VivereVerde: fai da te, come coltivare il Gelsomino azzurro

Gelsomino azzurro 4' di lettura 09/06/2016 - Il gelsomino azzurro, facile da coltivare con ottimi risultati.

Plumbago (Plumbago auricolata)

È un arbusto rampicante caduco appartenete alla famiglia delle Plumbaginaceae e comprende piante originarie dell'Africa, alcune specie di plumbago sono originarie dell'Europa meridionale. Ha fusti sottili, semilegnosi, che possono raggiungere lunghezze prossime ai 1,5-2 metri, ma che solitamente sono mantenuti più compatti con potature autunnali; le foglie sono ovali, abbastanza piccole, appuntite, di colore verde chiaro, sottili. Da giugno fino ai primi freddi produce numerose infiorescenze a ombrello costituite da fiorellini a trombetta, a cinque petali, di un caratteristico colore azzurro cielo, si trovano in commercio anche le varietà: alba con fiori bianchi, e la cultivar Royal Cape che ha fiori blu cobalto. È conosciuto anche con il nome di Plumbagine o Gelsomino azzurro.

Coltivazione in Giardino

Terreno

Queste piante preferiscono terreni sciolti, ben drenati, molto ricchi di materia organica. Va benissimo utilizzare un buon terriccio universale.

Esposizione
La pianta gradisce posizioni molto luminose, che abbiano luce diretta del sole. Sono piante sensibili al freddo, si coltivano all’aperto solo nelle regioni litoranee e a clima mite, altrove è necessaria la protezione del cespo, riparata dai venti invernali e avvolta con il tessuto non tessuto durante l’inverno.

Impianto e Legatura
In una zona di terreno lavorato in precedenza, si scava una buca grande circa due volte la larghezza e la profondità del pane di terra della pianta, sul fondo consiglio di mettere del terriccio universale professionale che comunemente si trova nei Garden o nei vivai. Una volta fatta la buca poniamo la pianta e richiudiamo con la terra fino al colletto della pianta. Questa pianta si trova in commercio legata a un tutore (generalmente delle canne), se vogliamo utilizzarla come rampicante tagliamo tutte le legature e cominciare a legare i primi rami, per lo meno quelli più lunghi, portandoli nella direzione su dove noi vogliamo che cresca la pianta (cancelli, gazebi, pergolati). Non leghiamo stretto per premettere al fusto di crescere in circonferenza, possiamo usare della rafia o un legaccio di gomma. Le legature vanno controllate e se è necessario, sostituite tutti gli anni.

Irrigazione
Durante il periodo vegetativo ovvero dalla primavera all'estate va annaffiata abbondantemente e occorre aspettare che il terreno sia asciutto in superficie prima di compiere la successiva irrigazione; possiamo diminuire in inverno. Attenzione ai ristagni idrici che non sono tollerati.

Potatura
Si consiglia di potare la pianta alla fine della fioritura per ottenere una maggiore quantità di fiori l'estate successiva, tagliando i fusti legnosi a 30 cm dal terreno, in qualunque momento tra la fine dell'estate e l'inizio della primavera successiva. Quest’operazione è molto importante poiché i fiori si formano solo sui rami dell'anno. In ogni caso va fatta sempre prima della ripresa vegetativa della pianta. In primavera ridaranno altri rami e numerosi altri fiori. Ricordatevi che vanno eliminati i fiori mano mano che appassiscono. E' importante che l'attrezzo che usate per il taglio si pulito e disinfettato per evitare di infettare i tessuti. Se avete la possibilità di tenerla costantemente in ambiente caldo, la pianta non entrerà in riposo vegetativo e produrrà fiori tutto l'anno.

Coltivazione in Vaso
Queste piante dalla primavera all’autunno vanno tenute fuori di casa in un luogo luminoso; vi ricordo che in vaso l’esigenza idrica della pianta aumenta di molto rispetto a quando è coltivata in piena terra, quindi controllate spesso lo stato del terriccio soprattutto dalla primavera all’estate. Errate annaffiature possono indebolire la pianta, la quale è più soggetta spesso e volentieri a essere attaccata da afidi o cocciniglia. Nella stagione fredda, il plumbago va protetto o in un luogo riparato, anche affiancato a un muro esposto a sud o altrimenti avvolto con il tessuto non tessuto. Nei climi litorali e temperati invece, può stare all’esterno della nostra casa, se l’inverno la rovina un po’ con le gelate, a primavera eliminiamo i rami rovinati e la pianta produrrà nuovi getti. Il rinvaso è una procedura che consiglio di farla quando le radici della pianta si sono sviluppate fino a riempire il vaso e speso fuoriescono dai fori posti sul fondo del contenitore è meglio eseguirlo in primavera utilizzando contenitori più grandi (2-3 misure in più) e nuovo terriccio universale.






Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2016 alle 08:40 sul giornale del 10 giugno 2016 - 1819 letture

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