La chiesa pesarese in lieve controtendenza sulle crisi sacerdotali. Sabato 24 giugno il pesarese Valerio Rastelletti diverrà sacerdote

Valerio Rastelletti 17/06/2017 - Quando si prega alla provvidenza divina, le speranze non finiscono mai. E in questo caso l'arcivescovo di Pesaro e metropolita mons.Piero Coccia, potrà tirare più di un sospiro di sollievo, sulle ultime e recenti ordinazioni sacerdotali: ben 4 fra il 2016 e il 2017.

E' vero come ha sostenuto più volte il presule con evidente preoccupazione, che il clero ha un'età avanzata e spesso i sacerdoti più giovani devono fare autentici salti mortali per coprire con la loro presenza anche più parrocchie. Ma sabato 24 giugno in Duomo arriverà un rinforzo, una linfa vitale, don Valerio Rastelletti, della parrocchia di Cattabrighe, dove domenica 25 giugno celebrerà la sua prima messa alle 11,15.

La chiesa dei Santi Terenzio e Marina di Cattabrighe, rappresenta l'arco esistenziale di Valerio. Infatti venne battezzato in quella chiesa 40 anni fa. Don Valerio ha avuto una vocazione matura, a 34 anni e molti esperti le considerano le più serie e profonde. La sua esperienza di vita è stata variegata. Da ragazzo frequenta il bar del quartiere, la scuola. Poi il diploma da perito elettronico, il servizio militare nell'Arma dei Carabinieri. Poi il lavoro da arredatore, dove ha potuto conoscere tanta gente e formarsi sui caratteri e personalità di tanti pesaresi e non. Poi la chiamata, che non è stata come quella di san Paolo sulla via di Damasco, ma un lento itinerario, goccia su goccia che ha riempito un vaso ricco di valori interiori e amore per il prossimo.

Quindi la vocazione che non è stata vissuta come un trauma, ma come un convincimento maturo, di un uomo di 34 anni, nato da una famiglia modesta, ma che non lo ha mai forzato nelle sue scelte. Due incontri importanti nell'entrare in seminario: don Massimo Regini e don Marco Di Giorgio, che lo ha convinto a seguirlo in uno dei suoi frequenti viaggi in Terrasanta. La Terra del Signore è fonte di ispirazione religiosa. Non solo il silenzio del deserto, come ha spesso scritto il cardinale Martini, ma anche la capacità concreta di prendere delle decisioni. E don Valerio le ha fatte queste scelte e queste rinunce. Sette anni in seminario in Ancona, poi le assegnazioni come diacono a Cattabrighe, Osteria Nuova e al servizio dell'unità del centro storico di Pesaro con il parroco e vicario generale don Stefano Brizzi e don Roberto Sarti. Ma dopo il deserto, i luoghi della terra santa, la pastorale diaconale, non poteva mancare per don Valerio , la missione in terra cubana.

Nei quartieri periferici più malfamati e poveri, ospite dei frati minori francescani. E Valerio ha spesso ripetuto: un buon sacerdote deve conoscere e vivere la povertà. I bisognosi sono rimasti i prediletti di don Valerio, che dal 2016, dove fu ordinato diacono, non ha mai dimenticato. Ha infatto prestato servizio nelle strutture della Caritas diocesana. Poi il primo vero incarico da parte dell'Arcivescovo, mons.Coccia: dirigere la pastorale vocazionale, compresa la vita familiare, un istituto in profonda crisi di identità e legata anche alla forte denatalità: 120.000 nascite in meno nel 2016 in Italia. Ora Valerio entrerà nel team presbiteriale della chiesa pesarese e presto e sicuramente lo attenderanno anche altri gravosi ma anche interessanti incarichi.

E il 30 settembre vi sarà l'ordinazione sacerdotale di don Leonardo Reggiani. Amore e morte, come è il ciclo della vita, ha colpito anche la chiesa pesarese, con la recente scomparsa, dopo lunga malattia del sacerdote pesarese, 56 anni, Riccardo Gambaccini. Leonardo Reggiani porterà a compimento una vocazione di 40 anni. Nasce a Fiorenzuola di Focara, si trasferisce a Gabicce, studia all'Alberghiero di Pesaro. Si avvicina sempre più alla chiesa. Uno dei momenti più significativi della vocazione sacerdotale di Leonardo, è stato l'arrivo della statua della Madonna di Fatima .

Leonardo segue un iter comune a tanti ragazzi, compreso i lavori saltuari da cameriere e nella tabaccheria del padre. Poi i divertimenti, ma in Leonardo rimane sempre una insoddisfazionedi fondo, compreso una relazione sentimentale finita male, come tante. Leonardo è sempre in ricerca ; finalmente comprende di fidarsi del Signorenell'incontro con i monaci di Cesena e i padri romeni della parrocchia di Gabicce. Quindi l'inter da accolito, a diacono, con il prezioso insegnamento di don Marco de Franceschi. Dunque un percorso spirituale durato 40 anni, che dopo l'attraversata del deserto bibilico, arriverà alla terra promessa il 30 settembre.





Questo è un articolo pubblicato il 17-06-2017 alle 10:09 sul giornale del 18 giugno 2017 - 3141 letture

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