Ultimo appuntamento con le "Meditazioni ariostesche"

Meditazioni ariostesche 3' di lettura 01/02/2017 - Venerdì 3 febbraio alle ore 18.00, nell'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro (piazza Antaldi, 2), Stefano Bartezzaghi, docente di Semiotica e Teorie della creatività presso l’Università IULM di Milano, terrà una conferenza dal titolo Il giocoso del Furioso.

Una famosa definizione di Italo Calvino dice che l'Orlando Furioso è il poema che si rifiuta di incominciare e di finire. Possiamo leggerla anche nel senso che, nascendo come sequel, già solo per questo il libro invita a essere proseguito a sua volta, frammentato, ritradotto in immagini, in drammi e melodrammi, in gioco. Battaglie, zuffe, amori, incantesimi, viaggi, mattane ricevono nei versi di Ariosto una rappresentazione che è già figura e si rendono disponibili alla ripetizione, alla variazione, al commento, e questa disponibilità all'apertura intertestuale e crossmediale è una caratteristica che parla molto chiaro e che forse solo oggi è possibile intendere appieno.
Come dice Lina Bolzoni, sotto il testo di Ariosto corre un invito incessante alla lettura come viaggio, come acquisizione di una diversità di punti di vista e una revisione dei propri parametri di verosimiglianza; inoltre il gioco, il teatro, l'immagine, la magia sono già presenti nel testo. Che i posteri ne abbiano ricavato materialmente e vi abbiano sovrapposto spettacoli, illustrazioni, magie e giochi è allora semplicemente una risposta: l'accettazione del grande gioco a cui il poema li ha invitati.

Stefano Bartezzaghi (Milano, 1962) è un enigmista, un giornalista (collabora con La Repubblica, Vanity Fair), un docente universitario (insegna Semiotica e Teorie della creatività alla IULM di Milano). Ha scritto libri su storie e tecniche di giochi di parole, sul rapporto fra gioco e letteratura (Scrittori Giocatori, Einaudi, 2010; Una telefonata con Primo Levi, Einaudi, 2012), sul concetto di creatività (Il falò delle novità, Utet, 2013). Le sue pubblicazioni più recenti sono La ludoteca di Babele. Dal dado ai social network: a che gioco stiamo giocando (Utet, 2016) e Parole in gioco. Per una semiotica del gioco linguistico (Bompiani, in corso di pubblicazione).

Presso la Biblioteca Oliveriana resta aperta fino al 28 febbraio la mostra dedicata a Le edizioni illustrate dell’Orlando furioso. La collezione Giuseppe Picciola della Biblioteca Oliveriana.

Cinquecento anni fa, nell’aprile del 1516, dai torchi della stamperia ferrarese di Giovanni Mazzocco dal Bondeno, usciva l'Orlando furioso. Da allora il poema, con le fantasiose avventure dei suoi personaggi e la duttilità della sua complessa struttura narrativa, non ha mai smesso di agire, in Italia e fuori d’Italia, come modello formale e repertorio di immagini per artisti di ogni ambito creativo.

Un’opera antica da riscoprire come cosa nuova, dalla straordinaria fioritura di edizioni illustrate cinquecentesche all’incisività di alcuni temi e all’influenza che Ariosto ancora esercita nel Novecento e nella cultura contemporanea, nella convinzione che ancora oggi, da vero classico, l’Orlando furioso non abbia ancora finito di dire quel che ha da dire.

L'iniziativa è curata da Chiara Agostinelli e organizzata dall’Ente Olivieri in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, l’Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”, il Liceo T. Mamiani di Pesaro e gode del patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro.

Al termine del ciclo, che è da ritenersi valido come attività di formazione per docenti ai sensi della direttiva n. 170/2016, il Liceo Mamiani rilascerà a chi lo richieda un attestato di partecipazione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2017 alle 01:14 sul giornale del 02 febbraio 2017 - 1363 letture

In questo articolo si parla di cultura, ente olivieri, Meditazioni ariostesche

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