Rifiuti, smog, energia: quale futuro per Pesaro? Intervista al presidente provinciale di Legambiente

bandiera legambiente 4' di lettura 05/02/2017 - Chiusura centralina per misurare lo smog a Pesaro. Sprechi alimentari. Sistemi mini idroelettrici, il moltiplicarsi delle discariche. Molta carne al fuoco per Legambiente di Pesaro e Urbino, che si sta riunendo periodicamente nella nuova sede di Ferrhotel.

Ne parliamo con Enzo Frulla, presidente di Legambiente provincia di Pesaro e Urbino.

Presidente Frulla, il 25 febbraio prossimo terrete nella sala Pierangeli della Provincia di Pesaro e Urbino, un importante incontro sui sistemi mini-idroelettrici . Sarà il futuro per l'energia del nostro territorio? "Certamente e mi auguro che si possano individuare delle zone idonee per poterle installare nel nostro territorio provinciale. L'incontro del 25 febbraio vedrà la partecipazione del presidente della provincia Daniele Tagliolini, del dottor Enrico Perelli, dell'ing.Carlo Cipelletti, direttore tecnico GREM srl sinergie integrate, e il consigliere regionale Andrea Biancani, presidente della terza commissione Regione Marche Ambiente, Paesaggio e Infrastrutture''.

In che cosa consistono i sistemi mini-idroelettrici? "Sono sistemi innanzitutto, rispettosi dell'ambiente ed utilizzano energia idraulica a bassa intensità, con macchine idrauliche di piccola potenza.Sono idonee negli impianti civili e mini idroelettrici, per analisi energetiche, installazioni,collaudi e manutenzioni.''

Lega ambiente della provincia di Pesaro e Urbino da anni denuncia i problemi legati alle risorse idriche, legate agli inquinamenti dei fiumi. Con questi nuovi sistemi, si riuscirà a dare una soluzione al problema? "La risorsa idrica è la fonte rinnovabile storica per eccellenza, tuttavia la produzione elettrica correlata è spesso variabile a causa dei cambiamenti climatici che modificano il regime pluviometrico. Ciò la rende meno affidabile ed ha portato ad orientarsi verso impianti di piccole dimensioni, appunto i mini sistemi. Nell'incontro parleremo di tutto ciò''

Presidente Frulla, in questi giorni le associazioni dei consumatori, hanno diradato un dato allarmante: lo spreco alimentare in Italia è di 146 kg a cittadino. Che riflessione si sente di fare su questo problema di carattere non solo consumistico ma anche di educazione civica? "In realtà i dati sono allarmanti e in sede locale Marche multiservizi installerà un controllo a campione, per valutare gli sprechi alimentari delle famiglie pesaresi. In gran parte si tratta di prodotti 3x2 con brevi scadenze, per cui intere confezioni di carne e di verdure vanno a finire negli umidi. Ma questo aspetto rientra in un sistema macro economico più complesso, che proprio in questi giorni è stato analizzato dal giornalista Stefano Liberti, alla presentazione del suo libro "I signori del cibo'' alla Biblioteca San Giovanni. Le multinazionali e le grandi finanze travolgono la produzione del cibo nel mondo globalizzato e questo determina fra l'altro oltre alla perdita di un made in Italy anche uno spreco addirittura vergognoso, se si considera che i tre quarti della popolazione mondiale vive in povertà''

Il problema delle discariche a Pesaro e zone limitrofe. Mancanza di fondi e quant'altro? "Nei giorni scorsi il direttore generale della Provincia di Pesaro e Urbino, Domenicucci, si è stracciato le vesti, in senso metaforico, annunciando che l'ente da lui gestito non ha un centesimo, per la discarica di Ca' Asprete. Ora meraviglia, meraviglia, è l'Ente Parco San Bartolo a scoprire discariche naturali sulla panoramica. I margini della strada e i fossi sono pieni di rifiuti. Ma allora la famosa macchina da guerra di Marche multiservizi per educare i cittadini alla pulizia della città e del territorio limitrofo, che risultati ha avuto? In questi giorni gruppi di escursionisti ambientalisti hanno trovato mucchi di immondizia nella Valle dei Pelati e a Focara. E' possibile che le zone più belle da un punto di vista paesaggistico e per un certo verso le più incontaminate, devono essere devastate da persone maleducate, che andrebbero punite con severe sanzioni. Spesso l'Ente Parco con la cooperativa Labirinto negli anni scorsi hanno fatto operazioni di bonifica. Ma evidentemente il problema è en più radicato. E' una metastasi che va debellata, come i rifiuti industriali nella zona periferica di Fano''.






Questa è un'intervista pubblicata il 05-02-2017 alle 11:39 sul giornale del 06 febbraio 2017 - 1793 letture

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