Pane, basket e....peperoncino: con Wright una nuova Vuelle ma serve ancora un rinforzo

Chris Wright 3' di lettura 21/02/2015 - Nel segno di Chris Wright. Così sarà il finale di stagione della nostra Vuelle. Una squadra che ha letteralmente cambiato volto con l’arrivo del nuovo playmaker, vincendo due partite su quattro e soprattutto dimostrando di avere ben altre potenzialità rispetto a quella gestita da coach Dell’Agnello.

E’ vero, c’è stato anche il brutto tonfo contro Avellino, ma vista la prova di grande carattere e solidità mentale fornita dai biancorossi appena sette giorni dopo contro Reggio Emilia, c’è davvero da sperare che si sia trattato soltanto di un episodio in negativo, da dimenticare al più presto guardando avanti con fiducia.

L’arrivo di Wright in biancorosso a metà stagione ricorda quello, ugualmente prodigioso, di Rok Stipcevic, una specie di manna dal cielo che piovve sulla Vuelle di Markovski portandola felicemente all’approdo salvezza. E così promette di essere anche il coloured di Bowie, grazie alle sue indubbie qualità non solo di regista e di organizzatore del gioco, ma anche e soprattutto di terminale offensivo davvero micidiale nelle conclusioni in penetrazione.

Oltre ad un’ottima tecnica di base, Wright ha dimostrato anche di possedere una mentalità vincente come raramente di era visto in maglia biancorossa: basti pensare ai suoi quattro tiri liberi consecutivi segnati nell’incandescente finale contro i reggiani, che hanno regalato alla Vuelle una miracolosa vittoria. Ma da sottolineare è anche il fatto che Chris riesce sempre a dare il meglio di sé nella seconda metà delle partite, segnando molti più punti e soprattutto limitando al massimo le palle perse, che sono forse il suo unico punto debole sotto il profilo tecnico: segno evidente delle sue grandi qualità di leader, in grado di dirigere e tenere unita la squadra proprio nei momenti decisivi dell’incontro.

Cosa manca allora a questa Vuelle per decollare definitivamente dal fondo classifica? Sicuramente una crescita esponenziale degli altri due esterni “stelle-e-strisce”, perché Myles non ha ancora ritrovato la forma migliore dopo la lunga assenza dal parquet e Ross deve adattarsi, dopo l’arrivo di Wright, a giocare di più per il collettivo, anziché puntare soltanto a fare il top-scorer della squadra.

Ma la squadra necessita anche, inutile nascondersi dietro al dito, di un ulteriore rinforzo sotto canestro. Judge è infatti l’unico giocatore biancorosso veramente in grado di ricoprire lo spot di centro, visto che Lorant è indubbiamente un forward, che riesce a dare il massimo soprattutto nel gioco perimetrale. E allora, appena Judge commette qualche fallo di troppo, come spesso è avvenuto anche nelle ultime gare, ecco che per la Vuelle cominciano i mal di pancia, con la panchina costretta ad abbassare il quintetto e a puntare sulla rabbia agonistica di Raspino e di Musso piuttosto che su una vera presenza sotto canestro.

Si era sparsa la voce di un possibile arrivo alla Vuelle di Angelo Gigli, in uscita da Milano per l’esiguo spazio concessogli sul parquet, che avrebbe preso il posto di Nicholas Crow, anch’egli in cerca di una squadra in grado di valorizzarlo maggiormente. Però, almeno per ora, non se ne è fatto nulla. Si tratta di dar tempo al tempo o era solo un fuoco di paglia?

Certo che, se l’operazione Gigli andasse a buon fine grazie anche al contributo economico del nuovo sponsor SISAL WinCity (davvero meriterebbe così un caldo “benvenuto” da tutta Pesarobasket), la squadra ne uscirebbe decisamente rafforzata: potrebbe infatti avere un ulteriore, solido punto di riferimento per la lotta a rimbalzo sotto canestro e per i giochi offensivi in penetrazione, e potrebbe anche sfruttare al meglio il pick-and-pop per innescare il tiro pesante di Petar Lorant.

Chiediamo troppo alla buona sorte? Forse sì, ma sperare non è peccato.






Questo è un articolo pubblicato il 21-02-2015 alle 09:00 sul giornale del 22 febbraio 2015 - 2474 letture

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