Grazie alla cultura Pesaro più accogliente per turisti e cittadini

Report cultura Pesaro 9' di lettura 17/02/2017 - Si è svolto ieri (giovedì 16 febbraio) a Villa Caprile,l'incontro in cui il sindaco e l'assessore alla Bellezza Daniele Vimini hanno presentato alla città i risultati raggiunti e i progetti futuri, nel patrimonio, nei servizi e negli eventi. Perché credere nella cultura significa pensare in grande – come ha fatto quel genio di Rossini - e investire con un modello di sviluppo economico nuovo.

A Pesaro, la cultura ha tanto da raccontare: lo ha fatto ieri sera a Villa Caprile, cornice preziosa. Nell'ultimo biennio grazie alla cultura, la città è cresciuta ed è diventata più accogliente, per i residenti e per i turisti. E' questione di attività messe in campo ma anche di identità e brand, di un'immagine cittadina sempre più connotata grazie al suo patrimonio culturale: che significa luoghi della bellezza, servizi ed eventi.

Investire in cultura per una nuova idea di città: l’avvio del sindaco Matteo Ricci
Introduce il sindaco Matteo Ricci che ribadisce l'importanza di questi appuntamenti di metà mandato per condividere con la comunità cosa si è fatto. E la cultura è una prospettiva strategica - è una cartina al tornasole -, perché rende ben visibile la visione di città che si sta perseguendo: una città più bella dunque più vivace dunque più sicura. ‘Investire in questo ambito’ - afferma il sindaco – ‘significa dare corpo alla nostra idea di città ideale; la cultura come elemento di apertura sociale, di incontro tra le persone, di vivacità’. C’è poi la questione economica: si investe in cultura perché significa investire con un modello di sviluppo economico nuovo, perché turismo e cultura non sono marginali - come si era creduto - ma hanno potenzialità enormi. Il fulcro di questa politica culturale è fatto dal 150° di Rossini e dalle celebrazioni dei centenari, una vera sfida; l’anniversario della morte di questo genio universale è nel 2018 ma è stato e sarà un volano per diversi anni. D

opo l’istituzione del comitato nazionale per i centenari rossiniani, il ‘modello Pesaro’ è stato adottato a livello nazionale per una strategia che utilizza gli anniversari dei ‘protagonisti’ della cultura italiana per promuovere nel mondo la bellezza e l’eccellenza nazionali. Ci sarà un testimonial diverso per ogni anno: Rossini per il 2018, Leonardo da Vinci per il 2019, Raffaello il 2020, Dante per il 2021. Le Celebrazioni Rossiniane sono ‘entrate’ nella programmazione di diversi ministeri, come quello degli Esteri e quello dello Sviluppo economico: tutte le manifestazioni cui l’Italia parteciperà avranno Rossini come testimonial; anche il Ministero della Pubblica istruzione, con un programma unitario per le scuole. E tutto questo può diventare una grande occasione di rilancio per le Marche, che hanno bisogno di rafforzare la propria immagine; Leopardi, Rossini e Raffaello possono essere tre ‘spinte’ eccellenti. Rossini rappresenta il primo step per il rilancio del sistema culturale marchigiano.

Occorre pensare in grande perché Rossini è stato un genio, per la sua epoca e per il presente, usare la sua ‘potenza’ come traino, come strumento unico di marketing per promuovere anche le altre eccellenze: la ceramica e l’archeologia solo per citarne due. Quando si parla di risultati della cultura, c'è un indicatore molto prezioso: l’aumento della percentuale di abbonati a teatro 80% con il Rossini sempre pieno e le nuove generazioni particolarmente presenti. Ma c’è ancora tanto da fare e la cultura si intreccia col turismo, inevitabilmente: è importante selezionare manifestazioni che portino a Pesaro più turisti che decidono di soggiornare qui seguendo passioni differenti (la filosofia, il cinema, l’arte o la musica). I fronti su cui impegnarsi sono diversi. Gli investimenti ‘forti’ - grazie anche ai fondi europei e ad un ufficio comunale efficiente dedicato proprio a questo - sui luoghi della cultura (come Casa Rossini, Palazzo Ricci che darà più spazio al Conservatorio e creerà una sorta di area della musica nel cuore del centro e il ‘vecchio’ palazzetto da trasformare in Auditorium), la messa a punto di iniziative come l'ora di Rossini o Rossini in Sorsi, ma anche il lavoro delle orchestre del territorio che girano il mondo e promuovono il territorio. Tutto questo perché se si crede nella cultura, nella cultura si investe; e così l’enorme lavoro che sta coinvolgendo ora il centro storico diventa forma visibile a tutti di una strategia culturale.

Cultura come patrimonio, servizi ed eventi: è questo il ‘sistema’ secondo Daniele Vimini, assessore alla Bellezza
‘Parlare di cultura significa legare patrimonio, servizi ed eventi’: esordisce così Daniele Vimini, titolare dell’assessorato alla cultura/bellezza del Comune. E' un'unione importante rispetto a cui l'indagine sulla ‘soddisfazione dei turisti a Pesaro’ già presentata nel report del turismo fa emergere elementi interessanti; uno su tutti: lo scarto in positivo tra l'aspettativa che si nutre prima di arrivare in città e ciò che si percepisce durante il soggiorno. E si scopre così che quasi tutti conoscono Rossini, pochi ci ‘cercano’ per il mare, si viene a Pesaro per la prima volta perché comoda località di partenza per mete vicine molto ambite come Gradara e Urbino; e invece si rimane colpiti dalla piacevolezza di una vera ‘città d'arte’ e per questo si torna. Bisogna lavorare, anche in sinergia con la regione, per migliorare, contrastare l'effetto terremoto e pianificare strategie a lungo termine.

