Salute e diritti delle donne, Simona Ricci: 'Rischio paralisi del servizio sanitario pubblico'

sanità 05/03/2013 - I consultori familiari, l'obiezione di coscienza e le interruzioni volontarie di gravidanze. Il rischio paralisi del servizio sanitario pubblico.

Da tempo questa organizzazione denuncia come non sia più rinviabile, la necessità di interventi tempestivi per garantire adeguatamente i servizi previsti dalla legge per tutelare la salute ed i diritti delle donne. Già qualche mese fa denunciammo la situazione all'ospedale di Fano, in merito alla presenza in quella struttura del 100% di medici ginecologi obiettori. Il caso, assieme all'analoga vicenda dell'Ospedale di Jesi, finì pure, emblematicamente, sulle pagine dei quotidiani nazionali. Ci risulta che la situazione non sia affatto cambiata, pur essendo Pesaro a garantire comunque il servizio. Ma resta incomprensibile come, a fronte di una percentuale media di medici obiettori nella Marche (dato 2010) pari al 59,5% , inferiore alla media nazionale di ben 10 punti, tutti siano concentrati sull'ospedale di Fano, costringendo tra l'altro il restante personale sanitario a farsi carico di tutto. Non solo: già nel 2010, a fronte di 2409 ivg effettuate da donne residenti nelle Marche, un dato più che dimezzato dal 1982, il 5,5% è stato fatto fuori provincia e il 24, 5% fuori regione, un dato, quest'ultimo, quadruplo rispetto alla media nazionale (dati Ministero della Salute).

Allo stesso modo la situazione dei consultori è davvero drammatica, sia sul fronte degli organici che dei servizi resi. Il personale è costretto ad operare, garantendo comunque i servizi, tra mille difficoltà. Ancora più emblematico è il dato sulla RU 486: la Regione Marche si colloca all'ultimo posto in Italia, nel secondo semestre 2011 nessuna interruzione volontaria di gravidanza è avvenuta somministrando la pilloa RU 486 mentre in regioni come l'Emilia Romagna le IVG con la cd “pillola abortiva” sono state il 17% del totale e in Toscana il 9%. Di fronte a questa situazione gli appelli piu volte lanciati dalla CGIL e dalle tante associazioni di donne nel territorio ad investire nella prevenzione, quindi sulle strutture consultoriali, e sulla salute delle donne, sono rimasti inascoltati. E questo è inaccettabile.


da Simona Ricci
segretaria CGIL Pesaro Urbino




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2013 alle 04:36 sul giornale del 06 marzo 2013 - 1037 letture

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