Povertà e accoglienza nelle parrocchie: aumento vertiginoso di famiglie italiane

Caritas 5' di lettura 21/10/2015 - “Vi è in tutto il territorio delle tre diocesi di Pesaro, Fano e Urbino, un dato nuovo, in tema di povertà: l’aumento vertiginoso delle povertà di famiglie italiane, molte locali rispetto agli stranieri, extracomunitari registrati’’.

Sono le parole di Carmine Barone responsabile della Caritas di Fossombrone, che in giornata (cfr 21 ottobre per chi legge), ha avuto un incontro con il responsabile della Caritas di Fano, Angelo Farneti.

”Nel territorio di Fossombrone, che comprende anche le parrocchie di S.Ippolito, Montefelcino e Isola del Piano, ha sottolineato Barone, vi sono 80 familgie bisognose, di cui il 60% italiane, in gran parte locali, con padri di famiglia che hanno perso il posto di lavoro e il 40% di famiglie extracomunitarie con permessi di soggiorno. A questi si aggiungono i profughi accolti dalla cooperativa Labirinto che ha acquistato la vecchia struttura del ristorante Da Marco, che sono stati mandati dalla Prefettura di Pesaro e Urbino. I pacchi viveri che distribuiamo, grazie all’intervento del Banco Alimentare, sono aumentati da 72 a 90 al mese. Ma ciò che ci preoccupa notevolmente, è l’aumento delle bollette da pagare, per mutui, affitti, luce, gas,a cqua. Ci troviamo in continua emergenza e solo grazie alle collette fra i cittadini e nelle parrocchie e la Caritas diocesana e la sensibilità del Vescovo mons. Armando Trasarti, con un contributo annuo di 500 euro all’anno, riusciamo in parte a coprire le spese continue. Bisogna anche segnalare le inziative che la Fondazione Capodagli e Monte di Pietà, hanno svolto nel 2014, con un contributo per famiglia povera, dopo aver presentato una domanda. Il contributo per il 2014 è stato di 500 euro per ciascuna fondazione ad ogni singola famiglia".

Una situazione allarmante, Carmine Barone. Ma a questa si aggiunge il vademecum della Cei, che dà delle precise regole per l’accoglienza dei rifugiati nelle parrocchie. Come vi state preparando a questa autentica rivoluzione nel campo dell’Accoglienza? “Sto preparando in questi giorni delle schede che invierò a tutti i parrocchiani della circoscrizione diocesana di Fossombrone, per presentare i punti del vademecum, e per iniziare un’operazione educativa e di sensibilizzazione all’accoglienza che i potrà più fare nelle famiglie che nelle parrocchie, che non hanno spazi e vivono in un contesto economico di magra quotidiana".

Anche Angelo Farneti, responsabile della Caritas di Fano, è molto preoccupato per la nuova tendenza negativa di povertà a Fano e nelle zone limitrofe. “Nel 2014, avevamo su oltre 120 famiglie povere, il 52% italiane. Attualmente ad ottobre 2015, i nostri dati sono molto più allarmanti, in quanto le famiglie italiane sono aumentate al 70% e quelle di extracomunitari regolari intorno al 30%. Per famiglie italiane, intendiamo, non solo quelle fanesi, ma anche quei nuclei famigliari, provenienti dalla provincia di Napoli, Puglia, che erano venuti nel nostro territorio per la lavorare nei settori della nautica e dell’edilizia. Hanno perso il lavoro e non hanno alcuna rete parentale. Riusciamo a distribuire grazie al Fondo Alimentare più di 200 pacchi viveri al mese, ma quello che ci preoccupa è l’uscita che stiamo sostenendo per il pagamento delle bollette. Quando sono entrato in Caritas nel 2007 spendevamo per pagare le bollette 50.000 euro all’anno. Quest’anno ne stiamo spendendo 50.000 euro al mese, grazie ai contributi della Fondazione cassa di Risparmio di Fano, la carità personale del Vescovo mons.Trasarti e i progetti della Cei".

Infine che cosa fare per attuare il vademecum della Cei, in tema di accoglienza? “Inizieremo nei prossimi giorni a organizzare dei corsi di tre mesi per sensibilizzare le scuole e le parrocchie su questo tema e sto mettendo in atto il progetto Rifugiati a casa mia, per cui chiederemo alle famiglie fanesi di essere disponibili ad accogliere i rifugiati e dare loro il tempo di potersi integrare anche nel contesto lavorativo locale".

Allarmante la situazione anche nel comprensorio delle parrocchie di Orciano, Barchi, Montemaggiore M.,Mondavio, S.Michele al F.. Il diacono – operaio Fiorello Ciaramicoli, è il responsabile Caritas di questo vasto territorio, che comprende 8.000 abitanti. “Noi stiamo assistendo a 70 famiglie povere, di cui il 60% italiane e molte locali e il 40% straniere. Ciò significa che dobbiamo pensare ad assistere 300 persone, soprattutto con il pagamento delle bollette, anche con l’aiuto di qualche parrocchiano, di alcuni istituti di credito e qualche comune. Per quanto riguarda il tema dell’accoglienza nelle parrocchie, ci troviamo in un contesto territoriale, dove vi è da parte della popolazione molta diffidenza nel confronto dello straniero e i parroci vivono ogni giorno mille difficoltà. Sarà un processo molto lungo e faticoso".

E le caritas dei comuni cosiddetti di frontiera come stanno affrontando queste emergenze? Il parroco di Macerata Feltria, don Graziano Guerini, è in parte pessimista. “La nostra realtà di Caritas diocesana del Montefeltro, comprende comuni come Piandimeleto, in provincia di Pesaro, che essendo una zona industriale ha dovuto aprire un centro d’ascolto per aiutare 100 famiglie che hanno perso il lavoro. Per il resto la rete caritas è abbastanza ben distribuita e sono state aperte tre case d’accoglienza’’.






Questo è un articolo pubblicato il 21-10-2015 alle 12:24 sul giornale del 22 ottobre 2015 - 1368 letture

In questo articolo si parla di attualità, caritas, anziana, povertà, cibo, Paolo Montanari, pattumiera, miseria, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aptE





logoEV