Il Panathlon ospita un esempio di etica sportiva e amore per la propria terra, Maurizio Zaffiri

2' di lettura 27/02/2017 - La conviviale del Panathlon Club Pesaro si è aperta con il ricordo, da parte del socio Alberto Iaccarino, di Marcello Zeppa, già consigliere e segretario del club, recentemente scomparso. Il Panathlon pesarese ha scelto un atleta che si è distinto in occasione del terremoto de L’Aquila per riflettere sul ruolo che le società sportive possono avere nel particolare momento che le Marche e l’appennino centrale stanno vivendo.

La storia di Maurizio Zaffiri, uno dei più rappresentativi esponenti del movimento rugbistico italiano degli anni 2000, ha affascinato i soci del club pesarese, una storia fatta di amore per lo sport e per la propria città. Dopo il terremoto che ha distrutto il capoluogo abruzzese l’atleta ha deciso di proseguire la sua carriera sportiva nella società dove era iniziata, L’Aquila rugby appunto, in una città fortemente legata alla palla ovale, che si riconosceva in questo sport. Una scelta dettata dalla volontà di restare accanto ai propri affetti e di aiutare la propria terra a ritrovare quell’identità che il sisma aveva distrutto. Una scelta che le parole dell’ex rugbista fanno apparire naturale, nonostante significasse rinunciare a ingaggi importanti; fatta con grande umiltà, serenità, etica sportiva e che rifarebbe anche oggi, segno di uno sport vissuto come compagno di crescita e valori importanti, anche fuori dal campo.

Presenti alla serata anche Simone Mattioli e Roberto Lisotti della Paspa Pesaro Rugby, che quest’anno si è trovata ad affrontare il campionato nella stessa categoria della società abruzzese. «E’ stata un’emozione grandissima vedere la squadra pesarese giocare partite ufficiali contro L’Aquila – ha esordito Roberto Lisotti – un momento importante per il movimento rugbistico pesarese». Della stessa opinione il presidente giallo rosso, Simone Mattioli, che ha aggiunto «Dopo esserci aggiudicati il passaggio in serie A ho sperato che la Pesaro Rugby fosse inserita nel girone sud, per poter vedere la mia squadra giocare allo stadio Fattori, una cattedrale per la palla ovale nazionale».

«A colpirmi particolarmente è stata la visione sportiva di Maurizio Zaffiri – sottolinea la presidente del Panathlon pesarese, Barbara Rossi – la capacità di scendere in campo non solo pensando alla vittoria, perché l’importate è esserci, avere la possibilità di praticare questo sport. Un modo di vedere molto profondo sul mondo sportivo».






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2017 alle 01:45 sul giornale del 28 febbraio 2017 - 1586 letture

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