La (S)Cultura in Banca omaggia l'artista Terenzio Pedini

Il Direttore Generale di Banca dell'Adriatico, Roberto Dal Mas con Terenzio Pedini 09/10/2015 - La terza edizione de "La (S)Cultura in Banca" è un omaggio a Terenzio Pedini. La mostra sarà inaugurata martedì 13 ottobre, alle 17.30, presso il Centro Operativo Banca dell'Adriatico in via Gagarin, 216 a Pesaro.

Si è tenuta stamane la conferenza stampa di presentazione della terza edizione de "La (S)Cultura in Banca" la manifestazione organizzata da Banca dell'Adriatico insignita dall'Associazione Bancaria Italiana con il premio Menichella 2015 per l'innovazione e il sostegno alla culture.

"Con questa terza edizione si completa la trilogia dei metalli - commenta il Direttore Generale di Banca dell'Adriatico, Roberto Dal Mas - dopo i bronzi di Claudio Cesarini e le opere di Gianni Gentiletti quest'anno abbiamo completato il percorso con le sculture di Terenzio Pedini che realizza opere di alto valore culturale e artistico realizzate in acciaio. Ospitare Pedini vuol dire fare emergere gli artisti espressione del nostro territorio".

"Prima di tutto dobbiamo fare bene la banca, migliorare i servizi per le famiglie e le aziende e poi stimolare il nostro territorio anche nel riconoscere gli artisti di eccellenze che la nostra terra esprime. In questo periodo abbiamo investito molto in interazione con il cliente con un crescendo di erogazioni. La fiducia nei privati e nelle famiglie sta crescendo".

Più che artista e scultore, e artista lo è in tutte le sue più nascoste e rivelate fibre, Terenzio Pedini è una forza della natura, intelligente, curiosa, bizzarra, tenace e silenziosa, capace di sfidare la materia più dura, ostica, spavalda, scoraggiante che uomo possa aggredire - così lo definisce Ivana Baldassarri che prosegue - Molti di Terenzio Pedini conoscono solo la statua di Pasqualon che la città ha voluto in pieno centro storico, ma nel corso della sua carriera artistica ha riempito atelier e depositi di creature zoomorfe sconosciute, fra il mitologico e il futuribile.

"Ho cominciato a utilizzare gli attrezzi di mio nonno e mi sono innamorato del ferro - conclude Terenzio Pedini - cercavo di imitare ciò che vedevo, spade, baionette. A 18 anni ho tentato di fare le prime figure ma non usciva nulla, poi ho imparato a lavorare il ferro e a realizzare forme astratte. Mi considero una persona fortunata perché ho potuto fare nella vita il lavoro che amavo. Il mio lavoro mi ha dato soddisfazioni grandi."

All'interno della mostra, dedicata a Paolo Angeletti, saranno esposte 10 opere di Pedini realizzate dal 1976 ad oggi. 





Questo è un articolo pubblicato il 09-10-2015 alle 10:17 sul giornale del 10 ottobre 2015 - 1393 letture

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