BancaMarche... la figlia di Bianconi ed i vertici 'putativi'. Il punto......di Francesco Taronna

Banca Marche 3' di lettura 17/06/2014 - E questa è davvero bellina....Casale, uno degli imprenditori indagati dalla GdF per i prestiti ricevuti senza averne titolo da BancaMarche, attraverso una sua controllata, vende ad una società della figlia di Bianconi, ex dg, uno stabile a Roma per 7 milioni di euro con un mutuo da 37.000 euro al mese.

Lo stabile è già affittato a 50.000 euro, quindi la figlia di Bianconi riceve, senza colpo ferire, un utile di 13.000 euro al mese. Quasi quanto guadagna un lavoratore in un anno! Un utile su cui si sta indagando così come si sta indagando su modifiche fatte apportare al sistema web di BancaMarche alla ditta fornitrice per occultare operazioni a rischio. Casale aveva ricevuto crediti per 35.5 milioni di euro.

Il Governatore della Banca d'Italia ha nominato Commissario di Banca delle Marche anche Bruno Inzitari, 65 anni, milanese, professore ordinario di Diritto Privato alla Bicocca. Già commissario di altri istituti bancari. Confermati i commissari straordinari Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni ed i componenti del Comitato di Sorveglianza Guizzi, Ossola e Spini. Non è dato sapere perchè questa abbondanza di commissari. Qualcuno ha ironizzato asserendo che adesso mandano anche il commissario dei commissari.

Intanto il Credito Valtellinese ha smentito qualsiasi ipotesi di operazioni straordinarie di fusione con BancaMarche ed anche le reiterate voci di interesse da parte dei russi non trovano nessun riscontro nel concreto.

Nel mentre qualcuno cerca di salvare il salvabile anche i sindacati dei lavoratori di BancaMarche, Medioleasing e Carilo fanno sentire la loro voce e chiedono "prospettive e strategie per il rilancio delle Aziende, occupazione e diritti contrattuali dei lavoratori, relazioni industriali e procedure di informazione, consultazione e confronto" e proclamano l'astensione dal lavoro per l'intero turno pomeridiano delle giornate lavorative di martedì 24, giovedì 26 e venerdì 27 giugno dei lavoratori appartenenti a tutte le unità produttive di Direzione e di Rete (comunque denominate) nelle regioni Marche, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Abruzzo e Molise.

I sindacati annunciano anche "un ampio e profondo(sic!) periodo di mobilitazione dei lavoratori del Gruppo Banca Marche".

Cosa ci sarà di più profondo della voragine nella quale si è cacciata Banca delle Marche è difficile persino immaginarlo.

Quando la barca fa acqua l'esperienza ed il buon senso consigliano di arrotolarsi le maniche e tentare tutti insieme di salvare il salvabile. Qui la politica, vera artefice del disastro attraverso nomine non ben ponderate, fa la voce grossa per autoscagionarsi, il sindacato rivendica diritti e spazi che in un clima normale sarebbero sacrosanti ma in una fase di emergenza è bene tenere in sordina.

Nessuno che si ponga il problema delle migliaia di piccoli azionisti che ci hanno rimesso l'osso del collo e di ricercare vie di rilancio dell'Istituto che in qualche modo attenuino il disastro provocato.

Non dimentichiamo che i responsabili morali e materiali devono rispondere dell'aver fatto venir meno il più valido pilastro di sostegno all'economia del territorio, quella vera non quella degli amici e degli amici degli amici.

A presto!






Questo è un articolo pubblicato il 17-06-2014 alle 06:00 sul giornale del 18 giugno 2014 - 5909 letture

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Alfredo Brugè

18 giugno, 14:59
....solo per questo ( figlia di Bianconi )....è da metterli dentro e buttare la chiave....(chiaramente sono stati in tanti a gestire l'intero malaffare!!). Tra noi piccoli azionisti, ma non solo, c'è un pessimismo forse fondato PER ALTRI CASI che questi mascalzoni ne usciranno fuori indenni....io spero e credo ancora nella giustizia che prima o poi (speriamo non tra vent'anni) SARà FATTA !!




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