Ricci, il Rospo e Confindustria

Matteo Ricci 3' di lettura 05/06/2014 - Assegnare l’assessorato all’urbanistica del comune di Pesaro ad un dirigente di Confindustria, responsabile per di più da anni del settore edilizia, è una scelta in cui non è difficile intravedere un evidente conflitto di interessi.

Nulla ovviamente contro la persona, l’Arch. De Regis, persona e professionista degnissima, ma sull’opportunità di questa scelta “rivoluzionaria” ci verrebbe da chiedere al neo-Sindaco: è questa la nuova strada che il Comune di Pesaro intende imboccare per garantire una vera “imparzialità” tra gli interessi economici delle imprese edili e quelli della globalità dei cittadini, che dovrebbero essere rappresentati dall’Ente Pubblico? Il coinvolgimento diretto di Confindustria nella gestione della “cosa pubblica”, era una mossa già prevista prima della tornata elettorale, nota all’interno del PD, digerita dalla base, concordata con gli eletti nel Consiglio Comunale, oppure è tutta “farina del sacco” di Ricci? E se così fosse, cosa ne pensa realmente il suo Partito, di questa “rivoluzione” al contrario? Tutti fedeli, contenti ed anche “a sinistra”? Già sapevamo che per Ricci la semplificazione e l’accelerazione delle pratiche urbanistiche costituiscono un punto fondamentale del suo programma di governo, ma non pensavamo che potesse arrivare a tanto.

Ricordiamo la storia del “Rospo smeraldino” citato nel suo “discorso alla città” il 1 febbraio scorso (per vedere l'intervento di Ricci sul rospo smeraldino linkare l'indirizzo di seguito e guardare il video dal 28esimo minuto circa. http://www.youtube.com/watch?v=UUKK98-z1UA) un anfibio raro e protetto che per la sua presenza in un determinato habitat avrebbe rallentato una variante urbanistica: sono bastati quattro urli al funzionario competente che tutto è stato risolto, ha raccontato Ricci. Perché secondo il “nostro” Matteo la Via (Valutazione di Impatto Ambientale) e la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) “non hanno più senso …sono solo meccanismi inutili e assurdi che fanno perdere la voglia di investire” (parole testuali!). Quindi come rivitalizzare il settore dell’edilizia in crisi cronica da almeno quattro anni, a causa dell’esubero dell’offerta e della quasi totale assenza di domanda di nuove case o capannoni? Facile, si da direttamente in mano ai costruttori il compito di programmare la crescita della città.

Chissà quante varianti tipo Xanitalia ci aspetteranno, quali valorizzazioni e che progetti di sviluppo faranno la felicità dei cittadini pesaresi! Oppure dei soliti “pochi”? Mentre i paesi più industrializzati dell’Europa vanno verso il consumo zero di suolo, considerando il paesaggio bene comune, limitato e prezioso come l’acqua e l’aria, intanto che in Regione si discute una proposta di legge presentata da quasi 9000 cittadini che vuole limitare il consumo di suolo e lo sprawl urbano, Matteo Ricci decide di dare un segnale opposto alla città, ignorando anche quelle componenti di sinistra che lo hanno sostenuto nella recente campagna elettorale e che in passato non hanno lesinato critiche ad alcune scelte urbanistiche del precedente sindaco.

Se poi fosse vera, come riferita da una fonte di stampa, l’appartenenza del neo Assessore ad un movimento cattolico, con una forte appendice nel mondo economico, al quale aderisce anche un noto impresario edile già a capo di Confindustria, beh, allora forse ci sorgerebbero anche altre domande da porre al Sindaco!! Ma questa è ancora un’altra storia!

La Lupus in Fabula
WWF - Pesaro






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2014 alle 15:15 sul giornale del 06 giugno 2014 - 2226 letture

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