Il ritocchino.....Il punto......di Francesco Taronna

Nazionale italiana calcio 3' di lettura 10/06/2014 - L'orgoglio di appartenenza di un tempo quando i calciatori e gli allenatori sentivano come un onore essere chiamati a rappresentare i colori italiani nelle competizioni internazionali. Sentivi una gioia, una spontaneità nelle loro dichiarazioni che ti si apriva il cuore.

Ti sentivi di amare quel collettivo, ne eri parte integrante, loro rappresentavano e giocavano anche per te....si ..in fondo c'eravamo tutti nel campo...noi segnavamo o subivamo e insieme gioivamo e piangevamo. Le nostre carezze raggiungevano chi ben operava ed anche chi, involontariamente, sbagliava. Eravamo come tanti genitori che osservavano la partita di esordio dei loro cari pargoli. Fino all'ultimo secondo con il patema d'animo ad incoraggiare quel gruppo.

Grandi calciatori, maestri di vita, esempi per noi ragazzi ed anche per i meno giovani. Memorabili le immagini di Pertini che giocava a scopone sull'aereo che li riportava a casa festanti dopo una delle trasferte trionfanti. Quelle immagini ci rappresentavano tutti ed univano in un unico abbraccio il NOSTRO AMATO PRESIDENTE e la nazionale di calcio. Mai trattative estenuanti per ritoccare il compenso all'allenatore o il premio, in caso di vittoria, ai calciatori...lì si parlava dell'Italia, la nostra Italia e dell'onore di essere stati prescelti per rappresentarla e della eventuale Gloria in caso di vittoria.

Ora il mister (anche il nome in inglese) Prandelli ha preteso il ritocchino dell'ingaggio prima della partenza, per carità è vero che altri guadagnano di più ma è anche vero che in questo momento in Italia un ragazzo su due è senza lavoro, le aziende hanno chiuso e chiudono a decine di migliaia, la disoccupazione generale ha raggiunto il livello record del 13.6%, che in tante famiglie non arriva più alcun salario, che l'altro giorno un genitore si è tolto la vita perchè non più in grado di pagare il mutuo. Ma a lui cosa importa, lui fa i suoi conticini e, pur essendo il ct della nazionale italiana di calcio, ignora ogni sentimento solidaristico verso questa barca che fa acqua da tutte le parti.

L'adeguamento l'ha ottenuto... 1.700.000 euro, euro in più euro in meno 150.000 al mese, circa 5.000 al giorno. Con tale somma si potrebbe donare una speranza ad oltre 100 ragazzi stabilmente o riportare un minimo di serenità in altrettante famiglie.

Dicevo prima che i calciatori e gli allenatori una volta erano anche maestri di vita, quale messaggio possono trasmettere Prandelli, Balotelli, Cassano. Questa è l'Italia del tutto e subito, quella che non sa cosa significhi solidarietà.

La politica trasmette il messaggio del malaffare ed in tutti i campi ognuno cerca di arraffare il più e prima possibile. Ecco perchè non mi dedicherò a questi mondiali, non li amo e non amo i protagonisti ed amo ancora di meno le repressioni che il governo brasiliano sta adottando per celare ai nostri occhi le rivolte delle locali popolazioni dettate dalla miseria e dalla disperazione.

'unica voce fuori dal coro arriva da uno di quei calciatori galantuomini dei tempi appena scorsi, Paolo Maldini: salviamo il salvabile, utilizziamo i mondiali per gridare al mondo la nostra indignazione per come vengono trattati e trattenuti i nostri Marò in India.

A presto!






Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2014 alle 08:00 sul giornale del 11 giugno 2014 - 2440 letture

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