Abbadia di San Tommaso in Foglia: scoperta storico-archeologica di don Zenaldo Del Vecchio

Abbadia San Tommaso 20/10/2015 - Scoperte epigrafiche, simboli dei templari, stanno dando nuova luce sulla storia plurisecolare dell'Abbadia di San Tommaso in Foglia. E in questi giorni il parroco Don Zenaldo Del Vecchio, ha fatto una nuova scoperta storico­archeologica, datando un capitello con tre protomi umane, uscito fuori dagli scavi del 1970, fuori dal Sagrato della Badia di San Tommaso in Foglia.

E’ certamente un capitello longobardo di fine VI secolo, ha sottolineato Don Zenaldo, la smorfia sul labbro di queste sculture ricordano le monete di Giove dei Longobardi’’.

Don Zenaldo Del Vecchio, che da 50 anni, sta svolgendo degli accurati studi e ricerche su questo prezioso edificio religioso, non ha dubbi sulla sua scoperta, dopo accurati studi sulle Memorie dell’Olivieri che riportano una copia della bolla di Papa Clemente II nel 1047 alla Badia. "Di questa abbazia benedettina, ha sottolineato don Zenaldo, oggi rimane solo la chiesa, situata a metà strada tra Pesaro e Urbino, presso Montelabbate, lungo una strada alternativa alla Flaminia, dove scorre l'Apsella, derivante dall'antica parola Apsa di origine romana, presente in un'epigrafe all'interno della chiesa. La fondazione è tradizionalmente indicata nell'anno 980 d.C., ma l'origine è controversa, poichè in una bolla di papa Clemente III datata 1188 si trova scritto che il monastero di S.Tommaso fu fondato dal vescovo Adalberto, il quale partecipò al sinodo romano del 998, indetto da papa Gregorio V. Si hanno comunque notizie dell'Abbadia, che era anche luogo di pellegrinaggio, che interessò gli stessi Templari, di passaggio per andare in terra santa, nel 1047, quando papa Clemente II, tornando da un viaggio in Germania, vi giunse ammalato e vi morì il 9 ottobre. Nel 1137 fu poi l'imperatore di Germania Lotario III a sostare nella badia di San Tommaso. In questo momento, ha proseguito don Zenaldo, sappiamo che la chiesa fu costruita di fronte al tempio pagano del Dio Silvano, ed era suddivisa in tre navate da due file di colonne, costituite da conci in arenaria. Nella tela del Cantarini che si trova nell'altare centrale dell'Abbadia, il numero delle colonne è di sei ed anche questo dato, a presumere,che la chiesa abbia avuto delle precedenti trasformazioni storiche''.

A questo punto un grido d’allarme e un appello di Don Zenaldo. “La Sovrintendenza dei Beni Archeologici delle Marche eseguì il restauro dell’Abbazia in due riprese, dal 1974 al 1980. Ma da allora tutto tace e non vorrei che anche questo monumento rimanga un’incompiuta come gli scavi di Colombarone e i mosaici del Duomo che in realtà non sono fruibili ai visitatori. Inoltre mi rivolgo alle autorità competenti perché si prendano cura del sito e proseguano gli scavi di questo luogo storico, crocevia della Flaminia che dal Furlo portava alla Romagna. Non vorrei che l’abbandono e l’incuria riducano l’Abbazia come i mosaici di Colombarone, nell’anonimato e incuria generale".

Ma è vero don Zenaldo che sotto l’Abbazia vi era un antico monastero? "Dagli studi stratigrafici e reperti archeologici risulta che vi era un monastero benedettino, ora andato distrutto, dove sono state trovate delle tombe romane. Vi era una basilica paleocristiana, come gli esempi del Duomo di Pesaro, dell'Abbadia di Naro e della chiesa di San Gervasio in Bulgaria a Mondolfo. Quello che è interessante, trattando dei templari, è che la proprietà dell'Abbadia di San Tommaso in Foglia, tra le quali la chiesa di S.Marco,situata di fronte a Rocca Costanza e la chiesa di San Giovanni di Pesaro, fanno parte della proprietà a loro volta della Commenda di S.Marco di Fano, documenti che ho ritrovato nell'archivio dell'Ordine di Malta di Roma''.

Ma tornando al capitello longobardo, don Zenaldo, può fornire più notizie in merito? “Considerando quel capitello a tre protomi umane di stile longobardo, e considerando che allora regnate in Italia era Teodolinda cristiana che convertì la sua popolazione ariana al cristianesimo e che volle i monaci benedettini nella valle del Foglia. Furono loro a scolpire il capitello con al centro un Giano bifronte da formare coi nasi e le ciglia una croce per convertire tutti i pagani, identificando in Giano,il Cristo".

Ma le scoperte del vecchio ma appassionato don Zenaldo non finiscono qui. Seguendo ancora le Memorie dell’Olivieri, il “cocciuto’’ sacerdote, ha effettuato recentemente uno scavo di 30 centimetri nel terreno sul retro della Badia e, calcolando 4 metri dall’ultima colonna, ha rinvenuto una muratura antica, pre o romana e una striscia per una lunghezza di sei metri, in cui sono collocate due rocchi di colonne , dopo un sopralluogo dell’erudita Passeri nella Badia nel 1781, “marmo corinzio’’.

E dunque naturale il grido d’allarme di don Zenaldo. Quando finalmente sapremo tutta la storia dell’Abbadia di san Tommaso in Foglia?





Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2015 alle 09:22 sul giornale del 21 ottobre 2015 - 4709 letture

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