparmiatore sensibile a queste tematiche, con l’aiuto di un consulente finanziario competente, verifichi se gli investimenti in essere rispondono alle sue esigenze.

Infine, è fondamentale slegarsi dall’idea che per sottoscrivere investimenti etici sia necessario utilizzare un intermediario o una banca specifica. In Italia, ogni banca ha nella sua offerta alcuni strumenti finanziari etici, in media tre o quattro prodotti a banca: chi ci dice che sono i migliori, i più efficienti? Se guardiamo a tutti gli intermediari e le banche che operano in Europa allora gli strumenti finanziari etici sono oltre cinquecento. E allora come comportarsi?

Ecco che un consulente finanziario competente in materia e che opera in modo indipendente nell’esclusivo interesse del cliente potrebbe meglio venire incontro alle vostre esigenze e rispondere a quest’ultima domanda.


da dott. Bannini Alessandro
Consulente Finanziario Copernico SIM







Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2017 alle 09:32 sul giornale del 23 giugno 2017 - 1375 letture

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