Il Comitato per la difesa dei diritti costituzionali risponde ad Aldo Amati

costituzione della repubblica italiana - 1000px 3' di lettura 09/02/2017 - Caro ex sindaco ed ex tesserato anpi Aldo Amati (in entrambi i casi ce ne siamo fatti una ragione), ho appreso da Vivere Pesaro, con dispiacere per Lei, che trova un suo momento di nuova celebrità solo attraverso le risposte ai comunicati stampa all'anpi ed al Comitato provinciale per la difesa dei diritti costituzionali.

Il Comitato in questa fase iniziale è coordinato dalla sezione anpi Fano, e trova la sua necessaria esistenza per sostenere i referendum sul lavoro promossi dalla cgil.

Un diritto quello del lavoro espresso dal primo articolo della nostra Carta, come Lei che l'ha studiata ben sa. Le ricordo, allora, un altro articolo, il n.4, che recita: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto................ Diritto mai così disatteso come in questi anni, grazie alle politiche liberiste volute da un gruppo di governanti senza scrupoli, più simili a dei Superciuk ( daalan ford) che rubando ai poveri per dare ai ricchi, hanno favorito banche e finanza e multinazionali, calpestando diritti di giovani, pensionati, disoccupati, studenti, lavoratori.

Caro Amati, Le ricordo che gli antifascisti, che dal 2006 hanno la facoltà di tesserarsi all'anpi sostengono e difendono la Memoria di chi ha combattuto ed ha spesso pagato con la propria vita per la libertà, la democrazia la propria dignità e quindi anche per il lavoro.
Il ruolo dell'anpi oggi non può essere, come alcuni pretenderebbero, solo difensore della Memoria di chi perse la vita per liberare l'Italia dal fascismo, non possiamo solo presenziare ai cortei del 25 aprile promossi dalle Istituzioni, o dire due parole di circostanza in qualche ricorrenza ufficiale. I diritti sanciti dalla Costituzione, mai applicati, spesso violentati e mal interpretati, sono uno degli impegni dell'anpi di oggi, perchè si possano finalmente vedere applicati e realizzati.

Così, continueremo a vigilare perchè non si debba assistere ancora a rigurgiti di manifestazioni populiste e fasciste come periodicamente tentano casa pound e forza nuova. La invito caro Amati,a chiedere con noi una delibera comunale a Pesaro, come ha già fatto l'anpi alla giunta dell'amministrazione di Fano con successo, perchè non vengano concessi spazi di pertinenza del comune ai gruppi di chiara derivazione fascista.

Nota di un tesserato anpi sez. Pesaro:

Il direttivo ANPI di Pesaro non si è schierato per il NO al referendum del 04 dicembre, tale decisione ha incontrato - com'è noto – Aldo Amati, il suo favore. Ma lo sa che l'età media dei membri di tale direttivo è ad occhio e croce 40 anni? Tutto composto, dunque, dai «nuovi partigiani» che lei sembra disprezzare. In questo caso - al contrario - lei si è dimostrato assolutamente d'accordo con tale scelta, pur essendo fatta da non-partigiani veri. Le consigliamo, dunque, di rivedere le sue posizioni, per evitare di cadere in opinioni contraddittorie pur di giustificare la sua posizione totalmente politica.

Il comitato provinciale per la difesa dei diritti costituzionali






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2017 alle 09:08 sul giornale del 10 febbraio 2017 - 1149 letture

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