Pesaro dai due volti: dai progetti per il buon governo, alla città in declino. E in mezzo cresce la povertà

Pesaro dai due volti 3' di lettura 18/12/2016 - Una città dai due volti. Già in tempi non sospetti questa analisi socio-economica, era stata fatta dal vescovo di Pesaro, mons.Angelo Bagnasco, divenuto ora presidente della Cei e dei Vescovi Europei. E proprio in questi giorni di luci e di feste, di mercatini, a dire il vero sempre più vuoti, questo contrasto fra splendore e ombre è sempre più evidente.

Non è colpa solo della cattiva politica, come fanno alcuni, assumendosi il ruolo dei sacerdoti del tempio, che si stracciano le vesti, ma anche della crisi economica, che attanaglia sempre più le famiglie pesaresi. E se il sindaco Matteo Ricci, vice presidente del Pd, ha presentato al Centro Pescheria il Report con i progetti per il buon governo della città, con finanziamenti a dire il vero sbalorditivi, grazie anche alla legge di stabilità e ai fondi europei, le opposizioni attaccano l'amministrazione, perché il sindaco Ricci non tiene più i contatti con la realtà pesarese, preso più dalla smania dell'apparire in televisione.

E anche le opposizioni sciorinano i loro dati negativi: 2.308 reati avvenuti nella provincia di Pesaro e Urbino tra giugno e agosto 2016, 1 famiglia pesarese su 4 vive in stato di povertà e 40 milioni sono gli euro persi sulla sanità in mobilità passiva. Da una parte Pesato, capitale della musica e dello sport, dall'altra il malessere sociale con le numerose sfacettatture, fra cui il caso della Banca delleMarche, il piano spiaggia, che sta mettendo a rischio un settore produttivo già in crisi.

Nei giorni scorsi il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, intervenendo all'assemblea pubblica di Confindustria di Pesaro e Urbino al teatro Rossini, ha sottolineato come l'impresa 4.0 si deve basare sul digitale,web marketing e nuovi mercati, con una particolare propensione all'export. E un diktat, che da decenni non si pronunciava dai vertici degli industriali: Cavalcate la rivoluzione. Ma viene da dire: quale rivoluzione,quella tecnologica o quella di un risanamento morale della politica del Paese, che investe anche e soprattutto l'economia e gli strati sociali più deboli?

D'altra parte la Caritas in questi giorni ha più volte presentato il suo Report, l'altra faccia della medaglia.I dati sono allarmanti: vi sono in questo periodo natalizio in città 200 poveri senza tetto, 1.500 famiglie aiutate, in gran parte italiane e soprattutto pesaresi, più di 100 le richieste di cappotti, maglioni e capi invernali nel neo emporio degli indumenti e in un anno,dato relativo al 2016, la Caritas ha aiutato 20.000 persone. E questi sono i dati dell'anno che sta per terminare, mentre per il 2017 sono annunciati altri fondi, europei, del Pon e del Por, ovvero i piani predisposti in campo nazionale e regionale per l'inclusione attiva e il sostegno del reddito. Casa Tabanelli e i centri diurni della Caritas,saranno le strutture di accesso dopo una selezione presso il Centro d'ascolto.

Ma anche quest'anno la Mensa dei Poveri sarà aperta per il giorno di Natale, ma chiusa per Santo Stefano e i più di 200 poveri dove potranno trovare un pasto caldo? Una pezza anche quest'anno verrà messa dai frati minori di San Giovanni, che come ogni domenica, distribuiranno, 30 pasti caldi . Una situazione tra l'altro kafkiana, per la comunità francescana di via Passeri, che da mesi, ha la monumentale chiesa di San Giovanni, transennata, per inagibilità, in seguito al terremoto ed in attesa di un controllo della Sovrintendenza.

Anche questo è un segno dei tempi, in una città, definita da mons.Angelo Bagnasco, in mezzo al guado.






Questo è un articolo pubblicato il 18-12-2016 alle 10:06 sul giornale del 19 dicembre 2016 - 11453 letture

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