Il tour dell’opera contemporanea “Guardiana” di Francesca Merloni fa tappa a Pesaro

Il tour dell’opera contemporanea “Guardiana” di Francesca Merloni fa tappa a Pesaro 19/06/2017 - Il tour dell’opera contemporanea “Guardiana”, di Francesca Merloni, fa tappa nelle Marche. Sul palco con lei Gianmarco Tognazzi e il compositore Remo Anzovino; lo spettacolo si terrà il 20 e 21 giugno a Pesaro.

“Guardiana” è uno spettacolo di musica e poesia scritto ed interpretato da Francesca Merloni, con le musiche originali del pianista Remo Anzovino, la partecipazione di Gianmarco Tognazzi, che cura anche la regia, le scenografie di Bruno Ceccobelli. La presenta Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani.

La contrapposizione poetica e narrativa tra l’io femminile e l’io maschile, tra due individui che si amano e sono alla ricerca delle parole che possano sublimare il loro sentimento – dialogo che il pubblico ascolta coi toni di un duplice monologo – ha nella musica la terza voce, anch’essa protagonista fondamentale della pièce, in un crescendo di sensazioni in grado di rapire lo spettatore.

Dopo il successo dello spettacolo che sta attraversando la Penisola (Castel del Monte, Taranto, Castello di Copertino, Mantova, Rimini, Ravenna, Forlì, il Vittoriale degli Italiani), il tour di “Guardiana” farà tappa nelle Marche. L’opera è andata in scena domenica 18 giugno a San Ginesio, nei Giardini di Colle Ascarano, lunedì 19 giugno a Sarnano, in piazza Benedetto Perfetti; poi andrà in scena a Pesaro il 20 e 21 giugno nella chiesa della Santissima Annunziata, alle 21.30. A Pesaro si accede esclusivamente contattando infotel: 06 6865493 o e-mail: redazione@ilcigno.org. Al termine dello spettacolo ci sarà l'incontro con gli artisti ed un brindisi con i vini della “Tognazza”. Il libretto di scena è edito da “Il Cigno GG edizioni”.

Il tour proseguirà il 23 giugno a Desenzano del Garda, il 24 giugno a Gargnano, il 25 a Sirmione, il 3, 4 e 5 luglio a Roma, il 9, 10, 11 e 13 luglio di nuovo a Sirmione, il 24 luglio a Toscolano Maderno, il 25 al Museo di Salò, il 26 al Museo Diocesano di Brescia, il 27 luglio a Torri del Benaco, il 7 settembre a Melfi, l’8 ad Ariano Irpino, il 9 ad Egnazia, il 21 settembre a Villacidro in Sardegna.

Lo spettacolo è prodotto da Lorenzo Zichichi e dalla sua Casa Editrice “Il Cigno GG Edizioni”, che sposano questa avventura ritenendola una nuova frontiera dell’arte contemporanea nella sua accezione più ampia.

Per Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, che ha scritto la prefazione al libretto di scena (la prima edizione recava una prefazione di Roberto Saviano), i versi di Guardiana “sono belli, e forti, e nuovi, mai banali nel parlare dell’amore che si interroga. Un altro motivo, poi, mi ha convinto a fare in modo che Guardiana potesse viaggiare e farsi conoscere in numerosi teatri e sedi di GardaMusei. Guardate, e leggete, in queste pagine le immagini e le storie dei protagonisti. Una poetessa magnifica, che ride e che non crea soltanto poesia, ma anche poesia in azione, un attore di tutto capace, un compositore che è anche avvocato, e non potendo mutare la legge innova la musica, uno scenografo mistico-filosofico, un organizzatore colto che sa come far rendere la cultura. Tutti diversi, ma tutti belli, creativi, simpatici, da far venire voglia di frequentarli. Proprio come GardaMusei, unione di grandi città e piccoli borghi, musei immensi e minuscoli gioielli, associazioni dinamiche e istituzioni virtuose. Siate la nostra Guardiana allegra”.

“‘Guardiana’ è a tutti gli effetti un’opera lirica contemporanea – dichiara Zichichidove per lirico si intende un libretto scritto da una poetessa, in cui l'interpretazione verbale è melodia vocale, grazie ad una emozionante recitazione. Lo spettacolo è nuovo tipo di opera contemporanea, in cui le musiche sono calibrate sulle parole e, di fatto, si ascolta la poesia, accompagnata dalle note musicali, che non sono un semplice sottofondo, ma ne strutturano la componente emotiva”.

Il rapporto con la musica, in questa nuova versione dell’opera è essenziale – sottolinea Francesca Merloni –. La mia ricerca personale è stata quella di considerare le parole come “suono” e trovare il loro senso più profondo. Nella riscrittura dell’opera, prima maggiormente incentrata su un monologo, sono stata spinta da Gianmarco Tognazzi e Remo Anzovino a scrivere per loro e su di loro. È stato un divenire creativo compiuto anche sul palco, tra una prova e l’altra. L'universo maschile, spesso così “altro” per noi donne – soprattutto se innamorate – si è rivelato un impulso molto fecondo per me".

Guardiana – aggiunge Gianmarco Tognazzi mi dà la possibilità di interpretare il mio ruolo affidandomi totalmente alla poesia; ed è questa per me una esperienza nuova perché mi fa entrare in un territorio scomodo, mi fa sentire l’emozione che è nelle persone, mi apre al rischio di interpretabilità e quindi mi fa scoprire una nuova parte di me. L'ampiezza dei tanti modi di interpretare un ruolo che la poesia è capace di offrire è tale che ci si può sentire inadeguati, perché la poesia è talmente universale che chi ascolta può darle il significato che preferisce, in base al proprio stato d’animo. È questa incertezza che fa perdere “il dominio” che un attore ha sul suo pubblico. Ed è una sfida che non ho potuto fare a meno di cogliere”.

È un lavoro molto maturo, che tocca tutte le corde del cuore e che prevede, in chi ascolta, un bagaglio di vissuto molto intenso – dichiara il pianista e compositore Remo Anzovino – ; l’elemento interessante è il mistero che si intravede e che lascia allo spettatore la possibilità d’interpretare ‘Guardiana’ in modo assolutamente proprio; la musica fa quindi da controtesto, il pianoforte si fa orchestra e le parole si fanno voci sull’orchestra; la composizione della partitura musicale è fatta di equilibri tra elementi colti e popolari, dove nulla è lasciato al caso; per questo sono particolarmente felice di essere stato accolto in questo progetto assolutamente innovativo e sperimentale della casa editrice Il Cigno”.

Molto suggestiva è anche la scenografia dell’opera teatrale. “ ‘Ci vuole coraggio a scrivere amore sulla terra’ è una delle frasi della pièce che maggiormente mi hanno ispirato nella realizzazione di una macchina scenica teatrale - sottolinea Ceccobelli -, costruita su sei porte che girano su un unico perno”. Su ognuna di esse ci sono i disegni dell’artista che completano l’intera rappresentazione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-06-2017 alle 09:48 sul giornale del 20 giugno 2017 - 1474 letture

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