Pronto soccorso di Pesaro...professionalità e umanità

Pronto soccorso ospedale san salvatore pesaro 03/01/2017 - Il punto....Sera dell'ultimo dell'anno, avverto un fastidio all'altezza dello sterno che aumenta di intensità e si trasforma in dolore, ci rifletto, temporeggio, ma non c'è tregua, aumenta sempre di più. Decido di recarmi presso il pronto soccorso di Pesaro.

Identificazione e subito ecg, pressione 169/100, mai accaduto in tutta la mia vita, prelievo del sangue e via per le analisi. Mi viene assegnata una sedia nella sala aperta di fronte all'accettazione, i degenti vanno e vengono nelle barelle, spifferi da ogni direzione, fa un freddo boia. Occorre aspettare 3 ore per il successivo prelievo, mi assegnano una barella con una coperta, io mi ci sdraio con le scarpe e tutto il resto, dopo un pochino comincio a sentire richieste di altre coperte, ne approfitto anche io, mi viene concessa, agli altri dopo di me no poichè le coperte erano esaurite, chi accompagnava i barellati si copriva con cappucci e cappotti, ma a star fermi gelavano, era una serata particolare, il personale un tantino euforico poichè c'era chi finiva il turno e andava a festeggiare e chi cominciava ...un continuo scambiarsi di auguri.

Arriva la Mezzanotte ed al primo botto che avverto, fra "russamenti" vari, lamenti...provo a lanciare un Buon Anno dall'anonimato della mia barella...un attimo di silenzio assoluto....poi una risata collettiva ed un susseguirsi di Auguri che si abbracciavano nell'aria sovrastante le barelle e le sedie...Anche là è possibile sorridere anche se per pochi istanti...intanto a me avevano somministrato due piccole e velocissime flebo, un gastroprotettore ed un antidolorifico e la situazione era approdata alla normalità...primo prelievo tutto a posto, vai con il secondo e di nuovo i normali tempi di attesa...di dormire nemmeno a pensarci...chi russava, chi si lamentava, chi chiacchierava, gente che arrivava, gente che partiva.

Poi anche i pugni nello stomaco come la bambina di 6 anni caduta dal letto a castello o il bimbo di 2 anni caduto da due scalini e che aveva perso conoscenza anche se per pochi attimi...ad ogni passaggio cercavo di carpire notizie al riguardo...vanamente...ed ancora adesso il mio cuore soffre per loro.. ....riesco a far andare almeno per due o tre ore mia moglie a casa...io stavo bene e lei era appena uscita da un paio di giornate con temperature superiori alla media...colloquio con il primo dottore che mi ha visitato, il quale mi illustra lo stato delle cose, il percorso da seguire, radiografie al torace, secondo esame del sangue, ecografia tutto a posto, ma, pur pensando che non ci sia nulla di allarmante, decide, per maggiore sicurezza, di sottopormi alla TAC prima della dimissione, successivamente, presso la cardiologia, l'esame sotto sforzo.

Dottore senza nome, adesso, a casa, dalla cartella controllo la sua identità, Dr. PRISCO, grande personaggio, sia dal punto di vista umano che professionale...mai visto prima eppure mi ha preso nelle sue mani, mi ha accompagnato nel mio impresisto viaggio nella sanità, quasi coccolandomi...ha finito il turno e mi ha messo in altre mani che hanno continuato la narrazione con il suo stesso stile, la sua stessa professionalità...vedo arrivare un ragazzo, spero di non essere rimproverato per il mio osare, mi controlla, mi visita, mi ausculta, mi palpa, mi informa...ed io osservavo il suo essere mitico con la sua altezza, con la barba che gli cingeva il volto e quella cesta di ricci capelli scuri con persino un boccolo che osava cadere, quasi con indifferenza, sulla sua fronte...una figura mitica da adorare, una statua regale dell'impero romano, una testimonianza caravaggesca...il mio sguardo si posa su una scritta sulla felpa blu...Dr. Tommaso....e conclude....comunque la manderò a casa prima che io finisca il turno. Parlo del Dr. Tommaso Raichi !

La TAC a Pesaro non funziona ed ecco richiamare in servizio un dottore, un'infermiera ed un autista per andare a farla a Fano, allungando i tempi di 2.30 ore . Anche i personaggi della trasferta... umani e professionali, i quali, pur essendo stati richiamati in servizio il primo dell'anno, non hanno fatto una piega, allegri e cortesi ed anche solidali con il mio essere. Una citazione particolare per il papillon rosso del dottore, la bellezza non consisteva nel modo di essere della farfalla ma nella disinvoltura con la quale veniva indossata...in questo caso era il soggetto a donar gloria all'oggetto. Ciò ha provocato tempi dilatati...comunque il Dr. Raichi, ancora grazie, è andato a casa con me, invece che alle 14 oltre le 16. Non era niente, uno sbalzo di pressione che potrebbe essere stato causato da un evento casuale ed il dolore da un sforzo !

Io intorno non ho trovato altro che simpatia e professionalità, dagli specialisti ai tecnici, dai dottori agli infermieri, al personale non sanitario... un mondo diverso da quello che avevo provato qualche anno fa. Buon Anno Nuovo a tutto il personale del PRONTO SOCCORSO dell'Ospedale di PESARO e grazie per aver curato oltre al mio corpo anche il mio animo e Buon Anno anche a tutti i lettori....con tutto il CUORE !!!






Questo è un articolo pubblicato il 03-01-2017 alle 06:07 sul giornale del 04 gennaio 2017 - 31639 letture

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