Una linea guida prioritaria è quella sui ‘contenitori’ - musei , teatri, biblioteche, sedi espositive - , che sono i ‘pilastri’ per cui ci si connota come città d'arte, più degli eventi temporanei. Luoghi sempre più aperti e sempre più coordinati nell’orario e luoghi con sedi sempre più curate. Come i Musei Civici di Palazzo Mosca, musei rinnovati cui si accede da una piazza salotto - piazza Mosca - liberata dai parcheggi per ribadirne il valore urbano. E la Biblioteca San Giovanni e le Biblioteche di Quartiere spazi vicinissimi alla comunità su cui occorre investire di più e meglio rispetto al passato; per la biblioteca di Baia Flaminia, molto attiva con il progetto la Biblioteca fuori di sé, è stato attivato l’ART Bonus. Dai contenitori ai servizi, che possono essere ottimi se dietro ci sono strutture che funzionano bene. I dati 2016 di fruizione del circuito museale ci dicono che la primavera è un’ottima stagione con enormi potenziali da sviluppare (aprile quasi come agosto), che il 62% è fatto da italiani (dunque occorre impegnarsi sul turismo straniero) e che la fascia d’età più rappresentata è quella 40-65 anni con il 39%.

Spicca su tutto, e nonostante le conseguenze post terremoto, l’incremento di Casa Rossini, numero che ha dietro una casa-museo decisamente innovativa nel panorama nazionale grazie ad un percorso di visita tecnologico, molto smart e accattivante ma anche ad attività originali come i concerti dal balcone di Rossini in Sorsi. Questo è servito per far appassionare il pubblico generico a rossini e alla sua casa natale. Nel sistema museale c'è anche la ‘sezione archeologia’ con la l’apertura della domus di via dell'Abbondanza, sede scelta non a caso per iniziare a raccontare la storia della Pesaro più antica: un luogo affascinante e a due passi dal Duomo con i suoi mosaici e dal resto dei musei. E poi il Museo Archeologico Oliveriano, che verrà riaperto col nuovo allestimento entro il 2017 grazie anche al contributo della Fondazione Scavolini, e ancora l’area di Colombarone; per cui si può parlare di offerta integrata dal punto di vista archeologico. Interventi anche sul Centro Arti Visive Pescheria: dopo essere stata messa a norma, la struttura accoglierà la sede della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema così si potrà parlare di cinema tutto l'anno; un luogo che potrà essere molto stimolante per giovani artisti contemporanei, con forti potenzialità per riflettere su arte e design.

Passando ai teatri, il resoconto 2016 è più che positivo, con un gradimento altissimo di pubblico, con un totale di 150.617 spettatori, con sedi aperte per ben 483 giorni all’anno di cui 172 per il Rossini, 162 per lo Sperimentale, 99 per l’Annunziata, 50 per Rocca Costanza. Per il Rossini - forte di una stagione articolata ed amata da un pubblico ampissimo - c'è l’obiettivo di attivare una piattaforma per l’ART bonus per migliorare la sala della Repubblica e magari creare un ridotto autonomo. Altro risultato è la restituzione della chiesa dell’Annunziata alla fruizione con proposte di musica e progetti contemporanei. Ma si guarda avanti e si pensa alla quinta giornata per la Stagione di Prosa, al consolidamento di progetti cross over come opportunità preziosa per arrivare a pubblici diversi e sempre più ampi.

E poi Rossini, naturalmente. Anche tenendo conto che l’unicità di Pesaro è di poter contare su giovani talenti con una formazione ‘intensamente’ rossiniana: parliamo dell’Accademia Rossiniana del ROF ma anche degli allievi del Conservatorio: virgulti da ‘sfruttare’ per iniziative di qualità. Si sta lavorando alla modalità migliore per parlare del Cigno non solo in agosto, con contenuti differenziati per diversi periodi dell'anno: accadrà a luglio con ‘Rossini in piazza’ e le scenografie del ROF. E ancora - partendo dal fatto che Rossini era gran appassionato di cucina e molto competente sul tema - l’enogastronomia con il progetto ‘Rossini Gourmet’ che verrà presentato durante la Settimana Rossiniana e consentirà di coinvolgere ristoratori e per i produttori. E a proposito di musica, proprio il 15 febbraio è uscita la call 2017 per candidarsi ad entrare nel Network Unesco delle città creative della Musica; c’è tempo fino a giugno. Forte di un percorso di confronto con di chi fa musica, Pesaro è pronta a stendere il suo progetto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2017 alle 15:16 sul giornale del 18 febbraio 2017 - 2248 letture

In questo articolo si parla di cultura, attualità, pesaro, Comune di Pesaro

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