Due chiacchiere con l'Ape Andrea

Andrea Rinaldi, l'Ape Andrea 4' di lettura 13/10/2015 - E’ ricominciato il campionato di basket di serie A e l’Ape Andrea, al secolo Andrea Rinaldi, diverte ancora con la sua presenza gli spettatori dell’Adriatic Arena.

Andrea da quando sei presente all’Adriatic Arena?

“Dal ’96, ho esordito con Scavolini Pesaro-Kinder Bologna, all’inizio il costume era diverso, poi nel tempo è diventato quello che ho ora; l’idea, dopo che per un anno Andrea Valentinetti aveva vestito questo pupazzo, è stata quella di propormi a Lucio Zanca e, d’allora, non ho mai smesso di essere presente alle partite, anzi ricordo che quando facevo il militare chiedevo le licenze premio per essere a Pesaro quando giocava la Scavolini”.

In questi lunghissimi anni il tuo “lavoro” è stato ripagato da tante apparizioni, anche e non solo a Pesaro, vero?

“Sì, la mia idea e l’entusiasmo nel rapportarmi con i bambini, a cui non nego mai un sorriso, un autografo, una foto, mi ha portato a essere presente a tanti All Star Game, grazie a Massimo Zanetti della Lega Basket, che ha creduto sempre in me, poi a Coppe Italie, a Super Coppe, alla Coppa del Mondo di Volley a Instambul, alla Coppa del Mondo di ginnastica artistica, ecc… insomma in questi anni sono arrivati tantissimi contatti, talmente tanti che neppure io 18 anni fa lo avrei pensato. Di giorno, infatti, come molti sanno, tutte le mattine faccio i mercati con una mia bancarella di intimo, ma fare la mascotte, specie dopo anche il contatto con il gruppo RCS che mi ha portato al Giro d’Italia, dove quest’anno ho fatto 6 tappe vestendo i panni di Girbecco, mentre con la Lega Basket sono sempre stato Lunetta, mi ha sempre divertito molto, per questo continuo a farlo. Questo hobby, infatti, mi permette di conoscere tanta gente e soprattutto di viaggiare molto”.

Fai tante cose durante la partita di basket…

“Sì, cerco prima di tutto di regalare quanto più possibile sorrisi ai bambini, poi con tutte le “armi” in mio possesso, la biciclettina, il monopattino, il miniquad, ecc… cerco sempre di creare qualche piccolo spettacolo sul terreno di gioco, di scaldare il pubblico assieme ai tifosi più caldi quando la squadra ne ha bisogno ma, soprattutto, cerco sempre di essere presente in tutti i settori dell’Adriatic Arena, insomma, sono sempre in movimento”.

Anche se non lo dici e non lo propagandi sei, assieme all’amico fraterno Tomas Nobili, molto presente e attento sul sociale…

“Sì, non riesco mai a dire di no quando si tratta di poter aiutare qualcuno, molte Associazioni mi chiamano spesso per chiedermi se posso dare un mano alle loro feste, oppure semplicemente passare in piazza quando vendono i loro prodotti per beneficienza o quando vanno in ospedale. Io cerco di essere sempre presente, cerco sempre di incastrare tutto con gli impegni personali e di andare ovunque, ci tengo molto a queste cose, ci tengo molto a cercare di essere utile e di essere anche inserito nel tessuto sociale pesarese e nella vita di tutti i giorni; una volta, ad esempio, ho partecipato anche ad una biciclettata in maschera”.

Un momento toccante?

“Una volta ho fatto visita a un bambino molto ammalato che aveva espresso il desiderio di vedere l’Ape; mi sono fatto tutto sterilizzare e sono andato a trovarlo, il mattino dopo è morto, ma in quei momenti in cui sono stato lì, lui era felicissimo. Penso che queste cose siano importantissime per continuare a fare quello che faccio, anche se sto cercando un successore perché anche io inizio a essere grandino e mi piacerebbe trovare qualcuno che possa continuare con questi principi la tradizione”.

Infine sei presente anche on line?

“Si ho il sito www.apeandrea.it e ho una pagina Ape Andrea su Facebook, dove rispondo, appena ho tempo, a tutti quelli che mi scrivono”.








Questo è un articolo pubblicato il 13-10-2015 alle 10:22 sul giornale del 14 ottobre 2015 - 3821 letture

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