Previdenza complementare: perché sottoscrivere un fondo pensione?

Pensione stranieri 3' di lettura 15/06/2017 - "Vivere Pesaro - Investire Informati". Le modifiche al sistema pensionistico italiano fanno sì che, nel futuro, le nuove pensioni saranno nel tempo sempre più basse in rapporto all’ultima retribuzione percepita. È questa la ragione principale per cui alla previdenza obbligatoria viene affiancato il secondo pilastro del sistema: la previdenza complementare.

Aderire alla previdenza complementare significa accantonare regolarmente una parte dei tuoi risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dalla previdenza obbligatoria. A tal fine sarebbe opportuno accantonare i risparmi ai fini pensionistici sin dai primi anni dell’attività lavorativa; altrimenti, rimandando ai successivi anni, la quota da versare per raggiungere la medesima integrazione potrebbe risultare insostenibile.

Le tipologie di forme pensionistiche complementari sono: i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti e i piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP). Aderendo benefici di una tassazione favorevole:
- puoi dedurre dal tuo reddito complessivo i contributi che hai versato, fino al limite di 5.164,57 euro;
- i rendimenti generati dall’investimento sono tassati al 20% rispetto al 26%;
- al momento del pagamento della pensione complementare la tassazione si riduce notevolmente, scegliendo queste soluzioni, la tassazione diminuisce per ogni anno di partecipazione, raggiungendo il 9%, invece lasciando il TFR in azienda (o presso l’INPS) la tassazione sarà pari ad almeno il 23%.

I fondi pensione negoziali esistono per le principali categorie sindacali. Oltre al versamento del TFR prevedono il versamento di un contributo del lavoratore e di un contributo del datore. Per via dei contributi aggiuntivi, in genere, se la gestione degli investimenti è efficiente, il rendimento è più elevato; inoltre avendo un bacino ampio di sottoscrittori i costi dovrebbero essere più contenuti.

I fondi pensione aperti invece, sono creati e gestiti dagli intermediari finanziari (banche, S.I.M., assicurazioni), e sono rivolti per definizione a chiunque voglia aderire, dai liberi professionisti agli artigiani, ai lavoratori dipendenti, hanno costi contenuti e la gestione finanziaria, dovrebbe risultare la più efficiente.

Infine i piani pensionistici individuali sono polizze assicurative e per la loro costruzione sono notevolmente più cari. In alcuni casi la compagnia assicurativa prevede costi elevati in entrata ed in uscita che vincolano l’aderente a rimanerne all’interno.

La tabella in basso ti aiuta a confrontare i costi delle varie forme pensionistiche complementari.

Dopo due anni di adesione puoi chiedere, per qualsiasi motivo, il trasferimento della posizione maturata presso un’altra forma pensionistica complementare. Questa è un’opportunità per svincolarsi da strumenti inefficienti e consigliati dalla categoria o dalla banca. Ma è una scelta difficile, per questo è meglio rivolgersi ad un consulente che può analizzare lo strumento in essere e scegliere liberamente lo strumento migliore.

Hai domande, curiosità o vuoi chiarire alcuni tuoi dubbi? Invia una mail a redazione@viverepesaro.it il tuo quesito verrà trattato dal nostro esperto che ti fornirà le risposte che cercavi.


da dott. Bannini Alessandro
Consulente Finanziario Copernico SIM







Questo è un articolo pubblicato il 15-06-2017 alle 07:29 sul giornale del 16 giugno 2017 - 2217 letture

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