Dopo un mese dalla chiusura del centro, i membri del Malarlevet ancora in strada….e accusano

membri del Malarlevet 2' di lettura 16/02/2017 - E’ passato poco più di un mese dalla chiusura dello spazio sociale di Villa San Martino, in via Leoncavallo. In quel centro si ritrovavano per assemblee ed incontri gli appartenenti allo Spazio popolare Malarlevet che attraverso una conferenza stampa questo pomeriggio hanno ribadito alcuni punti sulla questione anche in replica alle uscite di assessori e partiti politici avvenute nei giorni scorsi.

A scanso di equivoci che in questo periodo di tempo abbiamo sentito con le nostre orecchie – spiegano i membri – vogliamo precisare alcune questioni. Dopo la chiusura del centro da più di un mese non ci è stato permesso di avere nessun altro spazio dove poterci ritrovare. La proposta fatta dal Comune di un locale a Villa san Martino (in via Serra) è rimasta ancora sulla carta. Noi ancora non l’abbiamo nemmeno accettata dal momento che lo spazio è limitato ed è ancora occupato da materiale del Comune non ancora rimosso. Più volte abbiamo cercato di chiamare l’assessore ma non siamo ancora riusciti a parlarci. Inoltre noi aspettiamo ancora di sapere se il centro in via Leoncavallo sarà effettivamente dichiarato inagibile perché ancora non ci risulta che la stessa sia stata verificata”.

I membri del Malarlevet sull’inagibilità di quello spazio sono scettici anche perché lì accanto sorge un circolo per anziani che non risulta abbia lo stesso tipo di problema nonostante appartenga allo stesso stabile del centro. “Questo forse perché nel nostro centro sono nate posizione scomode per il comune come la questione delle trivelle, le manifestazioni contro il Job acts ed altre questioni scomode al Pd mentre il centro per anziani è un ottimo bacino di voti?” affermano.

Altra questione, sarebbe stato negato ai membri del centro una sistemazione temporanea alternativa, ovvero quella degli spazi dell’ex farmacia Zongo richiesti dallo stesso Spazio sociale. “Anche qui abbiamo trovato risposte poco chiare – affermano – a quanto pare sarebbero stati stanziati soldi pubblici per la ristrutturazione dell’edificio per ospitare in futuro un negozio provato. Gira voce a tal proposito che lo spazio sarà appaltato ad un personaggio famoso come Oscar Farinetti che già in altre città avrebbe acquistato spazi in luoghi storici”.






Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2017 alle 18:49 sul giornale del 18 febbraio 2017 - 5080 letture

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