"I Volti della verità" apre il ciclo di incontri sul giornalismo organizzati dall'Università dell'Età libera

Notizie 3' di lettura 08/12/2016 - Si è svolto, presso l'auditorium dell'Età libera al campus scolastico di Pesaro, il primo incontro del ciclo I Volti della verità - Visibili e invisibili. L'incontro - seminario ha visto la partecipazione del magistrato presso la procura di Caltanisetta, Daniele Paci, del vice direttore di Rainews 24 Filippo Nanni. dell'avvocato penalista e docente di Argomentazione giuridica e retorica forense dell'Università di Urbino, Gianluca Sposito e del giornalista e consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, dottor Franco Elisei, che ha svolto il ruolo di moderatore.

E il primo interrogativo lo ha posto lo stesso Elisei: In quale verità navighiamo con web? Il web moltiplica le verità? La risposta a Filippo Nanni, che ha subito premesso che il tema è sterminato ed è difficile portarlo dentro a qualche steccato. Rai news 24 è un network che vorrebbe dare subito la notizia e darla in maniera corretta. La rapidità e la correttezza spesso sono esigenze contropposte. Ma quali sono le verità che deve sapere chi svolge la professione giornalistica?

Innanzitutto la verità oggettiva, che è quella che si avvicina di più alla verità, poi quella soggettiva che si identifica con il fatto di cronaca. Vi sono poi la verità sostanziale, accettata da tutte le parti, la verità putativa, con la notizia sbagliata o da verificare e la verità quotidiana. Infine vi è la verità legata a uno scoop, come il caso Watergate o il Mostro di Firenze e la post verità, dove contano le emozioni e non i fatti, vedi la Brexit o la elezione di Trump.

In questo momento la rete sta dominando sull'informazione, ha precisato Nanni, e ci chiediamo: chi è responsabile della notizia il social network o il giornalista? E' il giornalista, che deve dare la notizia corretta. Addirittura, ha aggiunto Franco Elisei, occorrebbe una notizia certificata, perchè come affermava Umberto Eco, si potrebbero avere delle notizie senza volto.

Un tema complesso, quello del primo incontro, a cui ne faranno seguito altri: la verità nascosta - Il caso Moro e la verità negata, come il rifiuto di accesso nei segreti di Stato, il caso Ustica. Per il magistrato Daniele Paci, i tempi del giudizio sono inversamente proporzionali a quelli del giornalismo. Per esempio in un furto di biciclette, le risposte possono essere molteplici e il giudice ha difficoltà a trovare la verità. Vi sono anche assonanze fra il lavoro del magistrato e quello del giornalista, ma si possono trovare anche contrasti interpretative e anricipazioni che complicano l'attività investigativa. Paci ha poi definito il significato della notizia anonima, quella dei confidenti, dei pentiti e la verità dei collaboratori di giustizia.

Per il penalista Sposito, la verità non riguarda l'attività di un avvocato, in particolae di un penalista, in quanto spesso domina la verosimiglianza, in quanto la vicenda non concorda con la definizione di verità storica. Il caso Enzo Tortora o il più recente di Lignano Flaminio, evidenziano deformazioni, per assenza di prove e di un contagio dichiarativo, condizionato da un corto circuito mediatico che è in antitesi al diritto stesso.. Dal 1993 sono entrate in funzione le carte deontologiche, e in particolare quella di Treviso, hanno posto dei paletti ben chiari nel concetto di informazione corretta.






Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2016 alle 04:45 sul giornale del 09 dicembre 2016 - 1281 letture

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