Pane, basket e....peperoncino: se ne vanno tutti, Vuelle da ricostruire interamente

Adriatic Arena Pesaro basket 27/06/2015 - Mettiamocelo bene in testa: ormai lo sport di squadra è diventato solo una questione di soldi.

Finiti i tempi dell’attaccamento ai colori sociali, dell’orgoglio di appartenere ad una piazza di grandi tradizioni agonistiche, dei “giocatori simbolo” che costituivano l’anima di una formazione. Oggi si guarda solo al dio quattrino, con la buona pace dei tanti tifosi che vorrebbero affezionarsi ai protagonisti in campo con la maglia della loro città, e che invece sono costretti ogni anno a chiedersi da chi sarà formata stavolta la loro squadra del cuore.

Chi ha dei dubbi su quanto sopra, dia un’occhiata alla situazione della nostra Vuelle. Sembra ieri che, al termine della vittoriosa gara-salvezza contro Caserta, pubblico e giocatori si abbracciavano giubilanti sul parquet, accomunati dall’entusiasmo per aver centrato un’impresa di importanza storica per tutta Pesarobasket. E invece sono bastate poche settimane perché tutti i protagonisti in biancorosso decidessero di cambiare aria, con tanti saluti a quella maglia pesarese alla quale sembravano così affezionati.

A cominciare da capitan Musso, che ha detto chiaro e tondo di non volerne sapere di accettare l’offerta economica della Vuelle per la prossima stagione, sicuramente consigliato in tal senso dal suo nuovo procuratore, che sta concludendo la trattativa per il passaggio di “Berny” a Caserta. Ma come, in A2 Gold? Sì. Meglio la A2 che la massima serie, se ci sono più soldi in saccoccia…

E ancora più irritante è apparso il comportamento di Petar Lorant, che ha voluto sciogliere il contratto che lo legava alla Vuelle anche per la prossima stagione nonostante non risulti che abbia già trovato un’altra maglia da vestire.

Mancano ancora risposte in positivo da Wally Judge, il cui agente sta facendo il pesce in barile, e anche da Chris Wright, pure lui evidentemente a caccia di altre opportunità più succose. Ma, visti i precedenti, c’è poco da sperare.

Insomma, per tutta questa gente la passione cestistica di una piazza storica come Pesaro, unita alla serietà di un club sempre in regola con i pagamenti come la Vuelle, è il classico argomento “freguntubo”, per cui, come ha tenuto a sottolineare anche Stefano Cioppi, “chi non è motivato a rimanere nella Vuelle è meglio che se ne vada altrove”.

C’è però anche il rovescio della medaglia da valutare. Siamo sicuri che la società biancorossa, ed in particolare il Consorzio Pesaro Basket, non poteva davvero fare qualcosa di più per trattenere a Pesaro lo “zoccolo duro” della squadra protagonista dell’impresa-salvezza? I contratti del trio: Musso-Judge-Lorant non potevano essere rinnovati con qualche sacrificio economico aggiuntivo, anche se non di eccessiva entità? Non è che ci siamo persi quella che poteva essere la solida base della Vuelle di domani solo per un eccessivo rigore nelle trattative, solo per risparmiare un pugno di dollari?

Non spetta ovviamente a noi la risposta.

Intanto è approdato a Pesaro Marco Ceron, giovane guardia di 195 cm. che ha militato anche nelle Nazionali giovanili. Il primo passo, si spera davvero azzeccato, della ricostruzione totale della Vuelle.






Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2015 alle 07:00 sul giornale del 28 giugno 2015 - 2062 letture

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