Edilizia, le imprese artigiane rispettano le regole

Fausto Baldarelli   CNA di Pesaro e Urbino 3' di lettura 22/02/2017 - In un momento di crisi dell’edilizia pesante come quello che stiamo vivendo, con centinaia di imprese che hanno chiuso i battenti e con molti lavoratori che hanno perso il posto, alcune considerazioni di rappresentanti sindacali (nella fattispecie Di Sante della Cgil), ci sembrano davvero incomprensibili, superficiali e demagogiche.

Si tratta di considerazioni che il responsabile di CNA Costruzioni di Pesaro e Urbino, Fausto Baldarelli stigmatizza definendole irresponsabili e fuori dalla verità. “Come si fa ad esempio a dire che le imprese del settore che operano nelle ristrutturazioni arrivino a praticare il 50% di questi interventi in nero? “Si tratta - sostiene Baldarelli - di una balla colossale. E’ noto infatti che il recupero fiscale di chi effettua opere di ristrutturazione (dal 50 al 65% e addirittura del 70% nel caso di interventi antisismici), viene praticato sul fatturato. E dunque non vi è alcun interesse da parte dei proprietari (e tantomeno delle imprese), a praticare il cosiddetto “nero”. Anzi. Studi effettuati dal Cresme dimostrano che da quando sono entrate in vigore le norme sulla defiscalizzazione (dal 1998), vi è stata una straordinaria emersione del lavoro nero”.

Secondo CNA Costruzioni non rispondono al vero nemmeno le considerazioni del rappresentante della CGIL riguardo alla cosiddetta “White list”, ovvero le imprese certificate ed in regola (a cominciare dalla retribuzione dei propri dipendenti), che si sono iscritte per interventi nelle aree terremotate. “Ebbene – dice Bladarelli - non c’è una sola impresa che si è iscritta in provincia di Pesaro e Urbino (come sostiene invece il Di Sante), ma ben 48 imprese iscritte Soa che hanno già fatto richiesta di entrare nella lista predisposta dal Governo. Purtroppo la procedura per l’iscrizione (giustamente scrupolosa e attenta), ha tempi di attuazione piuttosto lunghi e molte di queste domande sono in itinere. Una ultima considerazione sulle dichiarazioni del rappresentante della Cgil riguardo ad assunzioni con qualifiche che non sarebbero corrispondenti alle mansioni svolte dal lavoratore nel settore dell’edilizia.

“Si tratta - dice Baldarelli - di fenomeno totalmente assente nelle imprese dell’artigianato del territorio, e casomai potrebbero riguardare quelle grandi imprese vincitrici di appalti pubblici con gare al massimo ribasso. Un sistema permeabile all’infiltrazione di imprese provenienti da furi regione che spesso la fanno in barba alle regole ma in questo incentivate da una pratica sbagliata ma spesso messo in atto da molti comuni della nostra provincia. Da verifiche effettuate, infatti, ci risulta che ci sono amministrazioni locali della provincia di Pesaro e Urbino che ancora oggi indicono appalti pubblici con importi al di sotto dei valori stabiliti dal prezzario regionale. “Un meccanismo - conclude Baldarelli - che non solo finisce per penalizzare le piccole imprese del territorio certificate ed in regola ma che favorisce l’ingresso di imprese di fuori le quali a loro volta (molto spesso), subappaltano le opere ad altre imprese spesso ai margini della legalità. Per questo invitiamo il Tavolo tecnico della Prefettura a vigilare attentamente su questo fenomeno”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2017 alle 08:34 sul giornale del 23 febbraio 2017 - 2069 letture

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