VivereVerde: come prendersi cura della Dieffenbachia

Dieffenbachia 3' di lettura 23/02/2017 - Una pianta molto presente all'interno delle nostre case, ecco come curarla al meglio!

Dieffenbachia (Dieffenbachia amoena)

Stupenda pianta da interno, originaria dell'America centrale e meridionale, è appartenente alla famiglia delle Araceae, la stessa cui appartiene la calla, il Caladium, l'Anthurium, il Filodendro. Al genere Dieffenbachia appartiene una trentina di specie caratterizzate da un fusto carnoso e da foglie molto grandi, ovali lanceolate, di colore verde chiaro e screziato. I fiori sono raccolti in infiorescenze poco appariscenti, di colore bianco-verdastro e formati da uno spadice e da una spata anche se è abbastanza raro che fiorisca in appartamento. Fra le specie più apprezzate e diffuse come piante da appartamento: Dieffenbachia amoena, Dieffenbachia picta, Dieffenbachia oerstedii. Tutte le parti della pianta sono velenose, la linfa è irritante e dovrebbe essere tenuta lontano dalla bocca, occhi e pelle.

Coltivazione

Terreno e Rinvaso

La Dieffenbachia preferisce terreni soffici e ben drenanti che consentono un rapido allontanamento dell'acqua in eccesso. Possiamo utilizzare del terriccio universale unito a perlite espansa (medioperlite) reperibile nei garden o nei vivai; e aggiungiamo al fondo del vaso 2-3 cm di argilla espansa che favorisce il drenaggio dell’acqua.
Il periodo migliore per il rinvaso è normalmente alla ripresa vegetativa in primavera quando il vaso è diventato troppo piccolo perché contenga la pianta, e le radici si sono sviluppate fino a riempire il vaso e spesso fuoriescono dai fori posti sul fondo del contenitore; questa operazione si rende ancor più necessaria quando notate sulla superficie del terriccio una crosta/patina biancastra che vuol dire che c'è un eccesso di calcare nell'acqua di irrigazione. Bisogna comprimere bene il terriccio al momento del rinvaso e subito dopo bagnarla abbondantemente e quindi lasciare sgrondare tutta l'acqua in eccesso.

Esposizione
Le piante devono essere coltivate in ambiente luminoso ma mai al sole diretto che rischierebbe di bruciarla; le piante adulte riescono a vegetare bene anche in condizioni di penombra. Per quanto riguarda le temperature, quella ottimale è di 20°/30°C. In inverno la temperatura minima non deve scendere sotto i 16°C. Non tollerano le correnti d'aria fredda.

Annaffiature
Il terriccio deve essere sempre leggermente umido evitando i ristagni d'acqua nel sottovaso che farebbero marcire le radici; come regola generale si annaffia abbondantemente da primavera ad autunno, sporadicamente d’inverno. Una cosa molto importante è che queste piante non amano il calcare (e l'acqua troppo fredda) per cui o si usa dell'acqua demineralizzata o piovana, oppure si può bollire l'acqua del rubinetto in maniera da eliminare il calcare e il cloro. Un altro espediente è di usare un secchio con acqua di rubinetto; immergiamo all’interno una manciata di corteccia di Pino a pezzatura piccola, lo stesso che si usa per le orchidee, dopo un giorno a bagno, il cloro evapora e il calcio viene neutralizzato. Rimuovete la corteccia e annaffiate la pianta.

Cure particolari
Andiamo a pulire la polvere e lo sporco che si accumula sulle foglie e vanno a ridurre la quantità di luce che arriva e di conseguenza nuocere la fotosintesi, il processo con cui le piante producono energia per la crescita; le foglie vanno pulite almeno ogni 15 giorni utilizzando un panno morbido inumidito. Durante l'operazione, sostenere le foglie con una mano per evitare la rottura. Non usare mai lucidanti fogliari. Se la pianta diventa spoglia alla base, cercate di potare lasciando un residuo di foglia di circa 15 cm; in questo modo la pianta reagirà producendo nuovi germogli, inoltre eliminate le foglie che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. Se le foglie appassiscono e scoloriscono: è sintomo di annaffiature eccessive o di esposizione a temperature troppo basse; se invece le foglie appaiono pallide, è sintomo di scarse concimazioni.








Questo è un articolo pubblicato il 23-02-2017 alle 08:46 sul giornale del 24 febbraio 2017 - 1373 letture

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