"Stendiamopoesia", quando la lavanderia ospita la poesia

Stendiamopoesia 3' di lettura 21/10/2015 - Giorgio Ciceroni è un persona davvero istrionica. Dopo un vissuto in Rai con la trasmissione Limousine è approdato tanti anni fa a Pesaro, e da bravo milanese si è fatto subito notare per idee innovative e creative, idee che porta avanti in sinergia con le attività dei suoi figli. L’ultima novità parte da un concorso di poesia che Giorgio ha lanciato proprio da “Il Mastello”, Lavanderia Self Service, via XXIV Maggio, 75.

Giorgio, come mai questo concorso?

“Ho pensato che in altri paesi, dai quali ho poi preso ispirazione, la lavanderia viene usata come posto di condivisione. Specie in Spagna e Germania per l’Europa, ma in particolare oltreoceano negli Usa, le persone usano questo posto, per conoscersi, per giocare a carte, o per svolgere altre attività sociali in attesa che i panni si lavino e si asciughino. Così è nata l’idea, assieme ai miei due figli, di provare a lanciare una serie di iniziative itineranti, per cercare di coinvolgere il più possibile i miei attuali clienti, che per la maggior parte sono stranieri, ma anche pesaresi. A breve partirà, dunque, questo concorso di poesia, iniziativa che fa parte del progetto globale dal titolo CULTURA OVUNQUE”.

L’inizio spetta alla poesia, poi come proseguirà?

“Penso che la letteratura non debba per forza essere confinata in un posto definito ma possa appartenere a qualsiasi spazio, si può fare una mostra d’arte anche nel proprio giardino ad esempio, è solo una questione di spezzare dei concetti e delle linee troppo rigide. Proprio per questo, il concorso sarà solo una delle tante iniziative che vorrei proporre, per dare sempre più vita a un luogo di attesa come una semplice lavanderia, infatti, oltre al vincitore o alla vincitrice del concorso, che avrà il suo premio, tutte le altre poesie saranno da noi ricopiate e stampate su dei fogli particolari e appese ad un filo, che va da parte a parte del locale, con delle mollette. Con la testa sono già proiettato al futuro. Dopo questo, vorrei cercare di fare una mostra fotografica dedicata ai vecchi lavatoi pesaresi, alle massaie di un tempo che facevano il bucato, stimolando la memoria retroattiva dei tanti fotografi pesaresi di un tempo, ma non solo. Sto sempre pensando con i miei figli di riproporre una sorta di book crossing, ovvero, questo scambio di libri che nelle grandi città ha alle spalle anni di successo e di interazione, fra persone che usano lo scambio come una maniera per liberare i libri.”

Insomma lei vorrebbe trasformare notevolmente la sua lavanderia. Pensa che i pesaresi possano apprezzare e, soprattutto, partecipare numerosi a questa serie di lodevoli iniziative?

“Noi siamo originari di Milano, anche se viviamo qui a Pesaro da diverso tempo, penso tuttavia che magari, all’inizio, ci possa essere un po’ di riluttanza, come del resto c’è sempre non solo a Pesaro ma un po’ ovunque per le cose nuove, ma confido molto che le proposte possano piacere a chi già frequenta la lavanderia, vorrei tanto che, come nei paesi prima citati, sentissero un po’ “Il Mastello”, quando sono qui, come una seconda casa, e ingannassero il tempo dell’attesa in maniera più piacevole. Poi si sa, questo è un esperimento, nessuno mi assicura che possa riuscire ma solo tentando lo capirò”.






Questo è un articolo pubblicato il 21-10-2015 alle 09:39 sul giornale del 22 ottobre 2015 - 1384 letture

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