Basket: Scavolini di nuovo nel baratro. Markovski 'Ci attende un finale di stagione difficilissimo'

Barbour a fine gara - foto Luca Toni 4' di lettura 03/03/2013 - Doveva essere la partita-chiave per cambiare definitivamente volto alla stagione. Dopo l’affermazione contro Siena e la bella gara disputata a Sassari, tutta Pesarobasket si aspettava contro Reggio Emilia una Scavolini BancaMarche finalmente brillante e sicura di sé, in grado di dare certezze, con una franca vittoria, circa la propria definitiva resurrezione. E invece si è dovuto assistere ad una prestazione allucinante dei biancorossi, tornati l’inaffidabile banda di squinternati arruffoni, capaci di tutto e del contrario di tutto in una manciata di minuti, già troppe volte vista quest’anno in casa e in trasferta.

Bastano poche cifre, che lasciano allibiti, per chiarire il concetto. Come il parziale di 1-17 incassato dalla Vuelle nel secondo quarto, col punteggio passato in un amen da 27-12 a 28-29. O l’oscena percentuale ai tiri liberi del 52% (11/21) contro il 100% dei reggiani (21/21). Per non dire della solita valanga di palle perse, ben 18 in una partita con punteggio bassissimo. Sul risultato di una sfida giocata punto a punto nel finale, certi numeri negativi pesano come macigni. E allora, purtroppo, occorre dare un calcio ai sogni di un finale di stagione tutto rose e fiori: saranno invece lacrime e sangue fino all’ultima giornata, perché tutte le dirette avversarie della zona retrocessione hanno vinto ed i nostri sono tornati a raschiare il fondo della classifica. Peggio di così questa dannata domenica non poteva finire.

Faccia da funerale per Zare Markovski nel dopo-partita, ma stavolta ci sta tutta: “Per noi era una partita importantissima, da non poter fallire assolutamente, ed invece abbiamo pagato a caro prezzo la tensione mentale con cui l’abbiamo affrontata. Una battaglia più psicologica che tecnica, dove Reggio Emilia ha dimostrato maggior saldezza di nervi e lucidità nei frangenti decisivi del match. Doveva essere la difesa la chiave di una nostra possibile vittoria, e quindi ho tenuto a lungo in campo Alessandro Amici, che è un ottimo difensore. Purtroppo non è andata bene”.

Chiediamo lumi al coach circa la scelta di attaccare la zona 3-2 “match up” messa in campo da Reggio senza un vero pivot sul quale concentrare i giochi d’attacco sotto canestro, col risultato di finire quasi sempre con la solita sparata da tre punti (8/26 la media dei nostri): “E’ stata una scelta dettata dalle caratteristiche del quintetto avversario, molto mobile, veloce e senza centri di ruolo” ci ha risposto Markovski “l’ottima prestazione di Filloy come ala-pivot è stata essenziale per dare la vittoria ai nostri avversari. Adesso ci attende un finale di stagione difficilissimo. Siamo contenti di come stiamo giocando (sic!), ma finora non abbiamo raccolto quanto meritavamo, e questo ci crea difficoltà psicologiche che dobbiamo assolutamente superare”.

Anche lo zampino degli arbitri in questa sconfitta della Vuelle? “Ci hanno fischiato due tecnici di fila, che hanno pesato molto a nostro sfavore nel momento decisivo della partita. Quello dato a me, poi, non l’ho davvero capito. Peraltro” chiude il coach ”è il terzo che prendo in tutta la mia carriera…”.

Sull’altra sponda un Menetti davvero raggiante: “Vittoria bellissima, contro una Scavolini di grande atletismo, che abbiamo conquistato grazie all’umiltà e allo spirito di sacrificio con cui abbiamo affrontato questa sfida. Con la nostra zona tre-due adattata abbiamo mandato fuori ritmo i nostri avversari, costringendoli ad abbassare la loro velocità di gioco e chiudendo ogni zona del campo alla loro manovra offensiva. Un ringraziamento particolare voglio riservarlo a Demian Filloy: era da cinque partite che non entrava in campo, ma questa sera ci ha dato una spinta fortissima. Importanti infine le medie ai tiri liberi: noi abbiamo messo a segno tutti i 21 che ci hanno assegnato, mentre Pesaro ne ha sbagliati 10. In una gara chiusasi con punteggio così basso, questo dato assume un’importanza decisiva. Come dire che la nostra saldezza di nervi alla fine ha fatto la differenza”.






Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2013 alle 23:12 sul giornale del 05 marzo 2013 - 1365 letture

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