Viaggi low cost tra autobus irregolari e fermate abusive, passeggeri raccolti al casello di Pesaro

casello autostradale 2' di lettura 13/02/2017 - Gli uomini della Polizia Stradale hanno accertato che, alcune ditte albanesi, munite comunque di autorizzazioni a svolgere i servizi di tratta internazionale, accettando prenotazioni on line e sul passaparola, raccolgono passeggeri al casello autostradale di Pesaro oltre che nelle aree di parcheggio attigue alla barriera autostradale o anche in prossimità della prima cinta cittadina. .

Tali modalità di ticketing consentono di raccogliere un numero maggiore di passeggeri, aumentando i profitti ed abbattendo i costi dei biglietti; il riflesso di concorrenza sleale comporta indubbie ricadute sul mercato del lavoro di settore. La massimizzazione dei profitti , però passa anche attraverso la riduzione della sicurezza dei passeggeri: in tali viaggi spesso viene trascurata l’efficienza dei veicoli e le prescritte dotazioni di sicurezza.

Durante i controlli effettuati nel fine settimana sono state elevate diverse sanzioni anche per difetti strutturali e mancanze eccepite in sede di riscontro su strada ( pneumatici con tele a fine corsa, mancanza dispositivi di estinzione incendi a norma ed in un caso addirittura il parabrezza con una crinatura di quasi mezzo metro.) Nel servizio della scorsa settimana, due ditte, entrambe con sede in Albania, sono state sanzionate per oltre 500 euro ognuna, per aver raccolto passeggeri su fermate non autorizzate; inoltre sono state tempestivamente segnalate al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per l’adozione di provvedimenti in qualità di titolari di autorizzazioni al servizio di linea.

Gli Agenti, dopo aver intercettato gli avventori del servizio clandestinamente caricati, hanno anche svelato l’ulteriore escamotage messo in atto dai conducenti dell’autobus per tentare di eludere i contesti. Ad ogni salita, i trasportati sarebbero stati istruiti a dichiarare in caso di controllo, di essere soltanto parenti di un membro dell’equipaggio e di godere per questo solo di un passaggio, salvo poi a giustificare successivamente il possesso di un titolo di viaggio.

In qualche circostanza, poi, si è smascherato anche l’ulteriore tentativo di mistificare la violazione con il rilascio di un titolo di viaggio diverso, con indicata come località di partenza, una tra quelle effettivamente autorizzate. Il costo, evidentemente, della tacita complicità dei passeggeri è da intravedere nella prospettiva del minor costo sostenuto per il viaggio.

La Polizia Stradale continuerà nei prossimi giorni con controlli mirati nel settore su tutte le direttrici provinciali.






Questo è un articolo pubblicato il 13-02-2017 alle 12:44 sul giornale del 14 febbraio 2017 - 8256 letture

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