Convegno di AIDO su "Le Nuove Frontiere della Comunicazione Sociale"

Convegno di AIDO su "Le Nuove Frontiere della Comunicazione Sociale" 4' di lettura 14/12/2016 - AIDO Pesaro, in collaborazione con l'Università di Urbino ed il contributo di Banca di Pesaro e Coop Alleanza 3.0, ha organizzato il Convegno "Le nuove frontiere della comunicazione sociale".

Punto di partenza la considerazione che l'enorme e continua crescita dell'attività "social", produce un aumento esponenziale di fonti di informazione e notizie sui temi della salute, oltre che sulle azioni di volontariato connesse a questa. Si crea così un gigantesco sovraccarico di messaggi, tanto che ci si trova immersi in un "rumore di fondo" indistinto, che riduce la sensibilità del pubblico di riferimento e rende molto difficile cogliere le informazioni corrette.

Ha condotto il convegno la professoressa Lella Mazzoli, Ordinario di Sociologia della Comunicazione: "Il settore non profit ha sempre più bisogno di risorse, per raggiungere gli interlocutori, mentre non abbiamo ancora compreso l'importanza della comunicazione in tema di sanità. Dobbiamo imparare ad usare le tecniche della pubblicità, utilissime per ottenere risultati".

Concetto rafforzato da Gabriele Riciputi, vicepresidente AIDO Regione Marche: "Il tema della donazione degli organi è molto difficile da promuovere e le nostre risorse sono limitate, mentre sarebbe utilissimo potere formare i nostri volontari, per trasmettere le informazioni utili nel modo più corretto". Anche la professoressa Gea Ducci si è detta totalmente d'accordo: "se le istituzioni sanitarie intendono promuovere i temi della salute, devono "per forza" coinvolgere anche le organizzazioni di volontariato: forze a disposizione che sarebbe sbagliato non utilizzare. Inoltre, le Istituzioni dovrebbero entrare in sintonia con i cittadini: gli strumenti multimediali ci offrono opportunità preziose per raggiungere l'obiettivo. Ma tutti noi dovremmo imparare ad usare al meglio questi strumenti".

Decisamente interessante l'opinione di Giuseppe Fattori, Responsabile del Coordinamento Nazionale del Marketing Sociale: "Facebook e Twitter "curano" i pazienti che si rivolgono a questi media, grazie alle informazioni che diffondono. Ma Facebook è davvero una "minaccia" per i medici? La maggioranza di loro ritiene di sì: sul web le informazioni sono "facili" e in televisione i pazienti guariscono sempre. In tv i defibrillatori sono sempre efficaci; nella vita reale nessuno controlla se le pile siano effettivamente cariche e gli apparecchi pronti ad essere usati in qualunque momento. Purtroppo c'è molta differenza tra quello che ci dicono il web e la tv e la realtà in cui viviamo. Nemmeno i medici più giovani amano il web: accorcia i tempi della ricerca, ma da parte dei pazienti è fondamentale sapere cosa cercare, sapere leggere il testo e comprenderlo. Altrimenti aumenta solo la confusione".

Il professor Francesco Distanislao, Direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, ha sottolineato l'importanza della centralità del paziente nella promozione della salute: "Oggi tutte le informazioni sono a portata di mano: bisogna tenerne conto, quando si parla con il paziente. Bisogna cercare di coinvolgere i cittadini, per comprenderne le esigenze reali. Questi, poi, hanno molto più di ieri la possibilità di controllare i comportamenti ed il rispetto delle leggi, grazie alla quantità di informazioni disponibili. Oggia siamo ancora indietro: moltissime Istituzioni si sono dotate di una Carta dei Servizi, ma poi in realtà l'interazione con le Associazioni è limitatissima. L'Istituzione è ancora molto autoreferenziale!".

Tiziano Busca, direttore UOC Comunicazione Area Vasta 1 dell'Asur Marche, è stato molto esplicito: "La Struttura sanitaria non è aggiornata. Il mondo corre ma noi non siamo pronti, né attrezzati, a muoverci nel web. Comunicare è costruire un'alleanza tra Organizzazione sanitaria e Cittadini. Noi invece comunichiamo creando norme che impongono un comportamento, ma questa procedura non coinvolge i cittadini, che devono "subire" la situazione".

Coinvolgente come sempre la dottoressa Francesca De Pace, Coordinatore del Centro Regionale Trapianti Marche: "Specie nel settore dei trapianti c'è bisogno di comunicazione, per sensibilizzare i potenziali donatori e informare i pazienti in attesa di trapianto. In questo senso è importantissimo avere volontari che sappiano trasmettere al meglio le informazioni corrette".

E qui si torna al punto di partenza: tantissime informazioni, forse troppe, spesso complesse, che necessitano di grande capacità di comunicazione. Anche le Organizzazioni di volontariato, quindi, devono trasformarsi, per muoversi al meglio nel mondo attuale. Ovvero: benissimo la buona volontà e l'entusiasmo, ma l'aggiornamento è ormai indispensabile…


da Aido
sezione provinciale di Pesaro e Urbino







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2016 alle 09:07 sul giornale del 15 dicembre 2016 - 1104 letture

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