Banca Marche....agli azionisti, ai dipendenti la cenere...ad UBI la crema...

cassiere banca 17/01/2017 - Il punto... di Francesco Taronna... Intanto dai vertici di UBI, dopo aver fatto l'offerta per comperare ben 3, dicasi 3, good banks alla generosa cifra di 1, dicasi 1, euro, per intenderci quelle senza crediti deteriorati, ci arrivano forti segnali di tagli dei costi del 30% entro il 2020.

Sembra una data remota, poichè coinvolge la prossima decina del secolo ma in fondo non mancano che meno di 4 anni.

I futuri vertici sanno già cosa vorranno far sortire dall'operazione, nonostante non abbiano ancora ricevuto il benestare dalla Banca d'Italia. Dovrebbe arrivare martedì o al massimo mercoledì.

Le banche sono Nuova Banca Marche, CariChieti e Banca Etruria...di queste quella più interessata a revisione della sua presenza nel territorio è NBM poichè molte realtà vanno a sovrapporsi alla attuale presenza di UBI. Salteranno certamente la sede centrale di Fontedamo a Jesi ed anche quelle di Pesaro e di Macerata. Il Centro Elettronico di Macerata, sarà chiuso ed utilizzato quello di UBI. Altre filiali non potranno convivere nello stesso territorio di competenza e saranno accorpate in quelle dei nuovi padroni.

Per la dirigenza non ci saranno particolari problemi, poichè l'attuale amministratore delegato di NBM, Luciano Goffi, andrà in pensione a marzo e per il resto subentreranno quelli di UBI. Fra le condizioni c'è anche un aumento di capitale di 450 milioni di euro che il venditore dovrà effettuare entro la chiusura delle operazioni.

In pratica si opererà in varie direttrici tutte finalizzate a deprimere le spese e incentivare i guadagni. Si opererà sulle sedi, sul personale, sulla soppressione dei Consigli di amministrazione e dei collegi sindacali (il che non è male), sull'accorpamento del Ced e della dirigenza, sul taglio alle consulenze esterne.

Intanto con l'offerta fatta il titolo UBI è volato in borsa guadagnando il 9% , arrivando a 3,086 euro.

Loro per il 2020 hanno previsto anche utili netti per 1.2 miliardi...utili che in buona parte avrebbero potuto essere utilizzati nel territorio poichè io resto ancora del parere che la Banca delle Marche avrebbe potuto essere salvata...occorreva più intuito e meno deferenza da parte delle istituzioni locali, dei sindacati, delle associazioni imprenditoriali nei confronti dei vertici e delle cordate che li hanno sponsorizzati.

A presto!!!






Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2017 alle 08:58 sul giornale del 18 gennaio 2017 - 10255 letture

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