Racconti da due soldi: Nata nello spazio

18/09/2016 - Parte la nuova rubrica di Vivere Pesaro. Ogni due settimane "Racconti da due soldi" vi terrà compagnia con brevi storie create da Oliver Alex Fabbro.

Il suo nome ha fatto il giro del mondo, ma nessuno, su questo pianeta, l'ha mai vista. Nessuna foto è mai apparsa sui giornali, nessuna intervista è mai stata registrata. Laila Vasily potrebbe benissimo non esistere. Ma quando vedi sua madre parlare in televisione di questa ragazzina bionda, dagli occhi vivaci e dalla curiosità morbosa, tutti i tuoi dubbi si dissolvono.

Laila ha quindici anni ed è nata nello spazio. Che a dirla così sembra fantascienza e invece è tutto vero. È la favola che tiene il mondo con il fiato sospeso. Domani Laila entrerà per la prima volta nell'atmosfera terrestre e ammarerà, secondo l'Agenzia Spaziale Russa, al largo del Giappone. Quindi tutti davanti al televisore o, per quelli che vivono nelle regioni nipponiche, tutti con il naso all'insù.

Ho letto che le fanno ascoltare della musica. Roba sovietica. E che cucina per i tecnici e gli astronauti della stazione spaziale. Dicono che ami molto le piante, con cui parla tutti i giorni, e i libri, pochi, censurati categoricamente dal centro di comando. Così Laila è isolata da ogni cosa che per noi è normalità. Non conosce niente del mondo, nemmeno la gravità se non quella, leggerissima, creata artificialmente dalla rotazione della stazione orbitante. Non sa che piacere si provi quando il vento sferza di libeccio o che profumo ha la primavera. Laila sente poco i gusti, mangia solo roba che ha fatto qualche migliaio di chilometri, in una busta sottovuoto, dentro un razzo spaziale. Non ha veri amici, non sa cosa sia l'amore. Non ha mai visto i suoi genitori perché li hanno rispediti sulla terra subito dopo il parto. Un piano riuscitissimo, bisogna dire, fino a quando, i genitori di Laila, in qualche modo, hanno fatto conoscere la loro storia al mondo. Storia tra l'altro super segreta.

Dopo la fuga di notizie, i propagandisti russi, hanno provato a trasformare Laila in un icona del progresso, ma solo in pochi si sono mostrati entusiasti dei risvolti scientifici. Gli altri l’hanno accolta nel cuore chiedendone a gran voce la liberazione. Così domani saremo tutti qui ad aspettare, con le dita incrociate, di vedere quella scia incandescente solcare il cielo.

I giornali parlano di una mobilitazioni di mezzi di soccorso senza precedenti. Sembra che tutti i paesi abbiano mandato degli aiuti. Dicono che, appena apriranno il portellone della capsula le infileranno delle cuffie, per proteggerla dal rumore che le sarà insopportabile. Contemporaneamente l'aiuteranno a respirare. All’inizio le risulterà difficile, data la maggiore gravità, ma abitueranno i suoi organi poco alla volta mettendola in un cilindro pieno d'acqua, in un speciale centro di riabilitazione. Una maschera d’ossigeno e delle flebo la manterranno in vita fino a quando non sarà pronta. Quel giorno il pianeta le darà il benvenuto. Hanno detto che sarà una cosa in grande, in prima serata.

In ogni caso saremo tutti lì, ad aspettare che rinasca, stavolta quaggiù, tra noi, sperando che il mondo in cui la stiamo obbligando a vivere non le sembri peggiore dalla silenziosa purezza da cui la stiamo strappando.





Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2016 alle 09:20 sul giornale del 19 settembre 2016 - 1224 letture

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