Ci rubano il sorriso. Il punto di....Francesco Taronna

Francesco Taronna 4' di lettura 22/01/2013 - ....e già......ci rubano il sorriso......frugano ovunque e ci portano via il nostro vissuto, la nostra storia, il nostro passato. I ricordi più preziosi, la nostra giovinezza, i nostri figli, le tante tappe del loro crescere. Sottraggono i regali che gli sposi, allora fidanzati, si scambiavano, quelli del Matrimonio, della Prima Comunione, della Cresima dei figli.

Ciò che non riescono a portare via lo distruggono in un impeto iconoclastico, lo violentano sfregiandolo, strappandolo e sporcandolo. In un attimo si perdono tutte le certezze e tutta la fiducia nella società. Non esiste più passato, il presente è rovina e disastro, non si riesce più ad immaginare un futuro sereno. Ci si ritrova soli con le nostre non colpe. Non colpe, si perchè non può recare offesa ad alcuno il vivere il quotidiano sperando in un futuro sereno. Non può essere una colpa sperare di poter sorridere ai genitori, ai figli, agli amici, ai nonni; sperare di condire l'esistenza con la disponibilità a dare a chi ti è vicino e a chi ha bisogno. Ti assale il dubbio se i principi che i genitori ti hanno instillato e ai quali ti sei attenuto fossero buoni o sbagliati. Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te; dai e ti sarà dato; fai il bene e dimenticalo; rispetta il prossimo tuo come te stesso; dolce con i deboli forte con i prepotenti. L'educazione, la gentilezza, il garbo nei rapporti sociali, tutto ti crolla addosso. Degli estranei hanno violato la tua intimità, il tuo nido. Ci si ritrova nel ben mezzo della legge della giungla.....chi può arraffa tutto e porta via, senza rispetto alcuno per la proprietà, per i sentimenti, per gli affetti, per quanto di più intimo possa albergare nel cuore e nella mente di ciascuno di noi.

Coppie mature alle quali viene sottratto tutto, una montagna di cose e di ricordi; giovani coppie alle quali viene distrutta l'esistenza, pochi ricordi ma il frutto dei sacrifici per mettere su casa, con i loro risparmi o, magari, con l'aiuto dei genitori che hanno aspettato la liquidazione per dare una mano ai loro pargoli ( si, per i genitori i figli restano sempre pargoli) a prendere il volo e a costruirsi il loro nido autonomo. Case, persone violano tutto. Giovani che restano senza riferimenti, che vivono in un contesto che la situazione spinge all'odio. Anziani vittime di furti e di truffe che restano attoniti non capendo il perchè di tanta cattiveria. Donne alle quali scippano, a volte, quel che resta di una magra pensione per fare la spesa ed arrivare a fine mese. Ci si arrocca sempre più nel proprio nido che di fatto occorre trasformare in un fortino, seguendo le indicazioni dei dirigenti le forze dell'ordine locali, distruggendo in tal modo quel tessuto che consente i rapporti ed anche, il conseguente, controllo sociale. Una società che consiglia di barricarsi in casa è una società che ha fallito i suoi scopi e di fatto diventa tutrice di chi diffonde crimine e violenza.

Occorre adoperarsi per attivare tutti i meccanismi per reprimere e prevenire i crimini contro le cose e le persone. Sappiamo tutti che la diffusione di tali delitti è direttamente correlata alle vette alle quali perviene il disagio socioeconomico e la provincia di Pesaro-Urbino ha tristemente raggiunto il primo posto in Italia (fonte Censis, dicembre 2012). Quindi prepariamoci ad un'altra ondata di furti e rapine, a leggere di case violate e persone derubate o truffate. In ogni zona della città, Centro, Porto, Mare, periferie e frazioni imperversano, e lo faranno sempre di più, gli sciacalli che ci rendono il quotidiano aleatorio ! Eppure io sono convinto che ognuno di noi possa dare un contributo avendo occhi ed orecchie attente per vedere situazioni strane o ascoltare rumori insoliti nei condomini o nelle strade dove si abita e segnalare ciò alle forze dell'ordine. Ma le forze dell'ordine, dal canto loro, devono ringraziare i cittadini per la loro collaborazione e non trattarli con saccenza , chiamandoli e richiamandoli, facendoli rischiare e pentire di essersi "impicciati". A presto !






Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2013 alle 10:01 sul giornale del 23 gennaio 2013 - 2447 letture

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