Festa Pesaro tra storia, futuro e... proteste

Festa Pesaro 16/06/2017 - Festa Pesaro torna nel centro storico della città. Dal 25 agosto al 3 settembre dibattiti, spettacoli, stand gastronomici ma anche polemiche che tornano a causa del “salotto buono della città” che si tinge di un solo colore politico.

Negli ultimi tre anni è stata la zona mare la locations scelta e anche in quel caso non sono mancati malumore anche se in tono minore. Intanto si sta concludendo la Festa Pd di Cattabrighe e Vismara, tra le più storiche, mentre Borgo Santa Maria sta pensando di organizzarla ad estate inoltrata. Una storia che continua quindi tra passato, presente e futuro. Prima chiamate Feste dell’Unità, la kermesse di sinistra ha una storia assai lunga alle spalle:

“Le Feste dell’Unità nel corso del tempo sono stati momenti importanti non solo per la vita del partito, ma per la storia dell’Italia – afferma Giovanni Gostoli segretario provinciale del Partito democratico - E’ oramai lontano quel 2 settembre 1945 quando si organizzò a Mariano Comense la prima Festa Nazionale. Una scampagnata dell’Unità, nella prima estate libera dalla dittatura fascista e il desiderio di mettere alle spalle la guerra, di guardare con fiducia alla ricostruzione e al futuro. La voglia di stare insieme che si realizzava nel mangiare, ballare e giocare. Ieri come oggi nelle feste c’è un pezzo importante del costume italiano e delle trasformazioni economiche, politiche e sociali".

Per questo 2017 dunque a Pesaro si torna in centro come già avvenuto in passato (era il 2007) “Con un format aperto, coraggioso e accogliente che, a dieci anni dalla nascita per esempio, ha ridisegnato l’idea di festa popolare, anche in altre realtà d’Italia – continua Gostoli - con il coraggio di innovare e la voglia di un partito di andare in mezzo alle persone è iniziato un viaggio straordinario alla scoperta di luoghi meravigliosi del centro storico talvolta sconosciuti anche ai pesaresi, perché mai utilizzati prima e poi diventati posti pieni di vita per tante altre iniziative organizzate da istituzioni, associazioni e privati. Al centro della Festa di Pesaro ci sarà anzitutto la politica che non si chiude nelle segrete stanze, ma torna a stare in piazza. Forse non è l’unico, ma è un bel modo per accorciare le distanze tra il palco e la realtà, con un confronto sui bisogni e le speranze dei cittadini".

Ma il ritorno in centro della Festa fa contenti tutti? Chiaramente no e gli esponenti delle forze politiche avversarie in primis tornano a ribadirlo come già fatto gli scorsi anni:

“Per l’ennesima volta a Pesaro viene confusa la promozione turistica con la propaganda politica in uno dei periodi più importanti della stagione estiva – interviene Dario Andreolli consigliere comunale di Ncd – è un errore per la città e l’ennesimo atto di presunzione di chi confonde l’Amministrazione della città con la sua proprietà. Almeno non la si chiami festa Pesaro perché non è la festa di tutti".

“Come ogni anno ci si trova a dover commentare la strafottenza del Pd cittadino che prende in ostaggio una volta la zona mare e una volta il centro storico per la sua festa di partito – rincara la dose Nicola Baiocchi di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Pesaro – troviamo irrispettoso il voler imporre a tutti di dover imbattersi nel centro storico della città ad una festa con la propaganda di un solo colore; inoltre non a tutti interessa la politica. Non bastano i disagi provocati dal Comune con i suoi cantieri sempre in centro che con i loro ritardi stanno aggravando una situazione già al collasso per il commercio cittadino”.


Foto: Luca Toni





Questo è un articolo pubblicato il 16-06-2017 alle 18:52 sul giornale del 18 giugno 2017 - 2714 letture

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